<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620</id><updated>2011-10-25T06:25:33.895-07:00</updated><title type='text'>Stefano Aiello</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>80</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1475548529772433740</id><published>2011-07-06T10:36:00.000-07:00</published><updated>2011-07-07T07:05:30.123-07:00</updated><title type='text'>Una rondine non fa primavera.</title><content type='html'>Oggi ho i coglioni che sfiorano il pavimento. Fra pochi giorni compierò vent'anni e ho come l'impressione che sia il più adulto della famiglia. La risposta è "sbagliato" se pensate che il post preveda una buona dose di autocommiserazione rincarata da un'altrettanta buona quantità di vittimismo e immaturità. E' che sono scazzato e basta.&lt;br /&gt;Come tutti ormai sapranno, studio in università. E per motivi miei che non ho voglia di elencare perché personali e perché un po' me ne vergogno, sono indietro. Tremendamente indietro. &lt;br /&gt;Giustamente, in casa la tensione si fa tangibile non appena si fa cenno alla parola "studio". Talvolta capita che durante il pranzo o la cena, comunque a tavola, si accenni l'argomento. Se io lo faccio liberamente, mia madre ci pensa con le parole-chiave, tastando il terreno alla ricerca dei miei punti deboli. Ma in qualità, appunto, di madre, li conosce benissimo. E quindi procede spedita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Dobbiamo comprare una libreria nuova per la tua camera: i libri non ci stanno più."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ah, al mercato ho incontrato una signora: sua figlia studia quel che studi tu."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Che mondo, quello in cui viviamo. Laureati e precari." (Ovviamente non usa il termine "precario", ma il succo è quello)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il migliore esordio lo fa quando arriva a casa dopo il lavoro, quando enfatizza ogni suo respiro per far capire che lei, cazzo, lavora. Lei è l'unica lavoratrice del mondo. Tutti gli altri, nè è convinta, lavorano in uffici con l'aria condizionata d'estate e la stufa d'inverno. La fatica e la sofferenza sue sono quanto più l'animo umano possa tollerare. Se c'è la personificazione del dolore, questa è lei. Ma non sono qui per sfogarmi gettandole merda addosso. In fondo, è la donna della mia vita. Ma son qui per illustrare quanto l'ignoranza possa offuscare le menti, portando la gente a ritenere i comodissimi "modi di dire" verità incrollabili. &lt;br /&gt;Ecco, dicevamo. In quei momenti in cui è presente un altissimo rischio di infarto, se ne esce con voce lamentosa: "Quanto vorrei tu non ti riducessi al mio livello. Lavorare al freddo e al caldo per un pugno di mosche. Una bella laurea e via, dritto in un bell'ufficio..."&lt;br /&gt;Ormai mi conosce e sa come la penso (voi lo scoprirete fra poco), così provvede subito ad aggiungere: "...O comunque in un posto che sia meglio del mercato".&lt;br /&gt;Quella donna ha un'errata concezione della parola "lavoro". Pensa che sia come la sua vita: o bianco o nero. Non ci sono vie di mezzo: o lavori per strada o in un ufficio, o sei tutto perché hai una laurea o nessuno perché ti pulisci il culo con un diploma.&lt;br /&gt;Perciò, dopo aver giocato sulla pietà nella speranza di persuadermi, si cominciano i litigi o quelli che lei preferisce chiamare "scambi d'opinioni: sei l'amore della mia vita e lo sai". Litigio è troppo, è un termine che lo riserviamo quando, davanti a qualche sua cliente, dobbiamo fare vedere che siamo una famiglia, che suo figlio è bravissimo ma che qualche volta la fa arrabbiare. E litighiamo.&lt;br /&gt;Io me ne esco dicendo che una laurea, oggigiorno, non ti consente un ingresso gratuito verso il Paradiso. Allora lei dice vai a lavorare, così capisci un po'. Io le dico che non si può giungere sempre a drastiche soluzioni, che a volte si può anche optare per le sfumature. Lei dice che la mia cazzo di psicologia la devo usare con i miei amici e non con lei che è stanca e che è l'unica lavoratrice d'Italia.&lt;br /&gt;Io le dico che il suo comportamento è immaturo e lei finisce con un guardati tu. Poi alza la voce e giustamente taccio, perché non è cosa buona e giusta alzare la voce con un genitore, a maggior ragione se ti impone il suo pensiero ignorante a voce alta minacciandoti con occhi di fuoco di stenderti al muro.&lt;br /&gt;Ecco quindi che io me ne vado in camera mia, con espressione in volto che ricorda molto Hilary Duff nei suoi film, quando interpreta l'adolescente problematica che si rifugia nella sua camera costellata di poster e peluches piangendo con il volto coperto dalle mani.&lt;br /&gt;E ciascuno nella propria stanza pensa.&lt;br /&gt;Lei opta per le lacrime e qualche altro po' di autocommiserazione. Lei adesso è anche la donna di casa, visto che io e mio padre siamo dei porci e non le diamo mai una mano in casa. &lt;br /&gt;Io invece sogno di mandare a fare in culo tutti e di sfondare nel mondo dell'editoria pubblicando una sfilza di romanzetti rosa o biografie di Britney Spears e Paris Hilton.&lt;br /&gt;Poi ciabatta fino in camera mia: tip tap tip tap. Mi guarda e fa: "Mi hai deluso".&lt;br /&gt;Contando che in vent'anni della mia esistenza l'avrò delusa almeno una volta a settimana non mi sento così subdolo, ma se c'è una persona in grado di farmi sentire una merda, quella è lei.&lt;br /&gt;Dopo un pranzo, una cena o qualsivoglia momento della giornata passato insieme in silenzio, io a covare rabbia, lei dedicando più attenzione del dovuto a ciò che fa, ritorna con sguardo amorevole, che solo una persona che ha sofferto in maniera indicibile potrebbe sguainare come fosse una spada. E allora mi prende le manine e con tono pacato impone, stavolta, il suo pensiero con dolcezza e accondiscendenza. Ascolta ciò che ho da dire annuendo e poi, et voilà: "Lo studio è importante. E poi tu puoi dare il massimo, l'hanno sempre detto tutto".&lt;br /&gt;Come ha il potere di tarpare le ali dei miei sogni pseudoadolescenziali quali diventare attore o scrittore con del cinismo spicciolo ma efficace, è anche in grado di sopravvalutarmi un sacco.&lt;br /&gt;Sfatiamo il mito che io possegga altissime capacità intellettive. Stefano Aiello prendeva sempre e solo Ottimo alle elementari. Poi, dalle medie in poi, sono cominciati i Buono - che poi diventavano sempre più abbondanti - e le vittorie con me stesso me le prendevo con dei Distinto. Gli Ottimo per me erano fonte di vera gioia, perché non avevo tanto l'impressione di essermeli guadagnati, ma perché non potevo crederci.&lt;br /&gt;Idem alle superiori: 8 era un biglietto gratuito verso qualche isola tropicale, un premio, quasi un sogno diventato realtà. Sono uscito con un misero 73 dalla maturità e alla luce del sole mi rendo conto di quanto, rispetto ai miei coetanei, io sappia argomentare di poco e niente. Oratoria a parte. &lt;br /&gt;Radicata nel più profondo del suo essere la convinzione che io sia un piccolo Newton, esige il massimo. Lo fa ancora ora che ho vent'anni. Esige e, per esempio, mi premia: in vacanza con gli amici ci vai se prendi un bel voto all'esame. &lt;br /&gt;Una volta non ne ho passato uno e non ho mai visto nei suoi occhi una tristezza così grande come quella di quel giorno. Da lì, ogni giorno, la tiritera: studia, studia, studia, studia, devi studiare, lo studio è importante, non vorrai mica fare la mia fine, studia, studia perchè la laurea è un passaporto, è il tuo biglietto da visita, perché fihrfifnienlkdjnehrfnjmfkldsnmlejojfdlejrflrm4ngfnkenfml, studia, studia, djiheiuhrfihnimntoirmoimgo e studia.&lt;br /&gt;Ecco, perché mi trovo qui. Perché è luglio e io ho due esami quasi a fine mese. E non so che cazzo farò con i miei amici: dobbiamo vedere come andranno i miei due esami.&lt;br /&gt;E trovo frustrante avere un genitore più interessato al rendimento scolastico del proprio figlio che, che cazzo ne so, a quello che scrive. Insomma, suona un po' infantile e disperato, ma a volte mi piacerebbe mia madre si avvicinasse a me e mi chiedesse di mostrarle quello che scrivo. Così, solo per sapere cos'ha da comporre suo figlio di notte sul suo cazzo di quadernetto. O chiedergli quali sono i suoi video musicali preferiti, gli ultimi libri letti.&lt;br /&gt;Ma purtroppo sembra più ardente il desiderio di vedermi col culo su di una sedia in un ufficio con l'aria condizionata d'estate e la stufa accesa di inverno.&lt;br /&gt;Contando che studio Filosofia e, al massimo, farò avanti ed indietro da un'aula scolastica all'altra.&lt;br /&gt;O starnazzerò in qualche piazza del centro città durante qualche manifestazione o precario-party.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi sto suicidando, ma vorrei che queste mie ultime due righe venissero davvero lette e comprese da tutti.&lt;br /&gt;L'importante, la cosa migliore che secondo me un genitore dovrebbe fare (e parlo da figlio, quindi boh, la butto là) è prima di tutto inculcargli nella testa che le cose più importanti nella vita sono l'amore, il sogno e l'arte e che tutto il resto è ciccia.&lt;br /&gt;Sono indietro di diversi esami ma, cazzo, quando io leggo un libro, mi trovo davanti a un quadro di Dalì o davanti al Duomo di Milano o mi immagino solo a firmare autografi su una quantità inesprimibile di romanzi scritti da me mi vengono i brividi e mi sento di una felicità immensa, imparagonabile. &lt;br /&gt;Non che non voglia studiare, ma alcuni giorni preferisco ritagliarmi del tempo per me e basta, andarmene al parco, leggermi Nicholas Sparks e poi tornare a casa e mettermi di buona lena a studiare.&lt;br /&gt;Il punto non è che non studio, ma che preferisco dedicare più tempo ai miei desideri (che son comunque, presumo, lodevoli, visto che non vado a sorseggiare drink in P.zza Castello sperando che Gossip Girl mi colga in flagrante e parli di me sul suo sito o che mi imbatta nel Principe Azzurro) e un po' di meno allo studio.&lt;br /&gt;Tanto quando muoio la laurea rimane qui in casa. Chi se ne frega se tarda un momentino di più ad arrivare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque chiudo qui la finestra che ho aperto su una parte della mia quotidianità casalinga. &lt;br /&gt;E poi mi si viene a dire: "Eh, sai, sei un ragazzo un po' insicuro".&lt;br /&gt;Eh, sai com'è, guarda a volte a quali spettacoli domestici assisto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buono studio a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1475548529772433740?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1475548529772433740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1475548529772433740' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1475548529772433740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1475548529772433740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2011/07/una-rondine-non-fa-primavera.html' title='Una rondine non fa primavera.'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-815523236721330604</id><published>2011-04-19T06:19:00.000-07:00</published><updated>2011-04-19T07:00:41.301-07:00</updated><title type='text'>Stefano is back</title><content type='html'>Dopo mesi mi faccio risentire. E' passata quasi una stagione dal mio ultimo post. &lt;br /&gt;So benissimo che questa è una di quelle situazioni in cui dovrei uscirmene esordendo che son tornato dall'India, che ho fatto un percorso spirituale, che ho ritrovato me stesso e che, porco cane, adesso sì che ho scoperto il vero valore della vita e che adesso mi interessa solo fare del bene agli altri. &lt;br /&gt;La verità, ahimè, è che non è cambiata una virgola di ciò che è la mia esistenza. Oddio, proprio niente niente no. Però non parlo per scaramanzia. Specie subito dopo il post in cui parlo della mia ex quasistoriad'amoremasipotrebbechiamarepraticamentefrequentazione. Magari nel prossimo post, eh?&lt;br /&gt;Per il resto niente, sono in vacanza dall'università e quindi per guadagnarmi un gruzzoletto vado ad aiutare mia mamma al lavoro. Come qualcuno già saprà e come non molti sapranno, mia mamma lavora al mercato. Tutti i giorni tranne la domenica, si alza alle sette di mattina e si fa un culo così a montare il banco, tirar giù cassettoni, vendere (ha un banco di intimo per anziani, vi dico solo questo), sistemare, caricare gli scatoloni e poi, se Dio vuole, tornarsene a casa crollando senza dignità sul letto. Quindi, sapete, anche se son cinque euro al giorno, il mio è comunque un lavoro, perchè si parla di salvare vite umane e nobilitare il proprio animo (non suonava più o meno così, la cazzata colossale del lavoro che nobilità l'uomo?).&lt;br /&gt;Che altro? Ah già.&lt;br /&gt;Per Pasqua e Pasquetta non sono previsti frontali o altri tipo di incidente stradale, ma farò una tranquilla capatina in quel di Forlì, dove mia nonna ha la casa. Sarà una cosa di massimo tre giorni, toccata e fuga. Ma vi dirò che ho davvero voglia di muovermi. Infatti in questo periodo mi sto spostando un po' (ne parleremo sempre nel prossimo famoso post). E quindi cambiare aria sarebbe carino. Anche solo così, per affacciarsi dalla finestra e non guardare sempre il solito paesaggio (ah, per la cronaca, fra qualche tempo costruiranno davanti casa mia un ospedale ed una chiesa).&lt;br /&gt;Giovedì ho preso 24 di Storia del Libro. L'ho comunicato a mia madre per telefono.&lt;br /&gt;E' andata così:&lt;br /&gt;"Pronto?"&lt;br /&gt;"Hey, ho preso 24!"&lt;br /&gt;"Bene. Potevi fare di più, però".&lt;br /&gt;Quando si dice che i coglioni rasentano il suolo e ti senti un po' preso per il culo. Ma vabbè, mia madre è fatta così, lo fa per me, perchè lei da piccola non ha potuto studiare e blablabla.&lt;br /&gt;Ho ricominciato a giocare a Final Fantasy IX.&lt;br /&gt;Ho messo una libreria nuova in camera mia.&lt;br /&gt;Ho preso la quinta malattia, sto andando avanti a grattarmi da giorni e a spalmarmi quintali di crema all'aloe vera (come se poi ne esistesse una falsa) che si può dir di me tutto tranne che puzzo di merda.&lt;br /&gt;Ho appena terminato di mangiarmi due profiterol. &lt;br /&gt;Sto ascoltando Britney Spears.&lt;br /&gt;Basta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-815523236721330604?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/815523236721330604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=815523236721330604' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/815523236721330604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/815523236721330604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2011/04/dopo-mesi-mi-faccio-risentire.html' title='Stefano is back'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-2618405448507598511</id><published>2010-12-01T09:56:00.000-08:00</published><updated>2011-01-11T18:23:32.102-08:00</updated><title type='text'>Consigli illuminanti per portare al termine una relazione d'amore o presunta tale prima ancora che essa cominci.</title><content type='html'>Ho parlato dell'amore praticamente ovunque. Nel mio libro, in questo spazio, sono riuscito addirittura ad infilarlo nel tema della maturità. Non posso farci niente, è più forte di me, la mia vita è fatta di cuoricini e usignoli. Scrivo d'amore, parlo d'amore, canto d'amore, cago d'amore. &lt;br /&gt;E poi amo. Uh, se amo. Mi innamorerò almeno quattro volte al giorno. &lt;br /&gt;C'è ancora chi si stupisce di fronte alla notizia che un giorno mi fidanzo e quello dopo mi mollo.&lt;br /&gt;Beh, quest'oggi, miei cari innamorati, vi svelerò i segreti per mandare la vostra relazione a puttane. Le cose da dire, da fare, i pensieri da partorire...Ma soprattutto vi indirizzerò in una prospettiva di vita diversa da quella che avete ora. Imparare a pensare in negativo è un gioco da ragazzi e farlo è molto semplice. La prima cosa da fare è adottare la prospettiva del "Nulla dura per sempre". Tutto finisce, la vita ti separerà da tutto ciò che hai avuto e amato. Verrà automatico pensare che quindi non varrà la pena fidanzarsi con qualcuno. Tuttavia, cederete al primo tentativo di Cupido di farvi innamorare. Eccoci alla fase della frequentazione, troppo delicata per essere descritta come un fidanzamento, troppo importante per poter dire "Ah, io non mi vedo con nessuno".&lt;br /&gt;E' proprio lì che uno deve tirare fuori tutti gli assi nella manica che ha. Fare di tutto per trarre a sé l'altro.&lt;br /&gt;Beh, quello che vi posso dire è che io sono riuscito a farmi lasciare già prima di fidanzarmi. E con questo intendo che c'è stato anche un discorso, prima di decidere che avrei potuto non salutare più l'altro per tutto il resto della mia vita. Adesso non mi metterò là a contarvi come è finita (anche perchè non è nemmeno iniziata) o per colpa di chi (anche se secondo me, sotto sotto, lo sapete).&lt;br /&gt;Vi elencherò le classiche dieci strategie per evidenziare i vostri difetti, spaventare l'altro, portarlo all'esasperazione o, più semplicemente, stancarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Esordire con: "Anzitutto, c'è da dire di me che sono alla ricerca di una relazione"&lt;/span&gt;. Eccola là, la frase. Pronunciare queste parole già al primo appuntamento ti consente di risultare agli occhi degli altri quello che sei veramente: uno sfigato in cerca d'amore.&lt;br /&gt; Non è nulla di che, è vero, ma ha una forza sconvolgente e metterebbe in fuga anche un sordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dire no al sesso occasionale, al sesso di prova, al sesso che-se-va-bene-ci-si-fidanza.&lt;/span&gt; E infatti, ho rifiutato proprio quest'ultima proposta. Il tizio mi fa: "Sei carino dal punto di vista fisico e intellettuale. Ma da quello sessuale? Mi spiace, ma finché non ho la conferma di come sei a letto, io non mi fidanzerò con te."&lt;br /&gt;Figuriamoci: sfidarmi. Ah, con che coraggio! Infatti non gliel'ho data vinta: ho rifiutato, facendo il solito discorso che ha a che fare con i propri principi, dignità et similia. Risultato? Non ho perso la dignità ma lui è fuggito a gambe levate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ti penso? Ti scrivo.&lt;/span&gt; Vado per negozi e trovo quella tazza troppo carina con stampato il tuo segno zodiacale? Te la regalo. Mi chiedi di uscire? Certo. A ballare io e te senza i miei amici? Ma ovvio. Non passano più pullman ma insisti perchè io rimanga? Certo, sennò a che servirebbero i taxi.&lt;br /&gt;E così, gli dai tutto senza che nemmeno lui te lo chieda. E si stanca di te. E diventi banale, scontato, prevedibile. Come se durante uno spettacolo teatrale lo spettatore sapesse prima che l'attore apra bocca, la sua battuta. &lt;br /&gt;Così fugge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Trasferire la propria residenza nel suo profilo di Facebook e, soprattutto, dirglielo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Sai che io sono sempre sul tuo profilo, a guardare che fai, chi ti scrive, che rispondi, che pubblichi?" E nemmeno il tempo di finire la domanda, lui...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Presentare tutti i tuoi amici a lui come il tuo fidanzato.&lt;/span&gt; E' difficile rinchiudere il vostro rapporto in una definizione, figuriamoci lui. Perchè, quindi, non chiamarlo "fidanzato"? Più pratico, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Presentarsi ad un appuntamento con lui con la barba da fare.&lt;/span&gt; Specie se non è da un po' che ce l'hai, ma il mento è cosparso di peletti fastidiosi al tatto e alla vista. Quelli neri, corti, ispidi.&lt;br /&gt;Sarà una cazzata, ma l'ultimo tizio - protagonista di questo post - me l'ha fatto notare ogni volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Giudicare superficiali gli altri ragazzi più belli di te, potenziali nemici.&lt;/span&gt; Domandargli che ne pensa lui di queste tue acute, serie, profonde, illuminanti osservazioni. Senza sapere che sono suoi amici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Credere a tutto ciò che ti dice, montarti la testa e domandargli più volte se per caso è serio o meno.&lt;/span&gt; Insomma, portarlo allo sfinimento e fargli rimpiangere di averti promesso una vacanza al mare sotto il periodo di Natale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;A volte, comportarsi da zia.&lt;/span&gt; "Hai mangiato? Ti è piaciuto?", "Mi raccomando, vai a dormire presto, sennò domattina...", "E ricordati che venerdì cominci a lavorare alle dieci!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La crème de la crème.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Di punto in bianco, magari sorridendo, rompere il silenzio con: "Beh, comunque io non disdegno il matrimonio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguri e figli maschi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-2618405448507598511?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/2618405448507598511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=2618405448507598511' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2618405448507598511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2618405448507598511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/12/consigli-illuminanti-per-portare-al.html' title='Consigli illuminanti per portare al termine una relazione d&apos;amore o presunta tale prima ancora che essa cominci.'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-7524645412088399838</id><published>2010-11-25T05:30:00.000-08:00</published><updated>2010-11-25T06:36:41.408-08:00</updated><title type='text'>Consigli illuminanti per sperperare inutilmente denaro.</title><content type='html'>Il mio telefonino è ormai diventato un catorcio. Si blocca, si spegne e si riaccende da solo e penso sia l'unico che sappia ricaricarsi senza aver bisogno del filo. Magari lo tiro fuori per vedere l'ora e vedo le tacche che segnano il livello di batteria rimasto che si muovono da sole: prima sono tre, poi due, poi una e poi di nuovo tre.&lt;br /&gt;Inoltre non funzionano le lettere "C" e "V" (ho un LG Tribe, quello con la tastiera nascosta sotto lo schermo che sposti e, puff, la visione da verticale passa ad orizzontale): quindi è ormai all'ordine del giorno scrivere "iao, per he ora i ediamo oggi?" oppure "Hai dimentiato a asa mia il tuo aendino e le sigarette".&lt;br /&gt;Non sto quindi a dirvi quanto la cosa faccia incazzare a fine giornata. O quanto sia fastidioso inviare sms dolcissimi alla propria metà dicendo "Anhe tu mi manhi tanto e non edo l'ora di ederti!".&lt;br /&gt;Per questo motivo mi sono detto: "Bene. Adesso mi metto i soldi da parte e mi compro un telefonino nuovo".&lt;br /&gt;Sì. L'ho detto quest'estate e oggi è il 25 novembre. Uno penserà che magari sono arrivato a 600 euro e che sto aspettando il telefono del momento, che costa 900 euro. No. &lt;br /&gt;La verità è un'altra: ci metto davvero tutto me stesso, per mettere da parte quel gruzzoletto che potrebbe tornarmi utile al prossimo giro da Trony, ma come d'incanto tutti i miei desideri si trasformano in necessità. Risultato: per avere qualche soldino in tasca devo sempre andare a batter cassa da mia nonna, che poverina campa con una pensione che non basta manco a lei.&lt;br /&gt;Non avendo un lavoro e la capacità di cagare soldi, devo accontentarmi di quelle monetine che mi danno i miei genitori o che trovo negli scomparti interni della borsa a tracolla o nelle tasche dei giubbotti che mettevo a cinque anni o che trovo per terra. &lt;br /&gt;Esco con 5 euro? Spendo 5 euro.&lt;br /&gt;Me ne danno 10? Spendo 10 euro.&lt;br /&gt;Lo stesso se me ne danno 15 o 20.&lt;br /&gt;E' evidente, quindi, che ai miei genitori, due cristiani che si fanno un culo così dalla mattina alla sera per guadagnarsi qualche soldino, la cosa faccia abbastanza incazzare.&lt;br /&gt;E hanno ragione.&lt;br /&gt;Quindi mi hanno detto: o lo capisci con le buone o con le cattive. &lt;br /&gt;Con le buone non sono riuscito: il "Adesso è bene che impari ad accumularti i soldi perchè un giorno noi non ci saremo più e quindi blablabla" mi entrava da una parte ed usciva dall'altra.&lt;br /&gt;A breve passeremo alle cattive, visto che ieri dovevo andare a comprare un libro per l'università e sono tornato a casa con il sorrisone e una borsa della Fnac. Non mi hanno nemmeno chiesto che cosa avessi comprato, dove fosse il mio libro per studiare.&lt;br /&gt;Mi hanno solo guardato e annuito con fare minaccioso.&lt;br /&gt;In attesa di comprare il telefonino nuovo, stilo qui una lista più o meno completa di tutti i miei suggerimenti per spendere soldi senza un perchè. Nel minor tempo possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Individuate la vostra vera passione.&lt;/span&gt; Pensate attentamente a che cosa vi piace fare o a che cosa vorreste possedere più di ogni altra cosa.&lt;br /&gt;Vi piace da matti leggere? Fate una capatina alla Feltrinelli.&lt;br /&gt;Vi piacciono i vestiti? Zara va benissimo. &lt;br /&gt;E i dolci? Ne vogliamo parlare? E allora ingozzatevi di croissants, cioccolate, torroncini, pastine, dolcini, pasticcini e tutte 'ste robe da diabete nella pasticceria dietro casa.&lt;br /&gt;Poi tornate a casa e date un'occhiata al portafoglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lasciatevi impietosire dai ragazzi che incontrate mentre passeggiate in centro.&lt;/span&gt; Quelli che vi fanno domande, che vi chiedono che cosa pensate dei ragazzi cresciuti in orfanotrofio o di quelli che hanno genitori tossicodipendenti. Dite che non avete pregiudizi, che siete di mentalità aperta. Guardate le cartoline che vi ficcano in mano, spacciandole per disegnini realizzati da bambini piccolissimi cresciuti, appunto, in orfanotrofio o in famiglie con problemi di dipendenza da alcol e droga. Date un'occhiata allo stronzo che ve la mena in lungo in largo con le offerte che potreste fare o del sorriso che potreste regalare a uno di quei bambini.&lt;br /&gt;Tirate fuori i soldi e affogate l'ansia che questi vi hanno messo su in gelateria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Fate regali senza motivo.&lt;/span&gt; Così, perchè avete soldi. Una volta sono tornato a casa con una sveglia rossa che ho poi regalato a mia mamma. Che ne aveva altre due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;C'è quella volta che fai un giro alla Fnac e vedi il CD di Selena Gomez, che anche se l'hai scaricato sembra chiamarti...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Aperitivo con gli amici. "Ma tranquilli raga, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;oggi offro io&lt;/span&gt;. Poi ci aggiustiamo."&lt;br /&gt;Sì, certo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Di solito quando si ha soldi in tasca vengono in mente le idee più geniali (farsi la tessera da Bottega Verde e per fare le cose in grande comprare qualcosa, approfittare dell'offerta 3X2 per acquistare la trilogia "Il Signore degli anelli" e via discorrendo): &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;seguile!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Perchè limitarsi a bere un caffè quando potresti permetterti di fare colazione con un cappuccino e due brioches?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cavatela con un "Almeno faccio girare l'economia" per comprare quell'inutilissimo orologio da polso&lt;/span&gt; (o lucidalabbra, o braccialettino, o top striminzito o piercing per l'ombelico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Chili di troppo? Herbalife ha la soluzione che fa per te!&lt;/span&gt; I prodotti costeranno anche un occhio della testa, ma almeno torni a casa con qualche chilo in meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Fatti un viaggio, fai beneficienza, costruisci aeroplanini di carta con le banconote, colleziona le monete da 1 euro...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-7524645412088399838?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/7524645412088399838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=7524645412088399838' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7524645412088399838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7524645412088399838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/11/consigli-illuminanti-per-sperperare.html' title='Consigli illuminanti per sperperare inutilmente denaro.'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-7928904738207250254</id><published>2010-11-14T08:45:00.000-08:00</published><updated>2010-11-16T14:59:52.916-08:00</updated><title type='text'>Consigli illuminanti per essere come me. Né più né meno.</title><content type='html'>Sin da bambino ho sempre avuto moltissime peculiarità - fisiche e non - che mi hanno condannato a tormentoni a dir poco stressanti e per nulla simpatici.&lt;br /&gt;Essendo di salute molto cagionevole, nel senso che l'equazione colpo d'aria = polmonite è nel mio caso valida, sono sempre stato il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ciao piccolino, ti sei coperto bene?&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Oppure i miei capelli. Tagli orribili, il gusto di mia mamma è sempre stato pessimo. A sei anni non potevo certo concedermi il lusso di poter andare in giro con un crestone punk o dei capelli di un taglio normale: mia madre optò per i tagli a caschetto. Comodi, facili, orribili. Insieme alla voce, peggiore di quella di ora, di un'indubbia mascolinità, dal bambino delicato e denutrito del Biafra sono passato a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ciao bimba. Come ti chiami?&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Ricordo ancora che da piccolissimo aspettavo il pullman con mio padre e alla fermata c'erano due ragazze che si lamentavano ad alta voce: molto probabilmente aspettavano da più tempo di me. Sono andato vicino a loro zampettando allegramente e con un sorriso sdentato le ho consolate sputacchiando qua e là. Una, dopo avermi sorriso mi fa: "E tu che saresti? Un maschio o una femmina?".&lt;br /&gt;Anzichè prenderla a ceffoni ho sorriso ancora di più. "Un maschio, no?", ho risposto come se avessi detto "Beh, oggi ho mangiato la frittata".&lt;br /&gt;La stronza si è messa a ridere. Ma non è finita qua. Ho avuto anche il buonsenso di, quando ho visto il pullman in lontananza arrivare, comunicarglielo.&lt;br /&gt;"Ah, arriva il pullman".&lt;br /&gt;Mi ha sorriso, è salita e senza dire né a né ba è scesa alla sua fermata.&lt;br /&gt;Poi c'è stata la volta degli occhiali. Alla Harry Potter, più rotondi di un cerchio. Erano enormi. Il tormentone fu: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Quante dita vedi? Due o quattro?&lt;/span&gt;. All'asilo e alle elementari.&lt;br /&gt;Giustamente, vivendo con una mamma onnipresente e con un padre che se solo avesse potuto lavorare due giorni di fila pur di non badare a me e ai miei problemi di salute l'avrebbe fatto, acquisii gusti femminili. In tutto. Non mi feci mai comprare palloni, pistole, soldatini, macchinine, fucili o la paletta dei vigili, ma solo bambole, pentoline per cucinare pollo di plastica, tamagotchi, giornalini di Sailor Moon. Una volta mi comprai anche una maglia di Sailor Moon. Era talmente lunga che nelle foto si vedeva solo la maglia. &lt;br /&gt;Inutile dire che quello fu l'inizio di parecchie prese in giro, piccoli dispetti (tipo mi pestavano la merenda e così mangiavo ottimi croissant più piatti di una tavoletta da surf, mi nascondevano gli occhiali, mi escludevano dai giochi, mi strattonavano a destra e a manca, mi facevano giocare con loro ricoprendo sempre gli ruoli più schifosi). Io praticamente non vedevo l'ora di tornarmene a casa. Infatti feci solo due anni di asilo. Per gli altri anni o rimanevo a casa oppure facevo tutto quello che faceva mia mamma. Quella povera donna, non solo per i miei problemi di salute, ma anche perchè aveva un figlio sfigato e mezza femmina che maschio, si trovò quasi costretta a non lavorare la mattina. Sennò chi mi avrebbe guardato?&lt;br /&gt;Quindi ecco che già alle sette suonate rompevo i coglioni perchè avevo o fame o volevo giocare. Quindi comprami i giochi. Alzati presto la mattina e guardati i cartoni animati con me.&lt;br /&gt;Comprammo le forbicine dalla punta arrotondata, cotone, stuzzicadenti giganti, evidenziatori colorati, matite, pennarelli e fogli di carta e ogni giorno realizzavamo insieme qualcosa grazie ai preziosi consigli di Dodò dell'Albero Azzurro.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cagasotto&lt;/span&gt; perché una volta, all'asilo, mi cagai addosso e lo dissi alla maestra nel bel mezzo dell'aula, scatenando risate generali.&lt;br /&gt;Poi arrivò la fase del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Salve, parlo con la signora Aiello?&lt;/span&gt; ogni volta che rispondevo al telefono. Vabbè, un classico.&lt;br /&gt;C'era il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Secchione!&lt;/span&gt; da parte dei compagni di scuola e l'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Asino!&lt;/span&gt; da parte di mio padre, che quando non riusciva a spiegarmi bene una lezione che avevo da studiare mi chiamava così.&lt;br /&gt;Ora siamo a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Si aprono le scommesse per vedere quanto dura questa tua nuova relazione&lt;/span&gt; alla più gettonata: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Troietta da discoteca&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, nonostante tutto quello che ho appena scritto c'è ancora chi vede in me non dico un modello ma quasi. Un figlio modello: non bevo, non fumo, non rubo, non uccido, non mi prostituisco, praticamente non vivo.&lt;br /&gt;E leggo molto. E beh, allora se leggi sei proprio un grande. Insomma, gli stereotipi del bravo ragazzo esistono ancora e tutti fanno rima con Stefano. O almeno secondo le amiche, le parrucchiere, le clienti, le zie, le ex compagne di scuola di mia mamma. Sono una sorta di paladino della giustizia che, non appena viene visto da queste signore, illumina tutto il mondo, squarciando l'oscurità con la mia spada lucente.&lt;br /&gt;Fortunatamente le etichette sono cambiate. Adesso sono il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ehi, giovanotto! Certo che mamma ti ha fatto proprio bello...&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tutto tuo padre!&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Anche mio marito, da giovane, aveva le spalle belle larghe come le tue&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco.&lt;br /&gt;Se anche voi volete diventare come me, basta seguire questi piccoli consigli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Anzitutto dovete &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;nascere nella giusta famiglia&lt;/span&gt;. Ogni mio atteggiamento è ovviamente dettato dalle mie esperienze passate. Dovrete quindi avere la fortuna di avere una mamma che vi insegni che la cosa più importante è l'istruzione e un padre che apprezzi il fatto che sedete con lui sul divano, zitto a guardare i programmi in tv che vuole lui. Tutto il resto verrà da sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Imparate ad affrontare gli episodi negativi con ironia e sarcasmo&lt;/span&gt;, senza fare nulla per poter migliorare. Rimanete così, come dei baccalà, a ridacchiare su quello che vi è successo, quando in verità dentro vi sentite morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Uscite per un po' di tempo con: minorenni che si scopano chiunque, una compagnia di mezzi tossici, autolesionisti, gente malfamata perchè fa tanto figo.&lt;/span&gt; Tanto poi vi rompete e comincerete a cambiare giro, disprezzando quello di prima. Della serie non sputare nel piatto su cui hai mangiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Piangetevi addosso in continuazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Non gioite dei vostri successi, ma dateci dentro con l'autocommiserazione dopo aver fallito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Non salutate gli ex.&lt;/span&gt; Piuttosto sparatevi in fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Imparate a non rispondere mai direttamente agli insulti o alle provocazioni.&lt;/span&gt; Poi, quando tornate a casa, gettate merda a palate su chi vi ha fatto star male sul blog. Come i quindicenni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Accontatevi sempre.&lt;/span&gt; Imparate ad aver paura di agire o di dare il massimo di voi per ottenere il massimo. E' roba da adulti, non fa per voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Non mantenete gli impegni.&lt;/span&gt; Come per esempio quello di andare a ritirare il diploma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Date consigli obiettivi e razionali agli amici.&lt;/span&gt; Imparate ad esaminare le &lt;span style="font-style:italic;"&gt;loro&lt;/span&gt; situazioni, le &lt;span style="font-style:italic;"&gt;loro&lt;/span&gt; emozioni, confrontate le scelte che fanno con il vostro raziocinio. E non applicatele mai con voi stessi: vi faciliterebbe solo la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora potete pure aprirvi un blog color merda e sparare minchiate a tutto andare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-7928904738207250254?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/7928904738207250254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=7928904738207250254' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7928904738207250254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7928904738207250254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/11/consigli-illuminanti-per-essere-come-me.html' title='Consigli illuminanti per essere come me. Né più né meno.'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-5157259549736865624</id><published>2010-11-12T05:03:00.000-08:00</published><updated>2010-11-12T06:35:55.369-08:00</updated><title type='text'>Consigli illuminanti per vivere una vita da comunissimo universitario</title><content type='html'>Ho iniziato l'università ad ottobre e so perfettamente di non essere un esperto in materia. Mi sento però in dovere, in quanto penso di essere l'universitario frustrato per antonomasia, di spendere un po' di tempo consigliandovi che cosa fare se anche voi, proprio come me, avete intenzione di continuare a studiare per diventare uno dei tanti disoccupati che popolano reality show e le poltrone di Pomeriggio Cinque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)Anzitutto occorre &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;scegliere la Facoltà che più ti piace&lt;/span&gt;. Fa' quello che ti consiglia qualunque persona alla quale non importi nulla del fatto che in futuro potrai diventare un affermato avvocato o il Mago Zurlì: segui il cuore. Parti solo dal presupposto che scegliere precluderà automaticamente sentire da parte di altri giudizi più o meno inutili ma soprattutto poveri.&lt;br /&gt;"Medicina? Ah, quindi avremo un medico."&lt;br /&gt;"Psicologia? Oh, fai bene. Coi tempi che corrono missà che di psicologi se ne abbia proprio bisogno! Ah ah ah!"&lt;br /&gt;"Scienza della comunicazione? Beh, direi una bellissima scelta. Oggi tutto ruota attorno alla pubblicità."&lt;br /&gt;Attenti solo se scegliete o Lettere o Filosofia perchè nessuno si esprimerà: troppo occupato a scuotere la testa guardandoti con misericordia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Vai a capire il sito dell'università.&lt;/span&gt; Soprattutto quello della Facoltà di Filosofia. In regalo il cofanetto deluxe del Simposio di Platone con i contenuti speciali e il backstage.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Rispondi no a qualasiasi domanda.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Qualsiasi &lt;/span&gt;domanda.&lt;br /&gt;"Mi presti gli appunti?"&lt;br /&gt;"No"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ma tu ci hai capito qualcosa di questa lezione?"&lt;br /&gt;"No"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Scusa, come si scrive 'Heidegger'?"&lt;br /&gt;"No"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sono del primo anno e ancora non capisco bene il mondo dell'università. Questa è la lezione di Filosofia Teoretica o Storia Moderna?"&lt;br /&gt;"No"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Applica seriamente il consiglio numero 3.&lt;/span&gt; Sappi solo che se fai il contrario, quindi ti mostri disponibile, aperto al dialogo e prolisso nessuno ti chiederà niente o ti ascolterà. Anche qui incontrerai sguardi misericordiosi, sospiri, indifferenza e scuotimenti di testa.&lt;br /&gt;Evita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Presta pure appunti, ma non ti lamentare se non ti tornano più indietro&lt;/span&gt; perchè il tuo compagno è sparito/morto/scappato di casa o ha cambiato corso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Non lasciare il tuo numero in giro a quelle deficienti che trovi fuori dall'università&lt;/span&gt; che distribuiscono volantini per questa manifestazione, quello sciopero, la riunione inerente a. Ti daranno la persecuzione, se non ti presenterai agli appuntamenti ai quali hai detto saresti andato solo per levartele dai coglioni ti telefoneranno raccontandoti il riassunto e magari ricordandoti i prossimi appuntamenti.&lt;br /&gt;Ci sono passato ed è stato davvero doloroso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Non tossire e non starnutire.&lt;/span&gt; Corri il rischio che ti scoppi una vena in testa. Il consiglio non è valido per chi ama essere guardato con disappunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Non fare domande.&lt;/span&gt; Se avete dubbi andate in biblioteca, consultate Wikipedia, munitevi di enciclopedie, pregate. Ma non chiedete mai. Nessuno vi risponderà tranne il docente, che non farà altro che ripetervi la stessa solfa di prima. Proprio quella che non avete capito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9)Se anche tu sei d'accordo con la massima "Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te" allora &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;non guardate male chi tossisce, starnutisce, piange, ride, scoreggia, fa domande.&lt;/span&gt; Non è carino.&lt;br /&gt;Si chiama voyeurismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10)Se vuoi conoscere gente che anzichè fare il bucato ha deciso di lavorare, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;fai un salto nelle librerie che trovate appena fuori dall'università&lt;/span&gt;.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho deciso di chiamarli consigli proprio perchè, giustamente, avete la facoltà di scegliere se seguire le mie parole o meno.&lt;br /&gt;Vi avviso che quello di cui ho parlato non rientra nella categoria "verità universali". Lo dico onde evitare spiacevoli e fastidiosi battibecchi con: chi pensa il contrario, chi lavora nelle università o nelle librerie là davanti, mia madre, Rita Levi Montalcini. &lt;br /&gt;Sono sicuro che se seguite questi consigli non vi troverete male.&lt;br /&gt;Poi, per quel che mi riguarda, potete anche andarvene a zappare la terra o a pescare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi, missà che fate solo bene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-5157259549736865624?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/5157259549736865624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=5157259549736865624' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5157259549736865624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5157259549736865624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/11/consigli-illuminanti-per-vivere-una.html' title='Consigli illuminanti per vivere una vita da comunissimo universitario'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-8340933164692412367</id><published>2010-11-10T19:12:00.001-08:00</published><updated>2010-11-10T19:18:22.422-08:00</updated><title type='text'>Ecco che cosa vuol dire avere cani e porci su Facebook. Soprattutto porci.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/TNtfgSjlpNI/AAAAAAAAADc/K6mjlmNat5w/s1600/Immagine.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/TNtfgSjlpNI/AAAAAAAAADc/K6mjlmNat5w/s320/Immagine.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5538125175123715282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prossima volta che mi sentite lamentare, fate che tirarmi un calcio sui coglioni. Così imparo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-8340933164692412367?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/8340933164692412367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=8340933164692412367' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8340933164692412367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8340933164692412367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/11/ecco-che-cosa-vuol-dire-avere-cani-e.html' title='Ecco che cosa vuol dire avere cani e porci su Facebook. Soprattutto porci.'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/TNtfgSjlpNI/AAAAAAAAADc/K6mjlmNat5w/s72-c/Immagine.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1081219121326310906</id><published>2010-11-07T12:09:00.000-08:00</published><updated>2010-11-07T16:11:03.508-08:00</updated><title type='text'>Piccola digressione</title><content type='html'>Accantono l'idea di buttar giù qualcosa riferendomi a quel che vi avevo detto nel mio post precedente per parlarvi di qualcosa di forse un po' più interessante.&lt;br /&gt;Di un problema che colpisce più o meno tutti. Soprattutto gli insicuri, adolescenti brufolosi, studenti che non vanno mai a lezione in università e che quindi hanno moltissimo tempo per pensare e riflettere, figli di genitori assenti o insicuri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La dipendenza emotiva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ricordo benissimo di mia nonna che, quando ero piccolo e lei ancora stupida ed innamorata, perdeva giornate intere a fare tutto ciò che potesse piacere a mio nonno.&lt;br /&gt;La ricordo ancora con il grembiule addosso e il culo all'aria coperto da ben due pantaloni marroni, intenta a ficcare le mani dentro una bacinella colma d'acqua e di pomodori. Teneva ben stretti quei pomodori rossissimi e si alzava gemendo, come se avesse compiuto uno sforzo enorme ad alzarsi.&lt;br /&gt;Faceva il sugo. Oppure puliva i fagiolini. Si faceva scatole e scatole di fagiolini perdendo praticamente tutto il pomeriggio.&lt;br /&gt;E la pasta. Uh, quanta pasta che faceva. Quintali. Penso che la De Cecco, in quei tempi, se solo avesse potuto l'avrebbe chiamata per fare la testimonial. &lt;br /&gt;Fino a qualche anno fa lavorava al mercato insieme a mio nonno. Alle cinque di mattina si alzava per prepararsi e insieme andavano al mercato, montavano il banco e si spaccavano il culo per vendere quattro mutande ad ottantenni senza dentiera. Il pomeriggio, quando finiva di pranzare, scaricava tutti i cassettoni dal camion, li svuotava e ci andava giù con stracci e alcool. Puliva quelle scatole quasi tutti i giorni. Poi li riempiva di mutande, calze, pigiami, vestaglie, reggiseni, grembiuli ecc. per rimettere tutto sul camion.&lt;br /&gt;Lo faceva per lui, per suo marito che in verità nel tempo libero andava a donne, a giocare alle macchinette e con gli amici a giocare a carte. Lui non se la filava proprio. &lt;br /&gt;Non apprezzava i piattoni di pasta. Le verdure che puliva. I lavori in casa che faceva. Il suo chiamarlo "amore". Il suo piangere perchè le mancavano le attenzioni e gli abbracci. Pensate, non ricorda nemmeno un bacio di mio nonno. Nemmeno quello dato al matrimonio. &lt;br /&gt;Lei, scema come non mai, continuava a farlo finchè poi un giorno si stufò. E ovviamente mio nonno, notandola assente e indifferente ad ogni sua parola, cominciò a non tollerare più questo distacco.&lt;br /&gt;Adesso, è mia nonna che non dorme più rivolta verso lui. Anzi, gli dà le spalle.&lt;br /&gt;Mia nonna non prepara più niente, vanno avanti ad avanzi o a roba confezionata.&lt;br /&gt;Non lavorano più, quindi ciao scatoloni. In compenso ha sempre mio nonno in mezzo ai piedi. A lei non importa niente: mangia, beve, si riposa, gioca con il cane, telefona a noi nipoti, si ascolta Radio Maria dalla mattina alla sera, va in palestra, si vede con le sue sorelle, porta mio cuginetto a scuola, lo va a prendere, va a casa di mia zia a darle una mano con i lavori, la mattina va a trovare mia mamma al lavoro, qualche volta viene a casa mia per vedere come sto e mi ficca 10 euro in tasca, ha molti interessi e sogna di andare a vedere la Reggia di Venaria e un mese fa io e mio cugino l'abbiamo portata alla Mole, visto che a sessant'anni suonati non l'aveva ancora vista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, non so perchè ho voluto farvi questo esempio, ma lo trovo abbastanza confortante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono innamorato, sapete? Ok, forse per l'ennesima volta. Saprei anche dirvi con certezza che sì, lo sono. Perchè ho i miei motivi. Ma non ho voglia di star lì ad elencarveli, tanto non capireste. I miei amici però lo sanno, se volete chiedeteglielo pure.&lt;br /&gt;Sono innamorato e, ovviamente, dipendo da lui.&lt;br /&gt;Non esce? Ok, nemmeno io.&lt;br /&gt;Devo andare ad una festa ma mi chiede di uscire? No problem, si salta pure la festa, che problema c'è? Gli amici capiranno.&lt;br /&gt;Ho l'influenza e vorrebbe tanto vedermi? Maledico me stesso per essere di salute così cagionevole e se riesco cerco di addossarmi più colpe possibili (?).&lt;br /&gt;Mia mamma ha bisogno che le dia una mano in casa ma lui mi invita a mangiare fuori? Ciao mamma, cazzi tuoi, io devo uscire. &lt;br /&gt;Dipendenza emotiva, insicurezza a mille, paura di non essere all'altezza delle sue aspettative ma soprattutto...brutto. Un cesso con le lenti a contatto. E non statemi lì a dire che sono caruccio, che son pucci pucci, un tenerone, un gran bel pezzo di ragazzo perchè io proprio non mi trovo così. &lt;br /&gt;Certo, mi fa sentire benissimo, apprezza come sono e tra l'altro non si vergogna ad ammettere che con i pantaloni bianchi e la mia felpa fucsia sto benissimo, ma non importa, mi sento brutto lo stesso.&lt;br /&gt;Mi piace soprattutto il fatto che lui stia facendo la sua vita tranquillamente mentre io no. Eh no: telefono in tasca, Facebook ovunque per vedere quel che scrive, sempre soldi nel telefonino perchè se scrive e non posso rispondere che faccio?&lt;br /&gt;Molto bello. Non ho vita, non ho interessi. Sono una cacchetta che gira attorno a lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo motivo l'esempio di mia nonna che ho fatto prima mi lascia tranquillo. Perchè so che a distanza di tempo le cose cambieranno. Ovviamente non mi comporterei mai e poi mai come mia nonna. Anche perchè lui non mi ha fatto nulla di male e anzi fa il possibile per darmi continue conferme.&lt;br /&gt;Sono io che testa di cazzo quale sono non riesco a starmene tranquillo.&lt;br /&gt;Mi auguro davvero che le cose cambino, perchè sinceramente mi sono rotto il cazzo di dipendere sempre dalle persone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1081219121326310906?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1081219121326310906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1081219121326310906' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1081219121326310906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1081219121326310906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/11/piccola-digressione.html' title='Piccola digressione'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-6871963750678316493</id><published>2010-09-25T12:23:00.000-07:00</published><updated>2010-11-02T17:46:50.886-07:00</updated><title type='text'>A year without rain</title><content type='html'>Ultimamente scrivo poco. In questi giorni ci sono stati parecchi eventi positivi. Sorprendenti, direi.&lt;br /&gt;Ho davvero scoperto che cosa significhi essere l'ossessione di qualcuno. Non parlo d'amore, non mi sono fidanzato.&lt;br /&gt;Parlo di qualcosa di molto più grande, che non ha un nome. &lt;br /&gt;E' davvero incredibile rendersi conto quanto si possa essere importanti per una persona sconosciuta e accorgersi che, mentre non c'ero, mentre ancora non l'avevo conosciuta, lei mi conosceva. Parlava, scriveva di me.&lt;br /&gt;E trovarsi in mano un taccuino anonimo, in cui chi scrive ti rende partecipe delle sue emozioni, dicendo addirittura che la sua vita è nelle tue mani, beh, ti lascia senza fiato.&lt;br /&gt;Fa anche un po' paura, veramente. Ma è quel tipo di paura piacevole, che desidereresti provare in eterno.&lt;br /&gt;Ecco, mi trovo in questo stato d'animo un po' scosso, ma felice. Felicissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo penso che mi prenderò un po' di tempo per riflettere, per organizzare le idee per poterle poi scrivere.&lt;br /&gt;Mi rendo conto che spesso e volentieri rendo chiunque passi di qui partecipe della mia vita. Forse ci sono fatti troppo intimi, confessioni e pensieri davvero personali...&lt;br /&gt;Lo so. Ma questa volta è diverso.&lt;br /&gt;Quest'evento che ricorderò per sempre è scolpito nella mia anima e so per certo che non andrà via.&lt;br /&gt;Ho solamente deciso di scriverlo, prima o poi, per impedire a questo ricordo che si cementi così a fondo nella mia memoria da doverlo cercare, per rievocarlo.&lt;br /&gt;Voglio solo scrivere in modo tale che mi sia più a portata di mano.&lt;br /&gt;Tutto qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso noi troviamo in una fotografia delle emozioni che sono state immortalate insieme agli attimi rappresentati.&lt;br /&gt;Oppure in un francobollo riscopriamo la bellezza di una città.&lt;br /&gt;In una lettera sentiamo un profumo che pensavamo di non riuscire più a odorare.&lt;br /&gt;In una panchina troviamo come impacchettati dei ricordi che poi ti avvolgono e ti mozzano il fiato.&lt;br /&gt;E spesso, in una canzone, ritroviamo una persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco.&lt;br /&gt;In questo momento di pausa dal mio blog, se vorrete, potrete trovarmi in un CD.&lt;br /&gt;Vi lascio il nome e l'artista. &lt;br /&gt;Magari ascoltandolo, che vi piaccia o meno, riuscirete a trovarmi.&lt;br /&gt;Io sono lì, in mezzo a quelle canzoni, tra quelle parole.&lt;br /&gt;Se cliccate sul titolo di questo post, finirete magicamente su Youtube. E troverete la canzone nella quale, come fa un coniglio con la propria tana, mi sono rifugiato.&lt;br /&gt;E quando ne avrete abbastanza, passate pure alle altre tracce dell'album.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"A year without rain", Selena Gomez.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-6871963750678316493?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=M8uPvX2te0I&amp;translated=1' title='A year without rain'/><link rel='enclosure' type='' href='http://www.youtube.com/watch?v=M8uPvX2te0I&amp;translated=1' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/6871963750678316493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=6871963750678316493' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6871963750678316493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6871963750678316493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/09/year-without-rain.html' title='A year without rain'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-865429778231559945</id><published>2010-09-10T05:22:00.000-07:00</published><updated>2010-09-10T07:15:51.253-07:00</updated><title type='text'>La rivelazione dell'anno</title><content type='html'>Dando una breve lettura a tutte le cazzate che ho scritto sin da ora, di primo acchito, mi viene da pensare che io abbia un'autostima pari a zero. Sono sempre là ad insultarmi, mai una volta che mi conceda un complimento, mai una volta che riesca ad essere obiettivo senza l'impellente bisogno di umiliarmi o ironizzare su me stesso.&lt;br /&gt;E solo in questi giorni ho cominciato a compatirmi.&lt;br /&gt;Stamattina, mentre ero al lavoro (mia mamma è sempre stata una donna di parole e di fatti), ho letto su un giornale un articolo che cade a fagiolo su quanto ho appena detto.&lt;br /&gt;Parlava della differenza tra l'autostima e l'autoconsapevolezza.&lt;br /&gt;Questi due termini sono diversissimi ma oggi, grazie al via libera dato dagli editori, tutti, specie gli autori di libri di psicologia spicciola, li usano come sinonimi. Così, tanto per dire cazzate. &lt;br /&gt;Ebbene, ecco la rivelazione dell'anno.&lt;br /&gt;L'autostima è il valore che diamo a noi stessi, il mezzo attraverso il quale costruiamo la nostra identità.&lt;br /&gt;L'autoconsapevolezza, invece, è l'immagine che abbiamo di noi stessi. Proprio per questo motivo non significa che noi siamo quello che pensiamo di essere. Magari ci pensiamo superfighi quando in realtà gli altri ci vedono come dei water con i capelli.&lt;br /&gt;Insomma, autoconsapevolezza è la stessa cosa di dire autopercezione. Non giudichiamo più le nostre vere qualità ma quello che pensiamo di possedere. E nel caso dei pessimisti stiamo freschi!&lt;br /&gt;E' evidente, quindi, che autostima e autoconsapevolezza non hanno lo stesso significato.&lt;br /&gt;Viene automatico pensare che chi ha una scarsa autostima avrà allo stesso livello anche la propria autoconsapevolezza.&lt;br /&gt;Niente di più sbagliato, anche se ci sono sempre delle eccezioni.&lt;br /&gt;Per esempio: il ciccione.&lt;br /&gt;Beh, c'è poco da fare, anche una tigre, vedendo una persona grassa, si renderà conto che sprizza ciccia da tutti i pori. E l'interessato è il primo a rendersene conto. Ecco quindi che la sua autoconsapevolezza comincia a fare la sua apparizione.&lt;br /&gt;Il ciccione penserà che seguire una dieta o un'alimentazione equilibrata potrebbe rappresentare un'ottima strategia per perdere peso, ma rifiuta di farlo.&lt;br /&gt;E perchè?&lt;br /&gt;Perchè si sente brutto, ha l'impressione che perdendo qualche chilo nulla cambierà nella sua vita.&lt;br /&gt;Quindi ha una bassissima autostima.&lt;br /&gt;In questo caso autostima e autoconsapevolezza coincidono. &lt;br /&gt;Il caso più interessante è quello in cui non c'è più un equilibrio tra questi due elementi.&lt;br /&gt;E, ovviamente, è il mio.&lt;br /&gt;Io so benissimo di possedere queste e quelle capacità, di essere magari un bel ragazzo, di avere un'ottima parlantina, di possedere un sorprendente acume e di risultare simpatico agli occhi degli altri.&lt;br /&gt;Eppure mi vedo in un'altra maniera, magari obiettivamente sbagliata.&lt;br /&gt;Mi basta guardarmi allo specchio per dirmene di tutti i colori. Faccio schifo, sono un figlio di puttana, devo morire, faccio ridere, guarda che naso storto, mi merito il peggio, sarebbe meglio che scavassi una fossa e mi ci buttassi dentro, farò ridere agli altri, sono single e mi domando anche il perchè?, sono talmente leggero che quando c'è vento devo andare in giro con le pietre in tasca ecc.&lt;br /&gt;Questo perchè?&lt;br /&gt;Perchè sono un coglione (autoconsapevolezza): non riesco a distinguere le domande "come sono?" e "come mi sento?" (dato di fatto).&lt;br /&gt;Ora che ho capito la differenza penso che riuscirò a fare una bella impressione agli altri, visto che sarò in grado di distinguere le due domande, che di solito si succedono.&lt;br /&gt;"Ciao. Chi sei?"&lt;br /&gt;"Ciao. Stefano."&lt;br /&gt;"Ciao Stefano, come va?"&lt;br /&gt;"In che senso?"&lt;br /&gt;"Nel senso come ti senti."&lt;br /&gt;"Abbastanza di merda. Mi faccio schifo, il ragazzo che mi piace non mi caga, devo tagliarmi i capelli perchè fra poco ci crescono su le more, ho delle sopracciglia che fanno pietà, mi prude il culo da stamattina, sono senza lenti a contatto e non vedo niente e dovrei farmi la barba perchè sono pieno di peli fastidiosi sotto il mento".&lt;br /&gt;"Ah..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Robe così, capite?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi auguro di aver fatto un discorso sensato ma soprattutto esatto.&lt;br /&gt;Qualora Freud o chissà chi altro dovesse mai imbattersi in questa pagina web e notare delle anomalia, delle cazzate, faccia presente che durante le ore di psicologia anzichè stare attento alla lezione mi leggevo un libro che mi portavo da casa, nascosto strategicamente dietro l'astuccio, perchè avevo la presunzione di sapere già tutto su tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-865429778231559945?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/865429778231559945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=865429778231559945' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/865429778231559945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/865429778231559945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/09/la-rivelazione-dellanno.html' title='La rivelazione dell&apos;anno'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-6233994068889868195</id><published>2010-09-05T07:59:00.001-07:00</published><updated>2010-09-05T08:10:02.067-07:00</updated><title type='text'>Stefano va alla ricerca di un lavoro</title><content type='html'>Preparatevi, perchè da martedì sarò un altro ragazzo. Diverso. Più responsabile, maturo e indaffarato. &lt;br /&gt;Non è una decisione, sia chiaro.&lt;br /&gt;Ma una minaccia da parte di mia mamma.&lt;br /&gt;Dice, in pratica, che in questi giorni non sto facendo praticamente niente. Dormo, mangio, cago, sto davanti a quel cazzo di computer e non concludo niente.&lt;br /&gt;Da martedì, dice, vai a lavorare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo perchè, oggi a pranzo, ho lasciato nel piatto cinque o sei gnocchi visto che non avevo più fame.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-6233994068889868195?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/6233994068889868195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=6233994068889868195' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6233994068889868195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6233994068889868195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/09/stefano-va-alla-ricerca-di-un-lavoro.html' title='Stefano va alla ricerca di un lavoro'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-8822296059552057125</id><published>2010-09-04T10:45:00.000-07:00</published><updated>2010-09-04T18:29:59.466-07:00</updated><title type='text'>A.O.U.</title><content type='html'>Ho sempre pensato che una delle cose più difficili del mondo sia descrivere e comprendere le emozioni. &lt;br /&gt;In fondo, sono così difficili da gestire, da spiegare...&lt;br /&gt;Lo saranno anche da capire.&lt;br /&gt;Descrivere, per esempio, la sofferenza. Chi sarebbe mai riuscito? Il dolore fastidioso di una sbucciatura, quello un po' più forte di un taglio, quello lacerante di un cuore spezzato.&lt;br /&gt;O l'amore. La sensazione di avere il cuore in gola, di soffocare. Il freddo che ti congela le ossa, i brividi che percorrono la tua pelle.&lt;br /&gt;O la solitudine. Quella fortissima voglia di gridare, di farsi sentire, di attirare l'attenzione.&lt;br /&gt;O la rabbia, la sete di vendetta, quel prurito alle mani che verrà messo a tacere solo tirando un pugno, solo spaccando un vetro, solo calciando un cuscino.&lt;br /&gt;O l'indifferenza. Quella sensazione di estraneità che ti pervade, quel non accorgersi di ciò e di chi ti passa davanti, di chi ti sfiora, di chi ti parla. La difficoltà nel riconoscere il volto che sta davanti a te, che ti parla, che in silenzio chiede di essere identificato.&lt;br /&gt;Ora, invece, la trovo una cosa facilissima.&lt;br /&gt;O almeno per me. Sin da quando ero piccolo, ho sempre capito con estrema semplicità le emozioni di chi mi sta attorno, degli amici, dei familiari. Sono quasi sempre riuscito a cogliere nell'aria l'atmosfera di tensione, o a leggere la rabbia negli occhi altrui, o a valutare se in un dato caso sia meglio tacere o meno.&lt;br /&gt;Le emozioni le viviamo tutti, chi in maniera più amplificata, chi meno. E' una delle proprietà dell'essere umano: provare, vivere, sentire, percepire, desiderare.&lt;br /&gt;La cosa più difficile da fare è distinguere un corpo dagli altri. Visualizzare nella propria mente il corpo della persona della quale si parla. Assemblare i particolari, i dettagli, le caratteristiche fisiche di un individuo e tracciarne la struttura corporea, aggiornando sempre più questo schema mentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho una foto, davanti a me. Miliardi di pixel che creano un corpo diverso dagli altri, con delle caratteristiche simili a quelle di altre milioni di persone.&lt;br /&gt;Ho una foto, davanti a me. Una foto meravigliosa. Una persona meravigliosa.&lt;br /&gt;Riuscireste a vederla, se io vi dicessi che i suoi capelli cortissimi e castani mi fanno impazzire?&lt;br /&gt;Vi ho anche descritto l'emozione che scaturisce quando vedo quell'immagine. Magari, capendomi, il compito di identificare il soggetto vi risulta più facile.&lt;br /&gt;Ha delle sopracciglia perfette, e anche se indossa dei normalissimi occhiali da sole, dall'asta d'acciaio finissima, so che dietro quello schermo nero si nascondono degli occhi verde oliva. Espressivi, che a volte infondono una sicurezza che non ha rivali e, altre volte, ti sembra che chiedano perdono, perchè in essi si rispecchia il momento che succede una marachella. &lt;br /&gt;Spalle normalissime, un po' meno larghe delle mie. Indossa una maglia a maniche corte, bianca, con dei rombi verdi e ideogrammi giapponesi rossi.&lt;br /&gt;Lo vedete meglio, adesso? Riuscite a cogliere tutti questi comunissimi particolari?&lt;br /&gt;Nella vostra mente sta prendendo lentamente forma, quest'ammasso di informazioni che vi sto comunicando?&lt;br /&gt;Andiamo avanti.&lt;br /&gt;Indossa dei pantaloncini grigi. Non sono molto corti, Superano di qualche centimetro le ginocchia. Sono grigi e normalissimi, con le classiche due tasche, qualche cucitura bianca che sembra quasi rovinare quell'uniformità di colore. E poi un'altra tasca all'altezza del suo ginocchio sinistro. &lt;br /&gt;Gambe abbronzate, ma non eccessivamente. Si intravedono i peli, sì corti, ma non così tanto da non essere notati. &lt;br /&gt;Calze nere corte, semplicissime, che gli coprono mezza caviglia.&lt;br /&gt;Ai piedi, delle scarpe. Non conosco le marche, i modelli, quindi cercherò di descriverle nel modo più dettagliato possibile.&lt;br /&gt;Sono basse, bianche, sembrano nuove, talmente sono pulite. I lacci sono rossi, perfettamente legati, il nodo nascosto dietro la striscetta. Ai lati delle scarpe due righe nere. Due in ogni lato, quattro in entrambe le scarpe.&lt;br /&gt;Andiamo un po' più su, alle braccia. Anch'esse abbronzate, quanto basta per capire che ha lavorato al mare quest'estate. Informazione in più: durante l'estate ha lavorato al mare.&lt;br /&gt;Nella mano sinistra stringe qualcosa. Non si capisce bene cosa sia, ma facciamo finta che stringa la custodia di una macchina fotografica. Nera, in pelle. E' l'oggetto più simile che la mia mente riesca ad associare.&lt;br /&gt;Nell'altra, una bottiglia di Coca-Cola. Il marchio non è quello ufficiale, ma si evince dal colore del liquido e dall'etichetta rossa. Sta bevendo, le sue labbra sono chiuse in maniera tale da accogliere quel liquido che, si vede, lo sta dissetando.&lt;br /&gt;Alle spalle, uno zaino. Si capisce dalle bretelline nere che creano mezzelune perfette, separando le spalle e le braccia dal suo busto. Al collo, una collana dal laccio nero, il ciondolo d'argento, ma non si capisce bene la forma.&lt;br /&gt;Ora il posto in cui si trova.&lt;br /&gt;Un marciapiede visto in prospettiva. Alla sua sinistra si vedono le entrate di portoni e (forse) negozi. A circa sette passi da lui, un palo della luce. Un po' più in là, sempre dietro di lui, un camion blu parcheggiato.&lt;br /&gt;Alla sua destra, la strada. Macchie, per terra. Sembra olio. Un tombino, un cerchione di un'automobile rovinato, annerito. Una parte sul marciapiede, l'altra sopra una bottiglietta d'acqua trasparente di plastica.&lt;br /&gt;Un'auto in corsa, altre parcheggiate. Dietro di esse, quattro moto parcheggiate, anche se se ne vedono solo tre. Della quarta si nota solo la ruota davanti.&lt;br /&gt; Un cartello stradale: la "P" di parcheggio. Otto case che si susseguono fino al termine del paesaggio prospettico che sta alle spalle di questa meravigliosa persona. Semplici, a quattro piani, di colore bianco/beige. Sotto al secondo condominio, due cassonetti della spazzatura verdi. Alla fine, quasi ad unire i due lati di questo triangolo prospettico, delle montagne. Non innevate, ma verdi, piene di alberi. Sembra quasi di vedere, qua e là, qualche chiazza di colore. Altre case, altri palazzi. Chissà, non lo scoprirò mai.&lt;br /&gt;E' una bella giornata, c'è il sole.&lt;br /&gt;Lo vedete?&lt;br /&gt;Proviamo ora a descrivere ciò che mi scatena, la vista di questa persona.&lt;br /&gt;Vedo l'immagine e mi sento immobile. C'è stato un passato, a fianco di questo ragazzo. Il tempo necessario per poter non sopportare la sua assenza, per poter pensare che, se il mio telefonino non squilla da giorni, o non funziona o non c'è campo.&lt;br /&gt;Conservo dei bellissimi ricordi, sebbene questi siano ambigui. La situazione, le confessioni, le parole, i baci.&lt;br /&gt;Non so interpretare i segni che i corpi mi lanciano. So avvertire le sensazioni. E anche quest'ultime, sono state difficili da comprendere.&lt;br /&gt;Ora facciamo che, in un certo senso, questo tizio mi abbia spezzato il cuore.&lt;br /&gt;Pensate al rumore silenzioso che fa un cuore che si spacca in due, al trambusto che ho dentro. Fate caso che ormai è quasi una settimana che non dormo più. Che sogno di ricevere sms nel cuore della notte e mi sveglio di soprassalto, con il cuore che batte fortissimo, per andare a controllare se la visione che ho avuto è solamente un sogno o il preludio di qualcosa.&lt;br /&gt;Ora mettetevi nei miei panni: sto di merda.&lt;br /&gt;Abbiate qualche pensiero infantile: come per esempio quello che, da questo duro colpo, non vi riprenderete mai più.&lt;br /&gt;Immaginate che questa mia triste condizione - la solitudine - sia un abito strettissimo.&lt;br /&gt;Chiedetemi come sto.&lt;br /&gt;Di merda, vi rispondo.&lt;br /&gt;E ora capitemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riuscite a vedere, a tracciare i contorni di tutto ciò che vi ho detto finora? &lt;br /&gt;Mi capite? Può darsi.&lt;br /&gt;Lo vedete? No, l'ho visto solo io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-8822296059552057125?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/8822296059552057125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=8822296059552057125' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8822296059552057125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8822296059552057125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/09/aou.html' title='A.O.U.'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1931770801247358876</id><published>2010-08-07T08:40:00.000-07:00</published><updated>2010-08-07T08:56:53.638-07:00</updated><title type='text'>Riflessioni di un certo spessore</title><content type='html'>Sapete, sono fatalista.&lt;br /&gt;Lo sono diventato da un mesetto o due. Sembra una di quelle dichiarazioni idiote, del tipo "Ieri sono diventato gay".&lt;br /&gt;Però giuro che da un momento all'altro ho smesso di manipolare il destino nel tentativo di farlo agire a mio favore.&lt;br /&gt;Sono molto più tranquillo. Cioè, oddio, la mia vita è intensa quanto quella di un'ameba, ma emotivamente mi sento stabile.&lt;br /&gt;Penso che tutti dovrebbero imparare a fare del fatalismo una vera e propria filosofia di vita. Anche se ha i suoi lati negativi: non ti incazzi, non gioisci, non rifletti, non agisci.&lt;br /&gt;Non fai un cazzo, tanto se è destino è destino. Accetti solo il corso degli eventi standotene a braccia conserte.&lt;br /&gt;E' deprimente, lo so. Però funziona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti è un mesetto o due che non sono incazzato, depresso, triste, felice.&lt;br /&gt;Sto solo aspettando.&lt;br /&gt;Se mi va male, è destino.&lt;br /&gt;Se mi va bene, è destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspettiamo che qualcosa di bello, piacevole e positivo irrompa nella mia vita, dato che tanto in questi giorni non sto facendo praticamente niente.&lt;br /&gt;Una scossa di novità ci vorrebbe.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1931770801247358876?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1931770801247358876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1931770801247358876' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1931770801247358876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1931770801247358876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/08/riflessioni-di-un-certo-spessore.html' title='Riflessioni di un certo spessore'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-6460427093218121931</id><published>2010-07-21T10:38:00.000-07:00</published><updated>2010-07-22T07:24:05.740-07:00</updated><title type='text'>Eveline</title><content type='html'>Stava seduta alla finestra a guardare la sera che invadeva la strada. La testa era appoggiata sulla tenda della finestra e le narici sentivano l’odore della polverosa tessuto di cretonne. Era stanca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passava poca gente. Il tizio dell’ultima casa ritornava; sentì i suoi passi battere sul marciapiede di cemento e subito dopo scricchiolare sul sentiero di scorie davanti alle case rosse. Una volta c’era un campo lì in cui si giocava ogni sera con i figli di altra gente. Poi un tizio di Belfast comprò il campo e ci costruì case –non come le loro casette marroni, ma delle case di mattoni con i tetti lucenti. I bambini della strada giocavano in quel campo –i Devine, i Water, i Dunn, il piccolo Keogh lo zoppo, lei, i suoi fratelli e le sue sorelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ernest, tuttavia, non giocava mai: era troppo grande. Suo padre spesso li andava a cercare fino giù al campo col suo bastone di rovere; ma di solito il piccolo Keogh faceva da vedetta e li chiamava in ritirata quando vedeva suo padre arrivare. Eppure sembravano essere stati felici allora. Suo padre non era così cattivo allora. E poi sua madre era viva. Era tanto tempo fa.&lt;br /&gt;Lei e i suoi fratelli e le sue sorelle erano cresciuti e sua madre era morta. Anche Tizzie Dunn era morto e i Water erano tornati in Inghilterra. Tutto cambia. Adesso lei stava andando via, come gli altri, per lasciare la sua casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La casa! Si guardò intorno alla stanza, rivedendo tutti i suoi oggetti familiari che aveva spolverato una volta alla settimana così tanti anni, chiedendosi da dove cavolo venisse tutta quella polvere. Forse non avrebbe più visto tutti quegli oggetti familiari da cui non si sarebbe mai sognata di separarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure in quegli anni non aveva mai scoperto il nome del prete la cui fotografia ingiallita stava appesa alla parete sopra l’armonium rotto accanto alla stampa a colori dell’ex voto fatto alla Beata Margaret Mary Alacoque. Era stato compagno di scuola si suo padre. Questi ogni volta mostrava la fotografia agli ospiti la passava con una frase a caso:&lt;br /&gt;“E’ a Melboourne adesso.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva acconsentito ad andar via, a lasciare la sua casa. Era stata una cosa saggia? Aveva cercato di soppesare tutti i lati della questione. A casa sua ad ogni modo aveva un tetto e cibo; aveva intorno tutto ciò che conosceva da tutta la vita. Naturalmente doveva lavorare duro, sia a casa che al lavoro. Cosa avrebbero detto di lei al negozio quando avrebbero scoperto che era scappata via con un ragazzo? Avrebbero detto che era una cretina, forse. Ed il suo posto sarebbe stato coperto da un annuncio. Miss Gavan sarebbe stata contenta. Era sempre stata pungente con lei, specie ogni volta che c’era gente che sentiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Miss Hill, non vede che queste signore aspettano?”&lt;br /&gt;“E svegliatevi, Miss Hill, per favore!”.&lt;br /&gt;Non avrebbe pianto molte lacrime nel lasciare il negozio.&lt;br /&gt;Ma nella sua nuova casa, in una terra lontana e sconosciuta, non sarebbe stato così. Allora sarebbe stata sposata –lei, Eveline. La gente l’avrebbe trattata con rispetto allora. Non sarebbe stata trattata come sua madre era stata trattata. Anche adesso, sebbene avesse diciannove anni e più, si sentiva sotto il pericolo della violenza di suo padre. Sapeva che era stato lui che le aveva fatto venire le palpitazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando erano cresciuti lui non era mai stato con lei come lo era con Harry ed Ernest, perché lei era una ragazza, ma più tardi aveva incominciato a minacciarla e a dirle che lo faceva solo per amore di sua madre morta. E lei non aveva nessuno che la proteggesse. Ernest era morto ed Harry che lavorava in una chiesa come decoratore, era quasi sempre fuori da qualche parte nel paese.&lt;br /&gt;E poi le eterne discussioni sui soldi il sabato sera avevano incominciato a stancarla indicibilmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dava sempre la sua intera paga –sette scellini- ed Harry mandava sempre quello che poteva ma il guaio era ricevere i soldi dal padre. Questi diceva sempre che lei sperperava il denaro, che non aveva testa, che non le avrebbe dato i suoi soldi lavorati con sudore per farglieli gettare dalla finestra, e molto di più, perché egli stava di solito proprio male il sabato sera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine le avrebbe dato i soldi e le avrebbe chiesto se aveva intenzione di comprare il pranzo della domenica. Allora lei doveva precipitarsi più veloce che poteva a fare la spesa, tenere il suo portamonete di pelle nera stretto in mano mentre si faceva strada a gomitate in mezzo alla folla e tornare a casa col carico delle provviste. Doveva lavorare duro per tenere su la casa e badare a che i due bambini piccoli che erano stati affidati a lei andassero a scuola regolarmente e mangiassero regolarmente. Era un lavoro duro –una vita dura- ma adesso che stava per lasciarla non le sembrava una vita del tutto indesiderabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stava per esplorare un’altra vota con Frank. Frank era molto gentile, virile, dal cuore aperto. Lei stava per andar via con lui con un battello notturno per essere sua moglie e vivere con lui a Buenos Aires dove lui aveva una casa che l’aspettava. Come ricordava bene la prima volta che lo aveva visto; lui alloggiava in una casa sulla via principale dove lei andava a trovarlo. Sembrava poche settimane fa. Lui stava al cancello, il cappello con la visiera messa all’indietro sulla testa e i capelli scompigliati davanti sul viso abbronzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aveva portata a vedere La Bohéme e lei si sentiva inebriata mentre era seduta in un’insolita parte del teatro insieme a lui. Lui era totalmente patito di musica e cantava un pochino. La gente sapeva che amoreggiavano e, quando egli cantava della ragazza che amava il marinaio, ella si sentiva appassionatamente confusa. Lui la chiamava Poppens per scherzare. Prima di tutto era stato eccitante per lei avere un ragazzo e poi lui aveva incominciato a piacerle. Faceva sempre dei racconti di paesi lontani. Aveva iniziato come mozzo da suna sterlina al mese su una nave della Allan Line che andava in Canada. LE diceva i nomi delle navi dove era stato e i nomi delle diverse mansioni. Aveva attraversato lo Stretto di Magellano e le aveva raccontato storie sui terribili Paragoni. Le cose gi erano andate bene a Buonos Aires, diceva, ed era arrivato sul vecchio continente solo per una vacanza. Naturalmente il padre aveva scoperto la storia le aveva vietato di avere a che fare con lui.&lt;br /&gt;“La conosco questa razza di marinai”, diceva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno egli aveva litigato con Frank dopodiché lei doveva incontrarle il suo amore in segreto.&lt;br /&gt;La sera sprofondò sul viale. Il bianco delle due lettere sul suo grembo diventò indistinto. Una era per Harry; l’altra per suo padre. Ernest era stato il suo preferito ma voleva bene anche ad Harry. Suo padre stava diventando vecchio ultimamente, aveva notato. Le sarebbe mancato. Qualche volta aveva saputo anche essere simpatico. Non molto prima, quando lei era stata a letto per un giorno, le aveva letto una storia di fantasmi e preparato del pane abbrustolito. Un altro giorno, quando la loro mamma era viva, erano andati tutti a fare un picnic sulla collina di Howth. Ricordò suo padre che si era messo il cappellino di sua madre per far ridere i bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo tempo stava volando ma ella continuava a star seduta alla finestra, con la testa appoggiata contro la tenda della finestra, inalando l’odore del cretonne polveroso. Giù per il viale, riusciva a sentire una organetto da strada suonare. Conosceva quella musica straniera che doveva essere arrivata per ricordarle della promessa fatta a sua madre, la promessa di reggere la casa finché poteva. Si ricordò dell’ultima notte della malattia della madre; lei si ritrovava ancora nella chiusa stanza buia all’altra parte della sala e fuori sentì una malinconica musica italiana. All’organista era stato ordinato di andare via e gli avevano sei sterline. Si ricordò di suo padre che ritornando impettito nella stanza dell’ammalata disse:&lt;br /&gt;“Maledetti Italiani! A venire fin qui!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre pensava la pietosa immagine della vita della madre poggiava il suo incantesimo nel suo essere più profondo –quella vita di comuni sacrifici che finiva nella pazzia finale. Tremava mentre sentiva ancora la voce di sua madre che diceva costantemente con assurda insistenza:&lt;br /&gt;“Derevaun Seraun! Derevaun Seraun!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si alzò in un improvviso impulso di terrore. Fuggire! Fuggire! Frank l’avrebbe salvata. Le avrebbe dato la vita, forse anche l’amore. Ma lei voleva vivere. Perché doveva essere infelice? Aveva il diritto di essere felice. Frank l’avrebbe portata tra le sue braccia, avvolta tra le sue braccia, L’avrebbe salvata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stava tra la folla ondeggiante alla stazione di North Wall. Lui la teneva per mano e lei sapeva che le stava parlando, dicendo qualcosa sul viaggio ripetutamente. La stazione era piena di soldati con delle valige marrone. Attraverso le ampie porte dei portici riuscì a vedere la massa scura della nave, accanto al muro della banchina, con gli oblò illimmminati. Non rispose. Si sentiva le guance pallide e fredde e in mezzo alla confusione mentale, pregò Dio di direzionarla, di mostrarle quale era il suo dovere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nave soffiò un lungo triste fischio nella nebbia. Se fosse andata l’indomani sarebbe stata in mare con Frank, diretta Buenos Aires. Il loro posto era stato prenotato. Si poteva tirare indietro dopo tutto quello che lui aveva fatto per lei? La confusione mentale le fece venire la nausea nel corpo ed ella continuava a muovere le labbra in silenziosa, fervente preghiera.&lt;br /&gt;Una campana suonò sul suo cuore. Sentì che lui le afferrava la mano:&lt;br /&gt;“Vieni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i mari del mondo inondarono il cuore. Lui la stava spingendo verso di loro: l’avrebbe annegata. Si aggrappò con entrambe le mani alla ringhiera.&lt;br /&gt;“Vieni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No! No! No! Era impossibile. Le sue mani si aggrapparono freneticamente al ferro. In mezzo ai mari mandò un grido di angoscia.&lt;br /&gt;“Eveline! Evvy!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui si spinse oltre la barriera e le gridò di seguirlo. Gli fu urlato di andare avanti ma lui la chiamava ancora. Ella pose il suo viso pallido su di lui, passivo, come un animale inerme. I suoi occhi non gli davano segno di amore o di addio o di riconoscimento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-6460427093218121931?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/6460427093218121931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=6460427093218121931' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6460427093218121931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6460427093218121931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/07/eveline.html' title='Eveline'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-4347983123566759958</id><published>2010-07-12T18:19:00.000-07:00</published><updated>2010-07-12T20:53:24.296-07:00</updated><title type='text'>Io piansi un fiume di me, io piansi un mare di me, io piansi un oceano di me</title><content type='html'>12/07/2010&lt;br /&gt;h 22.08&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne sono sicurissimo. Era quello, l'orario. Camminavo a passo veloce, benché fossi in estremo ritardo. Avrei potuto prendermela con comodo, mi avrebbero aspettato, ma una parte di me sentiva di aver sbagliato, ad esser partito di casa tardi, e così accelerai.&lt;br /&gt;Avevo la musica alle orecchie, e questo mi facilitò molto ad ignorare quello che sarebbe stato un bel tratto di strada. &lt;br /&gt;Dopo due isolati notai qualcosa che inizialmente mi incuriosì molto e che finì con il lasciarmi di stucco.&lt;br /&gt;Davanti a me c'erano due figure, un papà e un bambino. Suo figlio.&lt;br /&gt;Il primo camminava, fiero ed orgoglioso, sorridendo un po'.&lt;br /&gt;Il figlio, un po' più indietro, abbozzava un sorriso e ad occhi chiusi camminava barcollando. &lt;br /&gt;Non so chi fosse, a che gioco stesse giocando, ma sapevo perfettamente che cosa voleva fare.&lt;br /&gt;Voleva cercare di camminare per tutto il tragitto, il più diritto possibile, senza mai dover aprire gli occhi.&lt;br /&gt;Lo so. &lt;br /&gt;385 giorni fa quel signore e quel bambino li conoscevo molto bene.&lt;br /&gt;Eravamo io e mio padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;31/07/2009&lt;br /&gt;h 23:30 circa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono meno sicuro, stavolta, che quello fosse l'orario giusto. &lt;br /&gt;Io e mio padre camminavamo per una strada asfaltata. Buio, attorno a noi. E alberi, e qualche macchina parcheggiata e qualche altra automobile che passava. &lt;br /&gt;Camminavamo in mezzo a quella strada: era nostra, eravamo liberi di prenderci tutto lo spazio che volevamo.&lt;br /&gt;Poi, quando papà sentiva arrivare una macchina, si spostava di lato, a destra, ed io silenziosamente lo imitavo.&lt;br /&gt;Non sapevo dove fossimo, dove stessimo andando, anche se sapevo dove saremmo andati, passando di là.&lt;br /&gt;Lui, invece, che era del posto, sì. Si muoveva con sicurezza, le sue spalle grandi e i suoi pantaloncini a quadretti. Sì, penso fossero proprio quelli a quadretti.&lt;br /&gt;[Come la tua camicia, seppure di colori diversi...]&lt;br /&gt;Non penso che mi fermai, ma rallentai sicuramente il passo. Chiusi gli occhi. Poi li riaprii di nuovo e preferii mettermi di pari passo con papà. Poi richiusi gli occhi e camminai.&lt;br /&gt;Camminavo barcollando, lo sentivo, lo immaginavo. Mi ero prefisso quest'obiettivo, in testa: devo arrivare alla fine della strada senza dover aprire più gli occhi.&lt;br /&gt;A volte mi tenevo sulla spalla sinistra di mio padre. Era giusto per non perdere l'equilibrio. Poi mi ritrovai a sbirciare un po', ma proprio poco, giusto per vedere se stessi camminando dritto e quanto mancasse. &lt;br /&gt;Mio papà mi rimproverò, dicendo che mi stavo dimostrando infantile e che quel gioco stupido che stavo facendo era molto rischioso, in una strada come quella.&lt;br /&gt;Aprii gli occhi, ritornai diciottenne.&lt;br /&gt;Mi misi davanti a lui. &lt;br /&gt;Stavolta non camminavo più dietro di lui, ma davanti. &lt;br /&gt;Se solo avesse saputo quanto quel gioco mi avrebbe cambiato la vita...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12/07/2010&lt;br /&gt;h 22.08&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era passato solo un secondo. E in quel secondo avevo visto, immaginato tante altre cose. Avevo costruito attorno ad una semplice visione un intero panorama con tanto di cornice. Un bellissimo quadro.&lt;br /&gt;Non è la prima volta che mi è successo, ricordi?&lt;br /&gt;Forse ho quest'abilità di saper costruire intorno a un secondo un piccolo spicchio di vita. O forse, davvero, quel secondo è davvero così importante da valere tutta una vita.&lt;br /&gt;Ora quelle due figure non ci sono più, le ho superate.&lt;br /&gt;E anche io e mio padre, là, non siamo più.&lt;br /&gt;Abbiamo abbandonato quel posto, eravamo solo di passaggio.&lt;br /&gt;Ma soprattutto io, ero solo di passaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;31/07/2009&lt;br /&gt;h 23:40 circa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente eravamo quasi arrivati. Sicuramente ci trovavamo in città. Gelaterie, ristoranti, edicole e tabacchini ancora aperti. &lt;br /&gt;Voci che si sovrappongono, genitori che spingono passeggini, bambini che corrono giocando.&lt;br /&gt;Gente che cena.&lt;br /&gt;Mi rimase impresso nella mente un piccolo scambio di sguardi e di parole di una giovane coppia che cenava fuori, in un bel ristorante. Bellissima ambientazione. Mi piacque molto.&lt;br /&gt;Lei non era proprio una bella ragazza, ma mi colpì come se si fosse trattato di qualcosa di sconvolgente. Vestiva un top nero. Il suo collo, le sue spalle e le sue braccia scoperte evidenziavano quanto fosse abbronzata. I capelli, neri, erano umidi. Che fossero ancora bagnati dalla doccia che aveva fatto o che fosse frutto di un ingegnoso brillantante per capelli? Il suo volto era molto luminoso. Non solo perchè sulle sue guancia si rifletteva la luce della candela che stava al centro della tavola, ma perchè sorrideva. Un po' timidamente, un po' maliziosamente. Davanti a lui c'era il suo uomo. Compagno per la vita o semplice viaggiatore del suo corpo. &lt;br /&gt;Non riuscivo a vederlo. Notai solo che anche i suoi capelli erano neri.&lt;br /&gt;Cenavano attorno ad un tavolo abbastanza comune, apparecchiato e con al centro una candela che li rinchiudeva in un'intima atmosfera. &lt;br /&gt;Mi sembrò quasi male osservarli.&lt;br /&gt;Infatti smisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12/07/2010&lt;br /&gt;h 22.08/22.09&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse è passato un minuto, pensavo. &lt;br /&gt;In un altro minuto ero stato capace di ricordare o di pensare cose che non solo non mi riguardavano, ma erano così distanti, dal tempo in cui mi trovavo...&lt;br /&gt;Una semplice conversazione, una semplice cena tra due sconosciuti.&lt;br /&gt;Eppure, cosa ci poteva essere di più indelebile, dentro di me, di uno sconosciuto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;31/07/2009&lt;br /&gt;h 23:50 circa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gelateria.&lt;br /&gt;Un'insegna abbastanza semplice, neon. Una grossa zanzara o un grosso ragno riposava sopra una lettera. Penso sulla "E", ma non ne sono sicuro.&lt;br /&gt;Al bancone servivano un signore e una signora. Non so, forse marito e moglie. Sembrava che la gelateria si trovasse in un cortiletto, perchè davanti al bancone non c'era niente e per accedervi dovevi entrare da un cancello.&lt;br /&gt;Il pavimento era di pietra, tipico dei cortili delle abitazioni a piano terra. C'era un sacco di spazio. Due file di sedie bianche di plastica, una a destra e una a sinistra del cortiletto e quindi del bancone, erano interamente occupate da golosi consumatori, perlopiù anziani. Alcuni mi guardavano, altri mi sorridevano.&lt;br /&gt;C'era tensione, nei miei occhi.&lt;br /&gt;Optai per un frappè alla Nutella. Mio papà prese un cono, ma non ricordo a che gusti. L'agitazione, l'ansia si stavano facendo sempre più alte e cominciavo a ricordare cose che in verità non avevo ancora vissuto e a dimenticare quelli che sarebbero poi stati i miei veri, effettivi ricordi.&lt;br /&gt;Avevo la testa altrove, devo ammetterlo.&lt;br /&gt;Affondai la cannuccia nel barattolo e assaggiai il frappè.&lt;br /&gt;Era squisito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12/07/2010&lt;br /&gt;h 22.09&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potevo sentire quel dolce gusto, se solo mi sforzavo di ricordarlo. Potevo sentire l'odore di latte e di gelato, di biscotto e di acqua di colonia. Potevo sentire il leggero fastidio agli occhi provocato dalla luce al neon. Sentire il disgusto alla vista dell'insetto abbastanza grande appollaiato su una lettera della scritta &lt;br /&gt;G&lt;br /&gt;E&lt;br /&gt;L&lt;br /&gt;A&lt;br /&gt;T&lt;br /&gt;E&lt;br /&gt;R&lt;br /&gt;I&lt;br /&gt;A&lt;br /&gt;Avvertire quella sensazione bellissima di tensione e agitazione, del tutto diversa da quella che ho ora, mentre ricordo, mentre ricordo alcuni episodi non vissuti, ma creati semplicemente dalla mia mente. &lt;br /&gt;Un vortice confuso di ricordi, emozioni, desideri e sensazioni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;01/08/2009&lt;br /&gt;h 00:00 circa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io e papà eravamo in macchina, fermi.&lt;br /&gt;"Che facciamo, scendiamo?", domandai.&lt;br /&gt;Quando papà fece per aprire la portiera, spensi l'mp3. &lt;br /&gt;Ascoltavo "Jai-ho" delle Pussycat Dolls. Magari, avevo pensato prima di metterla, ascoltando qualcosa di allegro metterò un po' a freno quest'agitazione. E così decisi di mettere quella canzone.&lt;br /&gt;Raccolsi le cuffie attorno all'mp3, che misi dentro lo sportello della macchina, e con un gran sospiro uscii.&lt;br /&gt;Un camioncino dei panini stava lì, spettatore disinteressato di ciò che a breve sarebbe accaduto e di ciò che dentro di me, in quel momento, stava succedendo.&lt;br /&gt;Non sapeva, come non sapevo nemmeno io, che quello sarebbe stato l'ultimo posto visitato, prima del mio ritorno a casa. L'ultima persona del luogo alla quale parlai fu proprio il paninaro, ma non potevo saperlo. Nessuno poteva saperlo.&lt;br /&gt;La scritta luminosa che denominava la discoteca nella quale mi trovavo era alta ed imponente. Alzai gli occhi al cielo per guardarla: fra non molto sarei stato al suo interno.&lt;br /&gt;Non c'era quasi nessuno, fuori. Solo qualche coppia, due ragazzi ed una ragazza, qualche gruppo di amici in largo anticipo, come me.&lt;br /&gt;Poi, pian pianino, cominciarono ad entrare diversi ragazzi e ragazze del personale. Donne dalle lunghe gambe, dagli altissimi tacchi che entravamo sentendosi padrone di tutto. E forse lo erano anche, ma della discoteca.&lt;br /&gt;Ricordo che entrò una ragazza molto bella, anche se non saprei più come descriverla: camminava sopra dei tacchi vertiginosi, scarpe nere. Tutti si fermarono, chi di parlare chi di guardarsi attorno. Catturò la scena: per pochi secondi l'attenzione di tutti era rivolta a lei.&lt;br /&gt;Forse, pensai, sono gli organizzatori delle serate e del provino...&lt;br /&gt;A poco a poco il parcheggio si riempì di macchine e l'entrata della discoteca venne scomposta in due. Da una parte, a destra, entravano quelli che erano lì per fare il provino, a sinistra quelli che erano venuti a ballare.&lt;br /&gt;Non l'avrei mai detto, che a riempirsi di più fosse quella di sinistra e non quella di destra.&lt;br /&gt;Procedendo nella coda, capitava spesso di guardare indietro, osservare le macchine posteggiate e quelle che ancora circolavano alla ricerca di un parcheggio. &lt;br /&gt;Tra me e me, ripetevo il tuo cognome, cercandoti. Chiedendomi se stessi per arrivare, se tu fossi dentro quelle macchine a cercare parcheggio. Se avessi ritardato, se per caso ti trovassi già in mezzo alla folla.&lt;br /&gt;Non so perchè non ripetevo il tuo nome.&lt;br /&gt;Avevo il tuo cognome in testa, e così lo chiamavo alla memoria, sperando magari che ripetendolo tra me e me ti facesse arrivare da un momento all'altro.&lt;br /&gt;Tu non arrivasti, io entrai.&lt;br /&gt;E quello che successe e non successe, lo sappiamo entrambi.&lt;br /&gt;Anche se forse lo so un po' più io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13/07/2010&lt;br /&gt;h 5:15&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono a casa dalle due di notte e ti sto scrivendo da quasi tre ore. E' risultato molto difficile, farlo. Sarà che ho perso un po' quest'abitudine, per quanto il mio pensiero sia costantemente rivolto a te.&lt;br /&gt;E' il tuo compleanno, vero?&lt;br /&gt;Auguri.&lt;br /&gt;Questo è il mio regalo. L'unico che posso farti. La cosa più bella che forse sia in grado di donarti.&lt;br /&gt;Parte di me e dei miei ricordi. Preziosi, importanti, fondamentali.&lt;br /&gt;Se ci fai caso, ti ho donato due secondi della mia vita.&lt;br /&gt;Due secondi: uno in cui i nostri sguardi si incontrano, uno in cui il mio sguardo incontra quello del padre con il figlio.&lt;br /&gt;In questi due secondi sono racchiusi diversi ricordi, diversi sogni, pensieri, riflessioni, desideri, visioni.&lt;br /&gt;Un po' di tutto.&lt;br /&gt;In questi due secondi ci sono moltissime emozioni, talmente forti che addirittura penso di non aver mai provato in maniera così forte in tutta la mia vita.&lt;br /&gt;Quanto è prezioso, il tempo.&lt;br /&gt;Quanto sono preziosi, quei brevissimi istanti dei quali noi a malapena abbiamo la percezione. Quei brevissimi istanti che noi diamo per scontati, che lasciamo fluire nel tempo senza rendercene conto.&lt;br /&gt;E invece, questi, possono rivelarsi fondamentali. Contenere attimi di vita che saranno sempre eterni. Basterà richiamarli alla coscienza affinchè si presentino nella tua mente, per sconvolgere tutti i tuoi sensi. Reinventare te stesso. Ritrovarti. Scombussolarti un po', cambiarti la giornata.&lt;br /&gt;Cambiarti la vita.&lt;br /&gt;Ultimamente sto ricevendo moltissimi "segnali" che mi conducono a te. Numeri che se scomposti, invertiti o associati ad altri numeri, per me fondamentali, danno la tua data di nascita. O il numero che mi avevano dato al provino. O la data del giorno in cui incontrai i tuoi occhi in mezzo a tutti gli altri.&lt;br /&gt;I pensieri si rivolgono a te, così, senza che io li comandi.&lt;br /&gt;Ieri sera, per esempio. Io che incontro quel padre e quel figlio, che rincontro me stesso quasi un anno fa, pochi minuti prima di incontrarti.&lt;br /&gt;Io che mi ritrovo a leggere ciò che ho scritto e ciò che hai scritto.&lt;br /&gt;Io che non posso scriverti se non così, indirettamente, visto che non ho più i tuoi contatti e al momento non posso avere il tuo numero di telefono, visto che ho cambiato telefono e quello in cui era salvato il tuo numero non ce l'ho.&lt;br /&gt;Io che non so nemmeno se leggerai queste parole, se riceverai i miei più sentiti auguri.&lt;br /&gt;Purtroppo, questo è l'unico mezzo che ho, per poter comunicare con te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando è scattata la mezzanotte, ho cercato di pensarti. Anzi, l'ho fatto.&lt;br /&gt;Ho detto: bene, è giunta l'ora. E' il suo compleanno. Auguri.&lt;br /&gt;E ti ho pensato intensamente, tutta la notte.&lt;br /&gt;Ho un bel ricordo, di te.&lt;br /&gt;Ma spiegami perchè, ti prego, sento dentro di me che ce ne saranno altri.&lt;br /&gt;Spiegami perchè sento che "non è finita".&lt;br /&gt;Spiegami perchè il destino mi ha fatto incrociare la tua strada, perchè proprio tu, uno su chissà quanti miliardi di persone, sei stato individuato dalla mia mente come una persona da inseguire, da conoscere.&lt;br /&gt;Il destino, la città in cui abiti che è anche un po' mia, quella discoteca, quella sera, semplicemente quel poco che c'è stato tra noi - quelle brevi discussioni virtuali, le rade telefonate, i nostri sms - sono stati dei ponti che ci hanno messo in comunicazione.&lt;br /&gt;Perchè?, mi domando.&lt;br /&gt;Perchè, mi ha messo in comunicazione con te?&lt;br /&gt;Chi sei?&lt;br /&gt;Che cosa abbiamo da spartire?&lt;br /&gt;Cosa devo scoprire? &lt;br /&gt;Cosa devo fare?&lt;br /&gt;Non voglio rispondere a queste domande. Mi fanno paura. Mi inquietano, sul serio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel ponte crollerà mai? Posso scegliere se rimanervi sopra per l'eternità o devo per forza andare o avanti o indietro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti auguri di buon compleanno. Spero di ricordare bene la data. Dev'essere oggi, se non erro.&lt;br /&gt;Che tu possa passare incredibili momenti. Momenti. E che essi possano racchiudere tantissime emozioni, più di quante la tua stessa vita ne abbia finora raccolte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-4347983123566759958?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=SsXaNmrxO4Q' title='Io piansi un fiume di me, io piansi un mare di me, io piansi un oceano di me'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/4347983123566759958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=4347983123566759958' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4347983123566759958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4347983123566759958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/07/io-piansi-un-fiume-di-me-io-piansi-un.html' title='Io piansi un fiume di me, io piansi un mare di me, io piansi un oceano di me'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-8950039696660800868</id><published>2010-07-11T07:26:00.000-07:00</published><updated>2010-07-11T07:29:03.181-07:00</updated><title type='text'>Uno strano scherzo del destino. [Per te]</title><content type='html'>"Una notte d’inverno in una città magica. Un uomo e una donna incrociano i loro sguardi per pochi istanti. Il tempo per scambiarsi qualche parola, poi l’addio. Cinque anni dopo, l’uomo e la donna stanno ancora pensando a quella notte. Se si incontrassero di nuovo, non si perderebbero mai più…&lt;br /&gt;Può il ricordo di un nome e di un volto cambiare il corso di un’intera esistenza? Può la vita concedere un’altra possibilità? &lt;br /&gt;Niente nella vita è impossibile. Anche quando ogni speranza sembra perduta per sempre."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-8950039696660800868?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/8950039696660800868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=8950039696660800868' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8950039696660800868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8950039696660800868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/07/uno-strano-scherzo-del-destino-per-te.html' title='Uno strano scherzo del destino. [Per te]'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-4585905531735624662</id><published>2010-07-08T12:08:00.000-07:00</published><updated>2010-07-08T13:48:52.976-07:00</updated><title type='text'>Il solito, grazie</title><content type='html'>Oh, finalmente: diplomato.&lt;br /&gt;Non so con quanto, forse i risultati usciranno domani. A me basta davvero il calcio in culo. Il 60 tirato. &lt;br /&gt;Una tensione assurda, avrei preferito davvero giocare a mosca cieca in autostrada.&lt;br /&gt;Adesso mi aspettano mesi di cazzeggio.&lt;br /&gt; Ho già fatto un programmino, che tanto non rispetterò:&lt;br /&gt;- sveglia presto;&lt;br /&gt;- andare al Valentino, arrostirmi sotto il sole e magari scrivere qualcosina;&lt;br /&gt;- andare al Valentino, arrostirmi sotto il sole e magari leggere qualcosina;&lt;br /&gt;- andare al Valentino, arrostirmi sotto il sole;&lt;br /&gt;- andare al Valentino;&lt;br /&gt;- andare a trovare mia nonna come Cristo comanda e non solo toccata e fuga giusto per scroccare i cinque euro;&lt;br /&gt;- cagare un po' i miei amici, che grazie allo studio ho bellamente ignorato;&lt;br /&gt;- farmi una vita sociale;&lt;br /&gt;- leggere tantissimo;&lt;br /&gt;- scrivere qualcosa di decente e soprattutto che superi almeno le due pagine di word, usando il carattere numero 16;&lt;br /&gt;- andare a Milano;&lt;br /&gt;- giocare alla Play Station;&lt;br /&gt;- guardarmi tutti gli episodi di Sailor Moon e dei Digimon;&lt;br /&gt;- iscrivermi a qualche fottutissima università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il resto zero novità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-4585905531735624662?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/4585905531735624662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=4585905531735624662' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4585905531735624662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4585905531735624662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/07/il-solito-grazie.html' title='Il solito, grazie'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-26757856206436107</id><published>2010-06-25T11:53:00.001-07:00</published><updated>2010-06-25T12:22:44.685-07:00</updated><title type='text'>L'Olocausto</title><content type='html'>Devo ammettere che l'Esame di maturità non mi è andato così male come credevo.&lt;br /&gt;Non che abbia studiato ossessivamente. Ma le tracce dei temi erano veramente facili. Ancora non ho capito perchè la seconda prova - pedagogia - sia costituita di ben due temi anzichè uno. E ancora non ho capito perchè la terza prova - quattro materie, tre domande per ciascuna - duri massimo tre ore. Della serie che non puoi star lì a pensarci più di tanto, a fare tic tac con la penna sul banco. O la sai o non la sai. O così o ciao.&lt;br /&gt;In ogni caso, del tema di italiano ho scelto la traccia più facile: la musica. Se non ci fosse stata quella traccia penso che a quest'ora sarei già a raccogliere le patate.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda pedagogia c'è poco da dire. Sempre la solita solfa: la vocazione, la motivazione, l'impegno, il ruolo dell'educatore, quello dei genitori.&lt;br /&gt;Basta leggere qualcosina su internet e quei due temini sono già belli che fatti.&lt;br /&gt;Il problema è stata la terza prova.&lt;br /&gt;Noi, in quanto liceo sociopsicopedagogico Einstein siamo stati fortunati. Abbiamo saputo solo oggi la quarta materia! O matematica o latino.&lt;br /&gt;Stamattina mi son detto: figurati se esce matematica, siamo in un sociopsico, due materie scientifiche in un sociopsico sono davvero impossibili, ma no dai che esce latino.&lt;br /&gt;Indovinate che materia è uscita?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi dico solo che avrei preferito morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bon, detto questo ciao. Al prossimo post.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-26757856206436107?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/26757856206436107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=26757856206436107' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/26757856206436107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/26757856206436107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/06/lolocausto.html' title='L&apos;Olocausto'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-6012634080828684016</id><published>2010-04-25T13:34:00.000-07:00</published><updated>2010-05-23T05:21:15.115-07:00</updated><title type='text'>Grigliata di Pasquetta</title><content type='html'>Tanti calorosissimi auguri - anche se in ritardo - di buona Pasqua e Pasquetta.&lt;br /&gt;Spero abbiate passato bene queste feste.&lt;br /&gt;Io ho voglia di fare un po' la vittima, quindi vi chiedo il sacrosanto favore di lasciarmela fare.&lt;br /&gt;Vi racconterò un po' la mia Pasquetta. Molto atipica, non c'è che dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche settimana fa, tutti noi, ci siamo accordati sul da farsi durante le feste. Abbiamo proposto di tutto: stare a casa, andare al cinema, spararsi, annoiarsi, ognuno a casa propria, andare a mangiarci qualcosa fuori o - perché no? - una bella grigliata tutti assieme.&lt;br /&gt;Quest'ultima è stata l'idea migliore e quindi abbiamo provveduto a trasformarla in un incontro fantastico. &lt;br /&gt;Io avrei finalmente abbandonato la depressione post-storia-d'amore-di-merda-finita.&lt;br /&gt;I miei migliori amici Betta e Andrea avrebbero festeggiato il loro fidanzamento (non tra loro, sia chiaro).&lt;br /&gt;Il mio amico Giuseppe e tutti gli altri boh.&lt;br /&gt;Una volta deciso che fare, ci siamo messi d'accordo sul posto: Mandria o in culo a Giove?&lt;br /&gt;Ovviamente in culo a Giove, perchè alla Mandria sarebbe stato pieno così. Abbiamo optato per un posto dalle parti di Chivasso, facilmente raggiungibile in macchina. Ed io, neopatentato, sono stato felicissimo nel realizzare che non solo avrei guidato io ma che l'avrei fatto per un bel po', visto che Chivasso è un po' inculato rispetto a Venaria.&lt;br /&gt;In quattro e quattr'otto ciascuno di noi ha dato a Giuseppe 10 euro e lui è andato a comprare da bere, la carne, tovaglioli, piatti e posate di carta, cazzi e mazzi.&lt;br /&gt;La mattina seguente, di buon'ora, mi alzo dal letto, mi cambio, faccio colazione e ascolto le ultime raccomandazioni di mia madre.&lt;br /&gt;Poi esco. &lt;br /&gt;"Ciao amore mio, divertiti"&lt;br /&gt;Eh, divertiti le balle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Betta non viene. Si è alzata tardi, ha dormito poco, deve ancora sentire gli altri...Quindi, morale della favola, siamo in sei. Poco male, ci divertiremo lo stesso.&lt;br /&gt;Accompagno la mamma di un'amica a Porta Nuova, faccio benzina e il viaggio comincia. In macchina con me ci sono Andrea e Giuseppe. Nell'altra, in quella di Solange, Eura e Jessica. &lt;br /&gt;La strada è abbastanza sgombra e - ammettiamolo, su - per essere un neopatentato vado davvero bene: rispetto gli stop, mi fermo a semaforo rosso, riparto velocemente. Posso permettermi di farmi il figo tenendo una mano sul volante e l'altra sul cambio, proprio come mi hanno sempre sconsigliato gli istruttori.&lt;br /&gt;Scialli scialli arriviamo fino a San Mauro. Giunti a Castiglione, vedo una coda allucinante. La strada è davvero stretta, la classica stradina di montagna. Mi fermo e aspetto che la processione finisca. &lt;br /&gt;Intanto, nell'altra corsia, la strada è sgombra. Dal cancello di un'abitazione esce una macchina e così, le altre, si fermano per lasciarla passare.&lt;br /&gt;Da qui in poi ricordo poco. &lt;br /&gt;Riporto solo quello che ho sentito dire.&lt;br /&gt;Un tizio correva come un matto e avendo visto la coda non ha fatto in tempo a frenare come si deve. Dunque ha tentato di sorpassare la fila di macchine entrando nella mia corsia.&lt;br /&gt;Io ho visto questa macchina venirmi contro. Sarà corsa ai 100 km/h minimo.  Era qualcosa di indescrivibile, di impressionante. Io ero immobile, non sapevo che fare. Frenare, spostarmi, urlare, aspettare: questi tentativi di fare qualcosa non sarebbero serviti a niente.&lt;br /&gt;Lo scontro, quindi, è stato inevitabile. &lt;br /&gt;Ricordo solo che nell'arco di quei due secondi ho visto l'altra auto muoversi a rallentatore, proprio come si scrive nei libri o si vede nei film. Non so perché ma l'ultima cosa che ho visto prima dello scontro è stato l'interruttore delle luci. Boh.&lt;br /&gt;Tempo zero, il tempo di realizzare il fatto che sia ancora vivo, mi libero dalla cintura di sicurezza e scendo dalla macchina bestemmiando e urlando “Oddio”.&lt;br /&gt;Sento Andrea urlare “Stefano! Ste!”.&lt;br /&gt;Giuseppe invece non fiata proprio.&lt;br /&gt;Morto?&lt;br /&gt;Avrei voluto davvero star lì ad aiutarli, ma avevo un dolore alla testa, alla pancia, alle gambe – dappertutto – allucinante. &lt;br /&gt;Mi sono messo a correre all’impazzata e mi sono disteso come fanno tutte le vittime degli incidenti stradali nei film. Attorno a me tantissima gente. Uno mi ha insegnato a respirare, come se per diciotto anni avessi campato sott’acqua. Un’altra continuava a chiedermi se stessi bene (“Sì, sto bene. Mi è solo venuto contro una macchina”), uno ha chiamato l’ambulanza.&lt;br /&gt;Le mie amiche non sapevano dove andare: da me, che ero steso per terra come un morto, da Andrea che aveva il petto tutto scorticato a causa della cintura di sicurezza o da Giuseppe che era bloccato dentro la macchina senza riuscire ad uscire?&lt;br /&gt;Hanno fatto un po’ e un po’ e devo ringraziarle molto se mi sono fatto prendere poco dallo spavento. Avevo quasi la tachicardia, ero convinto di aver visto la famosa luce bianca della morte. E forse un po’ l’ho anche vista.&lt;br /&gt;Morale della favola: a me e a Giuseppe hanno portato al CTO in elicottero. Molti mi hanno chiesto: “In elicottero?! Uao. Ma com’è stato?”&lt;br /&gt;Vi dirò, cari amici: ero legato alla barella. Non ho visto niente. Sorry.&lt;br /&gt;Ad Andrea, il più fortunello, hanno portato in ospedale a Chivasso. Lui è uscito il pomeriggio stesso. Io e Giuseppe siamo rimasti in osservazione per una notte intera. &lt;br /&gt;Fortuna che la nostra amica Solange ci portò il pc. Facebook a manetta.&lt;br /&gt;Quello che avevo era: la parte destra del viso completamente aperta, lividi, dolori atroci, le anche scorticate, il ginocchio sinistro e il braccio destro pure. La bella notizia giunse dal chirurgo: forse il tuo occhio non guarirà e quindi ti toccherà fare un intervento di chirurgia plastica.&lt;br /&gt;Come Paris Hilton.&lt;br /&gt;Pamela Anderson.&lt;br /&gt;Che figo.&lt;br /&gt;Alla fine non l’ho dovuto fare. Il tempo ha curato tutto.&lt;br /&gt;Il povero Beppe, però, per tre settimane non ha potuto muoversi se non con l’ausilio delle stampelle.&lt;br /&gt;E la macchina?, vi chiederete.&lt;br /&gt;La macchina è distrutta. Chi mi ha su Faccialibro potrà vedere le foto in diretta sul vostro computer. L’abbiamo demolita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah: siamo in ragione. Penso proprio che ci prenderemo una palata di soldi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-6012634080828684016?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/6012634080828684016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=6012634080828684016' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6012634080828684016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6012634080828684016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/04/grigliata-di-pasquetta.html' title='Grigliata di Pasquetta'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-2692600782542173399</id><published>2010-04-03T21:21:00.000-07:00</published><updated>2010-04-03T22:19:56.913-07:00</updated><title type='text'>In casa del fabbro il coltello non taglia</title><content type='html'>Lo dico qui davanti a tutti.&lt;br /&gt;Io, da oggi in poi, non saluterò più nessuno.&lt;br /&gt;La causa di questa mia nuova iniziativa è, guarda un po', proprio Facebook. Grazie a questo social-network non solo ho perso tanto di quel tempo che la metà basta per rifarmi una vita sociale reale oppure sono riuscito a prendere insufficienze a scuola, ma ho conosciuto moltissima gente.&lt;br /&gt;Cinesi, marocchini, albanesi, rumeni, turchi, arabi... Insomma, il mio profilo è multiculturale. Ogni volta che accedo al mio profilo, davanti ai miei occhi si stagliano nuovi link, nuovi vocaboli, nuovi gruppi, nuovi video. Una volta ho ascoltato un video di Youtube pubblicato su Facebook da un arabo che durava cinque minuti e proponeva la stessa canzone (araba) dalla durata di un minuto circa messa in loop. Un'altra, invece, ho trovato il modo per scrivere il proprio nome in pakistano.&lt;br /&gt;Dopo aver ottenuto la bellezza di 3500 circa richieste di amicizia, ho deciso di darmi seriamente una calmata e di cercare di dare un'occhiata alla gente che avevo fra gli amici. Gente mai vista, amici delle elementari o delle medie, compagni di classe, amici della mia cumpa', amici di amici, amici di amici di amici ma soprattutto...uh, guarda, quello che va sempre a ballare in discoteca!&lt;br /&gt;Torino, gira e rigira, è piccola: a correre veloci non sono solo le voci ma anche le amicizie su Facebook. E' tutto un suggerisci l'amicizia a tizio, che è mio amico. Tempo zero e tutti hanno fra gli amici tutti. Dunque: virtualmente ci conosciamo.&lt;br /&gt;Virtualmente, però.&lt;br /&gt;Dal momento che sono un viscido cafone (no, in verità è che sono timido da matti) e che pur di non fermarmi a ripetere sempre le stesse frasi ("Ciao!", "Ciao!, "Novità?", "No!", "Ok, ciao!", "Ciao!" - per gli appassionati di questo tipo di conversazioni, faccio riferimento ad un mio intervento dell'anteguerra dal nome &lt;em&gt;Il mio motto&lt;/em&gt;) faccio finta di non vedere chi mi passa davanti quando sono a ballare, non saluto mai nessuno a prescindere. O tutti o nessuno: sono coerente, io.&lt;br /&gt;Ho continuato ad adottare questa consuetudine fino a trasformarla in un vero e proprio stile di vita. Amici e conoscenti, hanno cominciato ad insinuare per un po' di tempo roba tipo:&lt;br /&gt;"Sei maleducato! Dai, salutalo. Cioè, ce l'hai su Facebook e fai il cafone?"&lt;br /&gt;"Sei maleducato! Dai, potresti anche salutarmi. Cioè, mi hai su Facebook e fai il cafone?"&lt;br /&gt;Addirittura un tizio mi ha eliminato dal suo elenco amici dicendomi che lo faceva perchè quando lo incontravo in giro non lo salutavo (anche per questo argomento, vi rimando ad un mio vecchio intervento denominato &lt;em&gt;Ok, ciao&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;Stanco di essere chiamato cafone, da una settimana esatta a questa parte, ho dato una svolta alla mia vita cominciando dalle cose più banali.&lt;br /&gt;E cosa c'è di più banale e semplice di un saluto? Di un "ciao"?&lt;br /&gt;Ho iniziato ad aguzzare la vista e a guardarmi intorno alla ricerca di qualcuno da salutare. Sembra quasi che mi sia più interessato a salutare gente che a divertirmi ballando e facendo il pirla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risultati ottenuti dopo la conversione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vengo ripagato con la stessa moneta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della serie:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciao!"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non vengo riconosciuto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della serie:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Uei, ciao!"&lt;br /&gt;"Uhm...ciao"&lt;br /&gt;"Com'è?"&lt;br /&gt;"Bene. Chi sei?"&lt;br /&gt;"Stefano"&lt;br /&gt;"Stefano...?"&lt;br /&gt;"Aiello"&lt;br /&gt;"Ah"&lt;br /&gt;"Presente"&lt;br /&gt;"No"&lt;br /&gt;"Dai, su Facebook"&lt;br /&gt;"Ah, sì! Scusa...Ciao, ciao. Tutto bene, te?"&lt;br /&gt;Ormai è troppo tardi per scavarsi la fossa e buttarsi giù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Saluto l'ubriacone&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della serie:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Oh, guarda chi c'è: ciao!"&lt;br /&gt;"Sciaoooo! Madò, quanto tempo, come shtai?"&lt;br /&gt;"Eh, insomma...Diciamo bene, dai."&lt;br /&gt;"Ah. Che dici?"&lt;br /&gt;"Mah, solita vita. Studio un cazzo, esco sempre..."&lt;br /&gt;"Capì. Scusa ma non ricordo chi sei. Eheheheheh."&lt;br /&gt;"Come no?", ridacchio per nascondere l'imbarazzo che come la spada di Damocle gironzola sopra la mia testa.&lt;br /&gt;"Eh, no. Eheheheheh."&lt;br /&gt;"Stefano Aiello!"&lt;br /&gt;"Ah. Allora ti aggiungo!"&lt;br /&gt;Vabbè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'apatico&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della serie:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciau!"&lt;br /&gt;"Oh..."&lt;br /&gt;"Com'è?"&lt;br /&gt;"Bene, dai."&lt;br /&gt;"Che mi dici?"&lt;br /&gt;"Mah. Vedo gente, faccio cose..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo spiazzante&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della serie:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciao"&lt;br /&gt;"Ci...ciao, scusa, saluto i miei amici e torno!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La lince&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della serie:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciao!"&lt;br /&gt;E ti fissa, senza rispondere.&lt;br /&gt;E ti fissa.&lt;br /&gt;Ti fissa, ti fissa...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il perfetto tempista&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della serie: io ti saluto, magari mi sbraccio anche e tu ti giri a parlare con qualcuno o a ballare senza nemmeno cagarmi di striscio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe tempo sprecato, star lì a menarla su quanto queste situazioni mi imbarazzino e mi facciano girare i coglioni. Io, che con tutto l'amore del mondo decido di fare un cazzo di saluto, devo pure sentirmi una merda o essere trattato come tale, essere ignorato o dar l'impressione di essere un tipo invadente?&lt;br /&gt;Ma col cazzo.&lt;br /&gt;D'ora in poi, mi spiace, ma non saluterò più nessuno. Nemmeno la Madonna di Lourdes. Può anche venire a ballare allo Chalet, per quel che mi importa. Tanto non la saluterò.&lt;br /&gt;Così, se qualcuno sarà di fretta, ubriaco o dovrà andare a cercare gli amici sparsi per le quattro mura della discoteca, non verrà intrattenuto e distratto da me. Potrà continuare trullo trullo quello che stava facendo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-2692600782542173399?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/2692600782542173399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=2692600782542173399' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2692600782542173399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2692600782542173399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/04/in-casa-del-fabbro-il-coltello-non.html' title='In casa del fabbro il coltello non taglia'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1115548065878693075</id><published>2010-03-31T17:28:00.000-07:00</published><updated>2010-04-01T06:11:08.491-07:00</updated><title type='text'>Il desiderio della morte e la difficoltà di vivere</title><content type='html'>Oggi lo zio Stefano vi darà un po' di lezioni di vita.&lt;br /&gt;Parlerò della differenza tra il desiderio della morte e la difficoltà di vivere.&lt;br /&gt;Premetto che come titolo mi piace. Quindi mi armo di tutte le buone intenzioni e, alle 2:30 della notte, comincerò questo discorso dal tema profondo, che oggi fa tanto fico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ha avuto inizio poco fa. C'è chi lo sa, chi non lo sa, chi l'ha dimenticato, chi lo ricorda perfettamente: ho una caterva di blog alle spalle sparsi per il web. Msn, splinder, blogspot e chi ne ha più ne metta. Ciò che avevano in comune era l'argomento: la triste vita di un adolescente depresso. Non mi vergogno assolutamente del mio passato o di com'ero. In fin dei conti ero un poveraccio che necessitava di attenzioni, sguardi, palpate al culo.&lt;br /&gt;Una volta ho anche parlato di suicidio e ciò non solo mi ha umiliato - siccome speravo tanto di impietosire gente che di me se ne sbatteva il cazzo - ma ha portato al mio blog popolarità. In breve tempo, tra un suicidio e l'altro, tac, avevo un sacco di gente che seguiva il mio space. Inutile star lì a menarla su quanto mi sentissi felice: se la mia vita sociale andava a rotoli, non potevo dire lo stesso di quella virtuale. Veri e propri fan, gente che mi aggiungeva su MSN per parlare approfonditamente con me, persone che mi chiedevano consigli su questo e quello, veri e propri amici (tant'è che con alcuni tuttora mi sento).&lt;br /&gt;Chiamatemi fesso.&lt;br /&gt;Parlando con questa gentaglia ho scoperto che in molti desideravano morire perchè:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- non calcolata dal ragazzo che gli piace;&lt;br /&gt;- così, tanto per;&lt;br /&gt;- perchè non si sente capita (?);&lt;br /&gt;- perchè i genitori rompono troppo;&lt;br /&gt;- varie ed eventuali;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dapprima li incoraggiavo: "Sì, così, vai! Hai ragione! Nessuno ci capisce!" e arricchivo il tutto con fantasiose emotions in stile :-( o :,-(.&lt;br /&gt;Ora invece mi sono rotto i coglioni di tutta questa gente e, anzi, la massacrerei di legnate.&lt;br /&gt;Non perchè sono appena tornato da Međugorje o perchè ho stretto amicizia con Osho. Nemmeno perchè ora è primavera e mi sento felice o perchè oggi mi hanno toccato il culo per ben due volte.&lt;br /&gt;Perchè sì e bon. Ora come ora non riesco proprio a concepire questo irrefrenabile desiderio di crepare, rifiutando la vita. &lt;br /&gt;E' facilissimo battere a terra i piedi, urlare no, piantare un casino della Madonna, frignare, fare capricci, fare la vittima, fare preoccupare gli amici dicendo di punto in bianco che li hai &lt;strong&gt;sempre&lt;/strong&gt; voluti bene, non rispondere alle telefonate per fare stare in ansia mamma e papà, ascoltare musica deprimente per agevolare il tutto, ricordare tutti gli episodi più brutti negando i migliori ricordi, dire "Tanto lo sapevo...".&lt;br /&gt;E invece quanto è difficile prendersela nel culo e prenderla con filosofia ("Massì, almeno non morirò vergine"), incassare due di picche con un sorriso ebete in volto, trotterellare sotto la pioggia anzichè rinchiudersi in casa e guardare le gocce dalla finestra sospirando, dire "Massì...", tranquillizzare gli amici quando vi notano preoccupato e rispondere ai "Come va?" con un bel "Tiriamo avanti la carretta" non perchè sarebbe meglio ma perchè, in effetti, tu stai sempre al meglio?&lt;br /&gt;Difficilissimo. E non contatemi balle, perchè tanto non vi credo.&lt;br /&gt;Ecco. Tutti dovremmo imparare ad avere questa incrollabile voglia di vivere. Prendi un prato, la canzoncina di Heidi, le montagne innevate e ruzzola giù dal prato. Vivi, divertiti, goditi la vita, il divertimento, la tua età. Come puoi, ma fallo. Non fermarti al centro del mondo, continua a girarlo. Vivi di esperienze, di sogni (possibilmente realizzabili), di speranze (ma mai solo di quelle).&lt;br /&gt;Non scappare, non rifuggire nulla e nessuno. Prendi di petto tutto e se te la prendi nel culo usa il preservativo: non piglierai malattie e in breve tempo il tuo culo sarà come nuovo. Sempre pronto a prendersi cazzi ma stavolta non sentirà tutto quel gran male, perchè sarai abituato, non avrai paura e sotto sotto avrai ancora voglia di prendertelo. Golosone.&lt;br /&gt;Insomma, fai tutto ciò che è difficile fare. Reagisci nel migliore dei modi, cioè complicandoti la vita, facendo quello che in quel momento vorresti tanto saper fare ma anche ignorarne l'esistenza. &lt;br /&gt;Ricordati quando tua madre maciura i coglioni dicendo "Nella vita, senza fatica, non si ottiene nulla". Impara ad amarla un pochettino, anzichè augurarle una lastra di ghiaccio in testa. Anche perchè ormai siamo in primavera.&lt;br /&gt;Io un po' ce l'ho fatta e mi sento una di quelle tizie che in televisione urlano dicendo che ora che hanno provato questo prodotto in ben due settimane hanno perso diversi chili. &lt;br /&gt;Però, oh, veramente: pensate un po' a quel che ho detto, rifletteteci su, stampate il post e appiccicatevelo in fronte. Diffondete il messaggio. Traducetelo con Google Traslate e inviatelo anche in Burundi, dove volete.&lt;br /&gt;Più che altro sono le 3:45 e ci ho impiegato un bel po' a scriverlo. Metteteci che ci ho pensato su, che mi sono un po' sputtanato, et voilà.&lt;br /&gt;Tra l'altro, sono le parole che io, qualche anno fa, avrei tanto voluto che qualcuno mi dicesse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1115548065878693075?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1115548065878693075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1115548065878693075' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1115548065878693075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1115548065878693075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/03/il-desiderio-della-morte-e-la.html' title='Il desiderio della morte e la difficoltà di vivere'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-2150207894719792248</id><published>2010-03-19T08:52:00.000-07:00</published><updated>2010-03-19T08:53:10.485-07:00</updated><title type='text'>Shut up and drive</title><content type='html'>Felicitazioni: da ieri, sono un patentato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-2150207894719792248?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/2150207894719792248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=2150207894719792248' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2150207894719792248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2150207894719792248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/03/shut-up-and-drive.html' title='Shut up and drive'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-8284917459148920773</id><published>2010-03-09T07:44:00.000-08:00</published><updated>2010-03-09T07:59:41.894-08:00</updated><title type='text'>I'm waiting for...</title><content type='html'>Sono in paranoia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-8284917459148920773?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=KDKva-s_khY&amp;feature=fvst' title='I&apos;m waiting for...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/8284917459148920773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=8284917459148920773' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8284917459148920773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8284917459148920773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/03/im-waiting-for.html' title='I&apos;m waiting for...'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-7227155459546933187</id><published>2010-02-28T08:23:00.000-08:00</published><updated>2010-02-28T09:15:20.782-08:00</updated><title type='text'>Casting</title><content type='html'>Ah, notiziona: sono ufficialmente single. Dopo cinque mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi comunico quindi i giorni e gli orari in cui potrete fare il casting per "La nuova anima gemella di Stefano" in questa nuova settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lunes, cioè domani&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io torno a casa da scuola sì e no per le 14:30. Placcatemi o alla fermata del pullman oppure appostatevi davanti casa. Va bene anche nell'androne di casa. A patto che non mi urliate: "Wa!" uscendo da dietro le mie spalle e facendomi il solletico dietro i fianchi.&lt;br /&gt;Se avete problemi lavorativi o comunque contrattempi, potete trovarmi lo stesso giorno davanti alla mia scuola delle medie, la "Don Milani": là io, dalle 20 alle 23 faccio il corso di teatro. Potete anche - perchè no? - venire nell'auditorium, fingere di essere interessati al corso, corteggiarmi per tutta la lezione e poi, il lunedì seguente, scomparire magicamente, come se non foste mai venuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Martes, mercule e venner&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come al solito, sempre alle 14:30 circa davanti a casa mia. Oppure, in centro. Non so bene dove, ma comunque mi troverete senz'altro. L'itinerario che compio tutte le volte che cazzeggio in centro è: Via Bertola, capolinea del 72B, Piazza Castello, Via Po, Piazza Vittorio, Via Roma, alle volte Via Garibaldi e infine, o Piazza Statuto o di nuovo Via Bertola. Dipende.&lt;br /&gt;In ogni caso, datevi da fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giobia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di solito esco sempre un'ora prima, quindi arrivo a casa alle 13:20/13:30. Questa settimana, però, mi fermo a scuola di pomeriggio, quindi vi conviene farvi trovare per le 18:00 circa. Stesso posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Saba&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche quel giorno uscirò un'ora prima. Quindi 13:30 circa. Il pomeriggio sarò tassativamente in centro. As usual. La sera, invece, mi troverete allo Chalet. Ormai c'ho preso gusto. Successivamente, per le 4:30/5:00 colazione al Faro. Se vi dimostrerete simpatici, cordiali, con la testa sulle spalle e magari un pizzico intelligenti (sia mai peccare troppo), vi offrirò pure la colazione. Ah, onde evitare fraintendimenti o pippe mentali, sì, ho diciotto anni. No, non ho la macchina. Sì, studio. No, non faccio altre attività fuori dal teatro. Sì, frequento locali. E poi sono anche cliente Vodafone, oltre che di Feltrinelli e Bottega Verde. Quindi, se volete, ho gli sms gratis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Duminica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarò in coma sul letto fino alle ore beate. Tipo fino a pranzo o anche oltre. Quindi facciamo che ci vediamo al Life, per l'apericena Queever. Alle otto davanti all'entrata.&lt;br /&gt;Puntuali, mi raccomando.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-7227155459546933187?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/7227155459546933187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=7227155459546933187' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7227155459546933187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7227155459546933187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/02/casting.html' title='Casting'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1437727931680639630</id><published>2010-02-28T08:21:00.000-08:00</published><updated>2010-02-28T08:23:44.018-08:00</updated><title type='text'>Non ci riesco</title><content type='html'>Niente, io ci rinuncio.&lt;br /&gt;Sono tre volte che faccio per raccontare questi cinque giorni a Praga ma o mi si blocca il pc, o devo uscire o una volta finito di scrivere nulla viene salvato.&lt;br /&gt;Mi spiace, ma io mi sono rotto.&lt;br /&gt;Quindi non scriverò nulla al riguardo, tranne che ho fatto la fame, che c'era un freddo cane, che parlavo un inglese scolastico e alle volte nemmeno quello, che comunque il viaggio di ritorno è stato una sfacchinata, che una volta arrivato a Torino ho baciato per terra e bon. Basta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1437727931680639630?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1437727931680639630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1437727931680639630' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1437727931680639630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1437727931680639630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/02/non-ci-riesco.html' title='Non ci riesco'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-9026055335550667675</id><published>2010-02-22T10:09:00.001-08:00</published><updated>2010-02-22T10:10:39.497-08:00</updated><title type='text'>I'm back</title><content type='html'>Il vostro blogger preferito è tornato sabato notte a Torino dopo una gita di cinque giorni a Praga e dintorni.&lt;br /&gt;E' stremato. Ma vi promette con il cuore in mano che quanto prima, siccome vi interessa, racconterà a grandi linee questa indimenticabile esperienza. &lt;br /&gt;Ciao ciao.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-9026055335550667675?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/9026055335550667675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=9026055335550667675' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/9026055335550667675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/9026055335550667675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/02/im-back.html' title='I&apos;m back'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-6145332873520345177</id><published>2010-02-13T06:05:00.000-08:00</published><updated>2010-02-13T13:25:24.556-08:00</updated><title type='text'>Le mie cazzo di amicizie</title><content type='html'>Mi auguro fortemente che tutti voi non pensiate che ho solo fatto la collezione di storie d'amore andate a male, perchè vi sbagliate di grosso.&lt;br /&gt;Ho anche avuto delle amicizie un po' strane, direi quasi false. &lt;br /&gt;Conosciute meglio come&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le mie cazzo di amicizie&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vabbè, le più comuni sono quelle che sono nate giù in cortile. La mia vita era quel cortile: sei panchine, alberi a non finire, cespugli, pali della luce, portoni e griglie di ferro nella mia mente equivalevano al giardino dell'Eden. Come ogni bambinetto sfigato, incompreso e disadattato, i miei giochi preferiti erano mamma e figlio (in cui io facevo il figlio di una e dell'altra; quindi venivo sballottato qua e là e chiamato proprio Figlio. Un po' come Il Cane in "Abbaiare stanca" di Daniel Pennac), nascondino, guardie e ladri e Quello del Pane (in cui tutti, me compreso, avevamo una bottega di pane, cioè pietre, e latte, cioè terra, e per tutto il pomeriggio facevamo avanti e indietro tra una bottega e l'altra per comprare e rivendere sempre le stesse pietre). Non giocavo a calcio. Anzi, l'odiavo. Preferivo fare la spia andando a sentire cosa dicevano i maschietti e andare a riferire tutto a mamma e papà, cioè ad altre due mie amiche. Puntualmente venivo beccato e così, piano piano, tutti i maschi cominciarono ad odiarmi.&lt;br /&gt;Al tempo, ero innamorato di un ragazzo che faceva il mercato con mia mamma. Ero proprio pazzo. Così andai a riferire tutto ad una mia amichetta, facendole fare giurin giuretto: non l'avrebbe mai e poi mai raccontato a nessuno. &lt;br /&gt;Il giorno dopo, sui vetri del mio cortile, trovai incise con la pietra delle scritte tipo:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stefano è gay&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stefano ama Francesco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;e boiate simili.&lt;br /&gt;Inizialmente mi feci una risata e anzi, rifiutai di accettare le scuse dell'artefice del misfatto (che venne cazziata dal genitore, amico di mia madre). Insomma, mi aveva sputtanata ma no, non doveva preoccuparsi se mi aveva ferito. Non l'aveva fatto apposta. Insomma, così, per divertirsi, ma senza cattiveria.&lt;br /&gt;"Tranquilla, sei mia amica".&lt;br /&gt;Mia amica le balle.&lt;br /&gt;Tempo qualche giorno e la voce non solo si espanse per tutto il cortile ma anche per gli altri due, confinanti col mio.&lt;br /&gt;A nove anni suonati già ne avevo le palle piene delle amicizie, delle prese in giro e delle finte promesse. Iniziai a pisciarmi addosso la notte e ad avere tic nervosi: sbattevo nervosamente le palpebre oppure mi mordevo il mento fino a che non usciva sangue. Mia mamma, disperata, non sapeva come fare per farmi smettere e l'unico modo fu quello di arrivare ad un compromesso.&lt;br /&gt;"Se la smetti, ti regalo la videocassetta di Paperino"&lt;br /&gt;Riuscii per pochissimo tempo a smettere di farmi del male, ma poi tutto ricominciò.&lt;br /&gt;Così inizio un discretamente lungo calvario dalla psicologa. Mi fece fare i test di Rorschach e per ogni macchia che vedevo, uno spiritello maligno viola mi guardava e mi sorrideva. Sembrava tale e quale a Gengar il Pokémon, tanto per intenderci.&lt;br /&gt;Il resoconto fu che non ero un bambino da branco (e che quindi preferivo starmene rintanato in casa o uscire con due o tre amichette) e che ero solo sensibile e dolce.&lt;br /&gt;Finii di pisciarmi addosso la notte, mia mamma fu più tranquilla e decise di troncare i rapporti con tutti i genitori dei miei "amici" e la psicologa venne pagata profumatamente. &lt;br /&gt;In pratica, io e mia mamma eravamo soli contro tutto il mondo.&lt;br /&gt;Crescendo, imparai anzitutto a farmi i cazzi miei senza sbandierare tutto, soprattutto i miei sentimenti, a mezzo mondo. E ciò mi permise di raccogliere i miei frutti: alcune ragazzine del mio cortile incominciarono a morirmi dietro ed io a starci, più per smentire le puttanate che mi dicevano dietro che per altro.&lt;br /&gt;Sui dodici, tredici anni, abbandonai quell'Eden che non mi apparteneva o che forse non avevo mai capito, per entrare nel mondo delle scuole medie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche là, venni chiamato "Finocchietto", "Amore di mamma" (grazie al legame quasi simbiotico che avevo con la mia mamma), "Ricchiu-Fricchiu", "Fru Fru" e in altri modi ancora.&lt;br /&gt;Ne feci quasi una malattia e così, tenendo in conto come ultima opzione quella di farmi valere, decisi di procurarmi un bel po' di male fisico per poter sorridere falsamente ai miei compagni e soffrire come un cane in solitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piccolo periodo autolesionistico terminò, ma non per sempre. Dopo l'esame delle medie, strinsi un fortissimo legame non solo con Betta, ma anche con un'altra mia compagna, Jessica: mi capiva alla perfezione, i suoi genitori la facevano uscire solo se c'ero io, mi voleva un bene dell'anima e condividevamo molte passioni (il canto, i film strappalacrime...).&lt;br /&gt;Con l'avvento delle scuole superiori il nostro rapporto dapprima venne sempre meno, poi scemò del tutto. Ancora ora ci sentiamo di rado e ci vediamo quasi mai.&lt;br /&gt;Tutte le mie compagne - ovviamente sempre eccetto Betta - delle superiore abitavano tutte a Torino e per me era davvero uno sbatti sbatti, quello di raggiungerle fino a casa. Così mi trovai a uscire con una tizia di Venaria, che aveva una fama terribile e questo mi piaceva un sacco, perchè ero sotto la bocca di tutti e in un certo senso famoso. Uscivamo ogni santissimo giorno e quando non uscivamo stavamo in casa a fare la muffa, a guardarci i film, a leggere libri, a parlare di ragazzi o comunque a ridere e scherzare com'era giusto fare alla nostra età.&lt;br /&gt;Piccolo dettaglio: era davvero una stronza bastarda infame.&lt;br /&gt;Anche lei, come quell'amica tanto cara del passato, andò a spifferare di me tutto in giro. Era un po' fuori: infatti era seguita da un'educatrice che l'andava a trovare a casa a parlare di non so bene cosa. Un pomeriggio, a mia insaputa, invitò a casa sua anche l'educatrice, che si presentò. Non so perchè ma iniziai a sentirmi a disagio.&lt;br /&gt;Questa mia amica, con una calma indescrivibile, incominciò a parlare dei suoi problemi autolesionistici e quando vide l'espressione dubbiosa sul volto dell'educatrice indicò me e sbottò: "Beh, anche lui si taglia, eh?"&lt;br /&gt;Da allora, per un anno, un pomeriggio a settimana, cominciai un pellegrinaggio casa-scuola, scuola-casa, casa-educatrice, educatrice-amica, amica-casa. Era un'educatrice eccezionale e per certi versi stimavo la sua professionalità ed era granchè bella.&lt;br /&gt;Solo che odiavo parlare dei miei problemi. Questa voleva sapere perchè mi tagliavo, ma non lo sapevo nemmeno io. Forse per farmi vedere, forse per copiare la mia amica, forse perchè andava di moda. Forse perchè non so.&lt;br /&gt;Dopo circa un annetto mi disse che, per lei, potevo anche stare a casa: non avevo problemi, ero un ragazzo tranquillo e grazie ai nostri incontri ero migliorato sia come persona sia come figlio.&lt;br /&gt;Inutile dire che quella mia amica nè la sentii nè la vidi più, se non qualche pomeriggio al tabacchino con la mamma e il suo cane.&lt;br /&gt;"Ciao", "ciao", questo è il nostro dialogo.&lt;br /&gt;Peccato, era davvero un'amicizia bella, avevo dato tutto me stesso. In più, le prestai un sacco di libri che tuttora rivoglio indietro, ma chissà che fine avranno fatto.&lt;br /&gt;Erano i miei preferiti.&lt;br /&gt;Vabbè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diverse volte, qualcuno mi ha chiesto: "Qual è il tuo rimpianto più grande?" ed io ho sempre risposto raccontando questa storia.&lt;br /&gt;Era sempre nel periodo in cui uscivo con quella mia amica, quella che mi presentò l'educatrice. Con noi, alle volte, usciva una ragazza bellissima, una mia lontana parente: magrissima, occhi verde chiarissimo, lunghi capelli ricci e biondi, viso che sembrava quello di una bambola di porcellana.&lt;br /&gt;Purtroppo non ebbe un'infanzia molto felice e a causa di brutte esperienze passate giocava molto sulla sua bellezza donandosi a tutti. Insomma, la dava come se non fosse sua: marocchini, penso pure arabi, gente appena conosciuta.&lt;br /&gt;Un puttanaio nel vero senso della parola.&lt;br /&gt;Eppure quando le parlavo, quando ci uscivo, quando la invitavo a casa mia, vedevo sempre nei suoi occhi una luce debole ma ancora splendente, una tristezza silenziosa, che la rendeva ancora più bella e misteriosa.&lt;br /&gt;La mia amica, sempre quella dell'educatrice, gelosa della mia amicizia con la ragazza di porcellana, decise (non ricordo come) di farci dividere, facendoci litigare. Non riuscendoci, litigò direttamente lei. &lt;br /&gt;Ancora fragile e sempre più coglione, stetti ai patti della prima, tirando pacca alla Barbie: inventai una scusa per non uscire e andai a casa dell'altra (per praticità, chiamiamola Cretina).&lt;br /&gt;Una volta arrivato a casa di Cretina notai che non eravamo soli ma che c'erano circa altre dieci persone, maschi e femmine, tutti nostri coetanei. Mi fece telefonare a Barbie, che un po' titubante decise di recarsi a casa di Cretina.&lt;br /&gt;Salì in casa e siccome sapevo ciò che sarebbe accaduto di lì a poco la salutai freddamente e le sussurrai: "Scusami..."&lt;br /&gt;Lei mi guardò stranita, non capiva. Cretina fece accomodare sul divano della sua sala Barbie e incominciò a dirle che era una puttana, che non doveva permettersi di portarmi sulla brutta strada, che faceva schifo come persona e che doveva smetterla di chiederle di uscire perchè lei non usciva con le drogate.&lt;br /&gt;Barbie, se non ricordo male, rispose. Non a tono, con gentilezza. Ma subito Cretina la prese per i biondissimi capelli, la scaraventò a terra, le tirò un pugno fortissimo alla schiena. Così forte che ebbi quasi il timore che si fosse rotta la schiena, talmente era magra e fragila. Barbie cercò di difendersi, reagendo, ma invano. A Cretina si aggiunse un'altra, che la prese a pugni, le tirò i capelli e le ruppe un braccialetto d'argento che portava, frantumandolo in piccolissimi pezzi.&lt;br /&gt;La decina di persone si godevano lo spettacolo ridacchiando e sgomitandosi.&lt;br /&gt;Io, in un angolo, mi sentii solo più che mai, piangendo con le mani davanti alla bocca.&lt;br /&gt;Scappai in bagno, chiusi la porta e singhiozzai, tant'è che per un attimo tutti si fermarono, le lottatrici di sumo comprese, per poi riprendere subito la lotta.&lt;br /&gt;Penso che per la prima volta in vita mia pregai intensamente Dio perchè facesse smettere tutto. Chiesi perdono per la mia stupidità: mi sentivo inerme, paralizzato. Volevo reagire ma non sapevo come. Non volevo mettermi contro le mie amiche ma volevo che tutto finisse.&lt;br /&gt;Uscii di nuovo e notai che la lotta era finita. Barbie stava a terra, il trucco sbavato, i capelli alla rinfusa, il braccialetto in mille pezzi e la sua minigonna in jeans tutta strappata. Prese il telefono per chiamare aiuto ma una delle due iene si precipitò addosso a lei, prendendole il telefonino e sbattendoglielo più volte a terra, rompendolo.&lt;br /&gt;Il pubblico si zittì, forse un po' annoiato della violenza che da più di cinque minuti stavano vedendo, e iniziò a distrarsi, parlando come niente fosse.&lt;br /&gt;Le due si calmarono e Barbie riuscì a recuperare il telefonino, ad accenderlo e a chiamare alla mamma. Io la conoscevo, sua mamma: era una donna disperata; sapeva tutto dell'attività sessuale di sua figlia, intensa quanto pericolosa, ma come me, non sapeva che fare, se non struggersi dal dolore telefonando alla mia, piangendo al telefono, chiedendo consigli e consolazione. Piangendo, le disse che stava bene e che fra pochi minuti sarebbe arrivata a casa. Alla parola casa, Cretina e l'altra l'accompagnarono in silenzio in bagno e tirarono fuori il beauty con tutti i trucchi. Una le sussurrò: "Ora truccati e guai se dici qualcosa a tua mamma".&lt;br /&gt;Barbie annuiva, mentre continuava a parlare trattenendo il pianto, con la mamma.&lt;br /&gt;"Giuro che ti ammazzo", le disse l'altra.&lt;br /&gt;Finito di truccarsi e di telefonare, Barbie uscì dal bagno con tutta l'indifferenza di questo mondo, salutò le due come se fossero state sempre sue amiche, non degnò di uno sguardo tutte le altre persone che la guardavano ridendo e ricordo solo che mi guardò, gli occhi rossi e gonfi, il viso distrutto e pieno di tagli, i capelli biondi arruffati, fino a poco prima belli e lucenti e mi disse: "Grazie..."&lt;br /&gt;Poi chiuse la porta e lasciò che il silenzio incombesse per un bel po' in tutta la stanza.&lt;br /&gt;L'ultimo ricordo inerente a quel pomeriggio è io che piango, le mie amiche che mi consolano, la gente che se ne va complimentandosi con le due ragazze e, dopo aver sbattuto forte la porta di casa, un ciuffo di capelli biondi e ricci, bellissimi, volteggiare per il pavimento, andando a posarsi proprio sopra alcune perline, rimasugli di quello che una volta era il braccialetto più bello che avessi mai visto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sentii una merda. Non mi perdonerò mai quella mia paura di intervenire, quel mio silenzio, quella mia immobilità.&lt;br /&gt;Non smetterò mai di chiedere scusa a Barbie, anche se ogni volta che la incontro per strada, triste come una Madonna, mi si avvicina, dicendo che un giorno usciremo assieme come ai vecchi tempi, che devo stare tranquillo, che ha dimenticato e che mi vuole bene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-6145332873520345177?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/6145332873520345177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=6145332873520345177' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6145332873520345177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6145332873520345177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/02/le-mie-cazzo-di-amicizie.html' title='Le mie cazzo di amicizie'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-5063138176589942016</id><published>2010-01-31T11:36:00.000-08:00</published><updated>2010-01-31T12:55:18.538-08:00</updated><title type='text'>Io non ho paura del mio futuro!</title><content type='html'>Sono usciti gli esterni della maturità.&lt;br /&gt;Italiano, inglese, matematica.&lt;br /&gt;Bella merda.&lt;br /&gt;A parte che me la sto facendo addosso già ora, sto seriamente pensando a che cosa potrei fare un domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo scrittore&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrei sempre mettermi lì, su una sedia, e scrivere qualcosa. Tanto ormai anche mia nonna che ha la quinta elementare, a breve, pubblicherà un best seller che farà discutere anche in America. &lt;br /&gt;Potrei scrivere un'autobiografia alla Melissa P., ma ho ancora quel po' di pudore che mi è rimasto in corpo.&lt;br /&gt;O un romanzo d'amore, che a fare il patetico sono tanto bravo.&lt;br /&gt;Sicuramente non un giallo o uno storico. Odio la storia.&lt;br /&gt;Potrei anche scrivere qualcosa in stile Alessandro Baricco o Banana Yoshimoto, due scrittori che adoro: quei concetti astrusi, che secondo me nemmeno loro capiscono, che però piacciono. Scrivere capitoli di due pagine massimo, mettere un vocabolo complicato qua e un altro là, usare i due punti (":") in maniera errata ("Hervé Joncour rimase in piedi, sulla soglia a guardarlo: aspettò che fosse distante una ventina di passi, poi disse - Quando mi direte chi è quella ragazzina?", tratto da &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Seta&lt;/em&gt; di Baricco, Feltrinelli, 6.00 euro) oppure&lt;br /&gt;scrivere in questa maniera&lt;br /&gt;per dare una tonalità&lt;br /&gt;poetica&lt;br /&gt;al testo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo studente universitario&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammesso che io passi la maturità, s'intende. &lt;br /&gt;Studiare dieci anni, distribuire curricula come fossero flyer delle discoteche anche ai barboni di Via Garibaldi, lavorare in qualche call-center o in un bar a macchiare i caffè, lamentarsi con la gente sul pullman su come funziona, al giorno d'oggi, il mondo dell'istruzione e del lavoro, arrivare ai quarant'anni con una caterva di mestieri improvvisati dopo la laurea (fenomeno da baraccone al circo, giocoliere, mimo, giocatore di pallavolo alla Polisportiva di Venaria etc), trovare un coglione interessato a te, lavorare due anni e andare in pensione con l'Alzheimer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il concorrente del Piemonte ad "Affari tuoi"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno inizialmente lo farebbe per ridere. Così, tanto per.&lt;br /&gt;Ma pensa se vinci 500.000 euro.&lt;br /&gt;E chi ti vede più, a Torino?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il gigolò&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che ha comunque il suo perchè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il morto di fame&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedi "Lo studente universitario".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il fidanzato di Veronica Ciardi del "Grande Fratello 10"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto, ormai, uno più uno meno...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il cantante&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ce l'ha fatta il mio idolo Paris Hilton, quella cretina di Loredana Lecciso, Valeria Marini, Kate Moss, Stefania Orlando, Madonna, vuoi che non ce la faccia io (che, tra l'altro, alle elementari sono andato in un vero e proprio studio di registrazione e ho inciso il mio primo LP "Fare musica" che non ha mai ascoltato nessuno)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il vostro blogger preferito&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrei prendere in considerazione l'idea di lavorare per il web. Io scrivo per voi, che visitate il mio blog e per ogni clic guadagno un euro. Oppure aprire quei servizi 48405 per donare via sms un tot, che varia dai 2 euro ai 500 più l'abbonamento settimanale al servizio "Tao" con tutte le mie pillole di saggezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il consulente di psicologia spicciola specializzato nei problemi di cuore&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrei chiedere alla redazione di "Cioè", o di "Tu Style" o di "Eva 4000" di infilare in mezzo alle loro pagine una che gestisco io, dove la gente mi fa delle domande ed io rispondo dando consigli preziosi su amore, amicizia e dintorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo stronzo (o L'amante o Il figlio di puttana)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fidanzo a destra e a manca e in cambio di pranzi, pulizie e prestazioni sessuali mi faccio pagare caro. Molto caro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il coglione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tipo ora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-5063138176589942016?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/5063138176589942016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=5063138176589942016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5063138176589942016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5063138176589942016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/01/io-non-ho-paura-del-mio-futuro.html' title='Io non ho paura del mio futuro!'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-4985455663327747733</id><published>2010-01-25T07:06:00.000-08:00</published><updated>2010-01-25T07:55:49.359-08:00</updated><title type='text'>Deliri by Youtube</title><content type='html'>Per gli smanettoni di Youtube:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=EnOu-ZkbmHU&amp;feature=related&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=4I9o3uPSOmw&amp;feature=related&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco i testi delle canzoni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Pace a tutti. Non siamo più noi che viviamo ma è Cristo che vive in noi. Tutto è vecchio e passato. Il Signore fa cose nuove, in questo nuovo anno. Il Signore prometterà per noi bu...nuove benedizioni, fresche benedizioni, una fresca unzione. Nel nome di Ge...? Sù! Amèn!&lt;br /&gt;Sono un uomo nuovo, rinato io son. Il vecchio uomo è morto con Gesù. Più che conquistar, io Cristo son. Sono un uomo nuovo, Gesù Cristo in me. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Vive e vive, Cristo vive ora in me. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.&lt;br /&gt;Amèn. Cristo vive in noi! Rallegriamoci nel Signore! Alleluja, Cristo vive in noi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Non mi dispiace, non me ne pento, la mia vita appartiene a Gesù. Lui l'ha comprata a caro prezzo, è sua. Gli appartiene.&lt;br /&gt;Non mi dispiace, non me ne pento, ho dato la mia vita a Gesù. Senza il suo amore e la sua presenza non potrei vivere più. E dico addio e alla morte, ciao! Addio al peccato, ciao! Addio a quelle cose che mi tenevano giù. E dico: benvenuto alla vita, amèn! Benvenuto alla gioia, alleluja! Benvenuto alla sua presenza, ora vivo insieme a Gesù.&lt;br /&gt;Alleluja.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volendo, ci sono anche i remix, ma la versione originale è, secondo me, la migliore.&lt;br /&gt;Addio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-4985455663327747733?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/4985455663327747733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=4985455663327747733' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4985455663327747733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4985455663327747733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/01/deliri-by-youtube.html' title='Deliri by Youtube'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1140071842866747005</id><published>2010-01-17T13:45:00.000-08:00</published><updated>2010-01-17T13:51:02.635-08:00</updated><title type='text'>Un triste pensiero</title><content type='html'>A volte, specie di sera, vorrei essere la Libertà del famoso quadro di Ferdinand Victor Eugène Delacroix. &lt;br /&gt;Questa tizia con le zizze all'aria dall'aria così potente. Anche se non è così, per un piccolo istante, guardandola, ti illudi che per lei tutto sia possibile.&lt;br /&gt;Questo pensiero tristacchiotto mi è venuto circa un minuto fa, quando ho guardato l'ora.&lt;br /&gt;22.44&lt;br /&gt;Alle 20:00 mi ero già programmato la serata: studio, lettura, qualche telefonata, film, chattata, letto.&lt;br /&gt;Ho finito, come al solito, con lo stare per un bel po' al telefono. Così ora mi ritrovo in quel classico orario in cui è presto per andare a dormire e tardi per fare qualsiasi altra cosa.&lt;br /&gt;Ciò mi rende triste, il fatto di non poter seguire un programma mi fa impazzire.&lt;br /&gt;Per questo vorrei avere le zizze all'aria e correre come un disperato.&lt;br /&gt;Correre, raggiungere e riacciuffare quel tempo di cui ho bisogno per portare a termine il mio programma.&lt;br /&gt;Quel tempo che tanto - posso correre per quanto voglio - non riavrò più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1140071842866747005?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1140071842866747005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1140071842866747005' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1140071842866747005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1140071842866747005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/01/un-triste-pensiero.html' title='Un triste pensiero'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1315397401194764402</id><published>2010-01-15T11:23:00.000-08:00</published><updated>2011-05-05T17:48:00.899-07:00</updated><title type='text'>Bla bla bla</title><content type='html'>E' sempre bello parlare dei drammi altrui, fregandosene allegramente. &lt;br /&gt;Ora, dopo quel casino che c'è stato ad Haiti, com'è giusto che sia, non si fa altro che parlare del terremoto. Poi, prima ancora di questo, dopo la catastrofe in Abruzzo, i media ci sono andati dentro che più non potevano.&lt;br /&gt;Mi chiedo quindi che casino sia scoppiato dopo la Seconda Guerra Mondiale: quanto ne abbiano parlato, quante persone abbiano fatto orecchie da mercante (allora non esistevano i 48485 e gli sms) o quante abbiano provveduto a fare qualcosa (qualcosa molto generico; mi sembrava bello inserire come opzione un "qualcosa" che fa tanto "impegnarsi per il bene comune").&lt;br /&gt;Come dicevo prima, è sempre bello citare l'accaduto, insultare Hitler o compatire quel povero zingaro puzzolente che è stato spaventato da quei quattro teppisti (che gli hanno nascosto il petardo dentro le buste dell'Auchan).&lt;br /&gt;Ma lo facciamo perchè fa figo o perchè ne sappiamo qualcosa?&lt;br /&gt;Non ci vuole una scienza per capire che Hitler ha fatto fuori un numero fin troppo grande per essere citato di persone. Però questo è solo ciò che sappiamo perchè l'abbiamo letto su Airone o sui libri di storia, perchè i nostri nonni ce lo hanno fatto a fette a furia di ricordarlo o perchè va tanto di moda parlare al passato che qualche rincoglionito di dodici anni, che a malapena sa quando è iniziata la Seconda Guerra Mondiale e ce l'ha a morte con gli zingari solo perchè gli hanno rubato il cellulare, finisce sempre per rinfrescarci la memoria elogiando l'accurata selezione che Adolf ha fatto quando era in vita.&lt;br /&gt;Ma quanti di noi sanno davvero quello che è successo, quanti di noi hanno dato un'occhiata al teatro di questo spietato spettacolo? Quanti di noi hanno alzato il culo da casa per portarlo, per esempio, in Polonia, in un campo di concentramento? &lt;br /&gt;So benissimo che non è vedendo questi posti che uno conosce meglio il passato, ma sicuramente lo capisce. Lo vive. Sembra una cazzata, ma anche respirare l'aria che c'è là sarebbe davvero in grado di aiutarci a vivere al massimo l'accaduto.&lt;br /&gt;Parlo al condizionale perchè ancora non ho avuto l'occasione di andare. Questa, l'ha avuta una mia compagna di classe, perchè la scuola ha deciso che solo un alunno di ciascuna classe avrà quest'opportunità. Perchè, non si sa.&lt;br /&gt;Dunque cerco di tracciare un elenco più o meno completo di quelle che potrebbero essere le motivazioni di questa scelta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 Non tutti potrebbero sopportare la vista di simili atrocità;&lt;br /&gt;2 Costa un botto;&lt;br /&gt;3 Eh, ma no, che poi i genitori rompono durante i Consigli perchè dicono che portiamo i loro figli in un mattatoio;&lt;br /&gt;4 Troppo lontano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Boh, anzitutto non andiamo a vedere in 3D un film horror ma semplicemente i luoghi nei quali si sono verificati gli atti più imperdonabili e schifosi dell'uomo; costa un botto: pazienza, tanto i soldi non li metti tu; se i genitori rompono è perchè, come al solito, sono ignoranti: è giusto che i giovani - che tutti - vengano a conoscenza di ciò che è stato realmente: non è un viaggio alla scoperta della fantascienza; troppo lontano se si va a piedi.&lt;br /&gt;A me ha lasciato un po' perplesso, la faccenda del "paraculato" che ha l'"onore" di andarsene fino in Polonia.&lt;br /&gt;Secondo me sono questi i veri e propri viaggi d'istruzione che un cristiano dovrebbe fare. Un toccasana al nostro buonsenso, al nostro essere!&lt;br /&gt;Ecco: secondo me tutti, prima o poi, dovrebbero andare là. &lt;br /&gt;E poi si parla tanto di: "Ah, no, beh, non capisco come mai la gente neghi così tanto l'accaduto. Di fatto si parla di qualcosa che è esistito veramente! Perchè fare finta di niente, quando invece non facciamo altro che negare il nostro passato?"&lt;br /&gt;A parlare è capace anche il mio letto! Ma poi? Non siamo in estate, che abbiamo bisogno di un po' d'aria: le cazzate risparmiamocele fino a giugno. Luglio, se proprio riusciamo a resistere.&lt;br /&gt;Sono quelli, i posti da visitare! &lt;br /&gt;Invece no: noi andiamo al cinema a vedere "La guerra dei fiori rossi", a pattinare sul ghiaccio, a sentire l'ennesima conferenza sull'anoressia e bulimia, sulla droga e sulla contraccezione e a fare il corso di autodifesa in palestra!&lt;br /&gt;Proprio un bel percorso di crescita e maturazione.&lt;br /&gt;Bello spruzzare euro qua e là per questa e quella attività quando poi basterebbe solo evitare questo tipo di iniziative, tenerci i soldi per noi e rimboccarci le maniche per organizzare un tipo di uscita didattica decente. Che faccia crescere!&lt;br /&gt;Mettiamo due euro per quella conferenza, cinque per ogni lezione di questo corso, dieci per quell'uscita e i soldi sono belli che finiti.&lt;br /&gt;Poi la scuola si lamenta che non tutte le famiglie hanno i soldi disponibili per mandare i propri figli fino in Polonia.&lt;br /&gt;Eh no, brutta stronza.&lt;br /&gt;Troppo facile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1315397401194764402?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1315397401194764402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1315397401194764402' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1315397401194764402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1315397401194764402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/01/e-sempre-bello-parlare-dei-drammi.html' title='Bla bla bla'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1453420490955936680</id><published>2010-01-13T14:06:00.000-08:00</published><updated>2010-01-13T14:21:13.282-08:00</updated><title type='text'>Boh, tu vallo a capire...</title><content type='html'>Un mio amico ha detto che odia fidanzarsi.&lt;br /&gt;Inizialmente ho pensato che, fino a prova contraria, è liberissimo di pensare e scegliere ciò che vuole. Un po' mi è dispiaciuto: è un bel ragazzo. Ma penso che la sua bellezza sia proporzionale alla demenza che gli appartiene.&lt;br /&gt;Come a dire: se ha troppo da una parte, deve avere qualcosa in meno dall'altra. E questo è il suo caso: troppo bello e troppo deficiente.&lt;br /&gt;Vabbè.&lt;br /&gt;Fin qui nulla di strano: magari si trova in un momento un po' così della sua vita, pieno di dubbi, paure, incertezze, cazzi e mazzi.&lt;br /&gt;Poi, però, ha precisato che lui odia fidanzarsi perchè non gli piace proprio la parola fidanzamento. Insomma, una definizione un po' adolescenziale, come se chi dice di essere fidanzato volesse aggiungere: "Capito?"&lt;br /&gt;A me, sinceramente, non dà quest'impressione. Sono fidanzato, punto. Non devo dare spiegazioni a nessuno e soprattutto non vado a sbandierare in giro il fatto che sono fidanzato (a quello ci pensa Facebook).&lt;br /&gt;Dopo avermi dato indirettamente dell'adolescente represso e del tale che ostenta il suo rapporto amoroso (e vabbè, gliela passiamo) ha confessato che lui, per parlare come parlo io, si è fidanzato diverse volte.&lt;br /&gt;Che bello.&lt;br /&gt;"E allora, tanto per intenderci, quando stai con una persona, che cosa dici?"&lt;br /&gt;"Che mi lego. Io non mi fidanzo: mi lego"&lt;br /&gt;Ah beh, così cambia tutto.&lt;br /&gt;Mi ha detto una cosa tipo: "Sì, mi lego perchè il legame è un qualcosa che va al di là del fidanzamento. Anche il termine è più profondo. Mi lego e non mi fidanzo"&lt;br /&gt;Ho colto la palla al balzo e ho risposto che, a parer mio, non devo cercare di smentire a tutti i costi quelli che potrebbero essere i pregiudizi su di me se usassi una certa parola o no.&lt;br /&gt;Figurarsi, c'è chi mi critica solo per sentito dire.&lt;br /&gt;"No, tu non capisci. Nella mia mente non esiste proprio la parola fidanzamento. Solo legame. Legarsi vuol dire stare insieme, giocare insieme, divertirsi, guardarsi, donarsi all'altro..."&lt;br /&gt;Beh, se è per questo io sono molto legato ad Achille.&lt;br /&gt;Il cane di mia nonna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1453420490955936680?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1453420490955936680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1453420490955936680' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1453420490955936680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1453420490955936680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/01/boh-tu-vallo-capire.html' title='Boh, tu vallo a capire...'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-6334735130123310344</id><published>2010-01-11T08:44:00.000-08:00</published><updated>2010-01-11T09:49:08.865-08:00</updated><title type='text'>Pensieri</title><content type='html'>Ho appena sentito la tua voce, e già mi manca. Quel tono così allegro che contrasta il mio "pronto" un po' cupo e malinconico come sempre. Poi mi sciolgo: sento il tuo entusiasmo di sentirmi e tutto muta. Incredibile, come una voce - la tua - possa portare alla mia mente la tua figura. Ricostruendo ogni minimo dettaglio, riesco ad avvertirti nella mia stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'armadio, la maglia che mi hai regalato dopo il nostro weekend al mare. Indossarla quella mattina, in cui l'aria sapeva di mare e di te, fu bellissimo: sapeva di te, del tuo inconfondibile odore. Riuscirei a riconoscerlo tra molti. E' semplicemente tuo, qualcosa che ti caratterizza, che ti contraddistingue.&lt;br /&gt;L'ho lavata una sola volta, senza nemmeno indossarla una seconda.&lt;br /&gt;Non voglio toccarla, voglio lasciarla lì, vederla piegata con cura, una maglia tra tante. E' la cosa più preziosa che tu potessi regalarmi. Certo, tutti gli altri tuoi regali sono stupendi, ma quella maglia in particolare. &lt;br /&gt;Qualcosa di tuo che è diventato mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse vivo in maniera distruttiva questo amore. Ma per me è il primo. Sono sereno, ma anche così triste. Tutto ciò che per me è fondamentale ruota attorno a te: la scuola, gli amici, il teatro. Ormai non ho più nulla di mio. Tutto è rivolto a te. Se studio, è per avere del tempo in più da trascorrere con te. Se vado a teatro, è perchè voglio lasciarti a bocca aperta durante lo spettacolo di fine anno. Se litigo con i miei amici, è per difenderti, in ragione o in torto che tu sia.&lt;br /&gt;La vita è fatta di scelte, mi hanno sempre ripetuto gli altri. E finalmente l'ho capito.&lt;br /&gt;Io ho scelto di mettermi contro tutti, per te.&lt;br /&gt;Ovviamente, non mi riferisco nè ad Andrea nè a Betta, ma a tutti coloro i quali hanno cercato in tutte le maniere di metterci i bastoni fra le ruote.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sai, quello che più mi ha lasciato sorpreso è il fatto che, con te, riesco a sentirmi pienamente felice non solo quando mi guardi, ma anche quando ti guardo. Guardandomi, mi sento protetto. Dentro i tuoi occhi c'è la mia dimora, comoda e ovattata. Sono a casa, al sicuro.&lt;br /&gt;E forse sarà che ormai non riesco più a distinguere ciò che sono io da ciò che sei tu...ma non riesco a sentirmi soddisfatto se anche tu non provi quello che provo io. Anche se essere guardato da me mentre guidi, mentre ceniamo, mentre andiamo a ballare, mentre guardiamo un film al cinema, potrebbe risultarti fastidioso o un gesto immotivato, per me è fondamentale.&lt;br /&gt;E' importante, sapere o comunque darti modo di farti capire che anche dentro al mio sguardo c'è un'oasi di felicità. Solo per te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo quella sera.&lt;br /&gt;Di ritorno da una delle nostre serate, mi hai accompagnato a casa. Prima di scendere mi hai baciato. "Sai, penso di proprio di amarti".&lt;br /&gt;Un tonfo al cuore. Il mondo ha incominciato a tremare. Ho percepito movimenti inesistenti, ho sentito gli alberi crollare, le montagne sommergere tutte le abitazioni. Ecco, penso che forse in quel momento ho conosciuto la morte: non c'ero, non vivevo. Il mio cuore si è fermato, la mia esistenza su tutto il territorio di questo mondo al di fuori dell'interno della tua macchina si è rivelata inutile. Sbagliata, oserei dire.&lt;br /&gt;Infatti, sono rimasto in silenzio, come in attesa che la mia anima tornasse ad abitare il mio corpo tremante ed emozionato.&lt;br /&gt;"Ti amo"&lt;br /&gt;"Lo so, cretino", sono state le mie parole.&lt;br /&gt;Due parole in grado di illuminare e scombussolare al tempo stesso le mie giornate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu, la mia vittoria.&lt;br /&gt;Tu, un premio da parte del destino per averti aspettato per così tanto tempo.&lt;br /&gt;Tu, il re delle mie emozioni, il monarca sulle quali ha il pieno controllo. &lt;br /&gt;Tu, il centro dell'universo. Del mio universo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'odore del tuo respiro e l'impercettibile presenza degli anni che hai trascorso nella tua camera. Il letto, le mura, la tua tv, il computer, il comodino sul quale poggiamo i telefonini, le tue ciabatte Ikea, il tuo orologio digitale che proietta sul muro l'ora, il tuo leggero russare e le tue braccia attorno al mio corpo. Io sveglio, che guardo il soffitto, che mi raggomitolo su di te, che ti abbraccio, poi mi scanso, sento freddo e ti riabbraccio. Mi scopro e mi copri. Dormo con il pollice in bocca, ti alzi, vai a bere, ritorni, mi guardi, ti siedi senza fare rumore, mi riabbracci e mi ricopri.&lt;br /&gt;E poi i nostri corpi si uniscono. Il tuo sudore, il tuo sapore. I miei gemiti, il tuo respiro. La camera silenziosa, il letto che all'improvviso diventa una prigione. La mia passione che trabocca, la mia voglia di essere posseduto da te. I tuoi baci, le carezze. Poi pausa. E si ricomincia - uno, due, tre, quattro, cento, mille volte. Mi sento tuo - sono tuo. Un lieve dolore e poi di nuovo il piacere, che puntuale scorre nel mio corpo. Lo rende vivo. &lt;br /&gt;Il mio senso di colpa, la paura di non so cosa. Inizio a tremare. Ti alzi dal letto, accendi la stufa ma niente, continuo a tremare. Allora mi copri. Niente da fare. Mi abbracci, racchiudi i miei piedi freddi dentro le tue gambe. Ti metti sopra di me. E poi ti sento preoccupato, non sai come fare.&lt;br /&gt;Giuro, te lo giuro sulla mia stessa vita: non so cosa mi capita. Il mio corpo prende a tremare senza motivo. Ma io non ho freddo, credimi, davvero, non ho freddo. Solo...Tremo.&lt;br /&gt;Passo l'intera notte a tremare e scopro che, mordendomi la lingua e posizionando la lingua sul palato riesco a tenerlo immobile. Ma mi fa un male atroce, tenere la lingua in questa posizione. Così mi allontano, ma tu mi riprendi. Sembra un gioco ma non lo è, perchè davvero sto male, quando mi rendo conto che non riesci ad impedirmi di tremare.&lt;br /&gt;Secondo me è la paura di stare con te, che da un momento all'altro tu mi possa abbandonare, che questo tuo sentimento scompaia con la stessa velocità con il quale è arrivato. Quando penso a queste cose, preferirei non esistere.&lt;br /&gt;Eppure, da una parte, questo caos emotivo, questa crisi, questo tremolio mi fanno bene. Mi rendono vivo e quando non ci sono, mi mancano.&lt;br /&gt;Mi sto autodistruggendo.&lt;br /&gt;Mi stai distruggendo.&lt;br /&gt;Non posso impedire che ciò accada.&lt;br /&gt;E quindi tremo, tremo, tremo.&lt;br /&gt;Secondo una mia amica, ho paura di lasciarmi andare.&lt;br /&gt;No.&lt;br /&gt;Secondo i pareri più ovvi, ho freddo.&lt;br /&gt;Nemmeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lo so, è che ti amo.&lt;br /&gt;Sento questo quando mi sveglio, quando mi telefoni e vorrei rispondere ad ogni tua domanda "Sì. Ti amo.", quando non so che pensare mi dico semplicemente "Enrico, ti amo".&lt;br /&gt;Sì, ecco, ti amo.&lt;br /&gt;Secondo me è per questo, che tremo. &lt;br /&gt;Provo troppe emozioni, ti vivo troppo. Ogni tua cellula. Ogni tua parola è per me ossigeno.&lt;br /&gt;Secondo me è per questo, che non riesci a non farmi tremare.&lt;br /&gt;Non possiamo nulla, contro l'amore.&lt;br /&gt;Nemmeno il tuo amore può placare il mio Amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti amo universalmente,&lt;br /&gt;con tutto me stesso,&lt;br /&gt;con ogni mia cellula.&lt;br /&gt;Ti respiro,&lt;br /&gt;ti sento,&lt;br /&gt;ti vivo,&lt;br /&gt;mi riempi,&lt;br /&gt;mi completi,&lt;br /&gt;mi appartieni,&lt;br /&gt;ti appartengo,&lt;br /&gt;mi costituisci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti amo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-6334735130123310344?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/6334735130123310344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=6334735130123310344' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6334735130123310344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6334735130123310344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/01/pensieri.html' title='Pensieri'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-8643982502895162670</id><published>2010-01-09T05:48:00.000-08:00</published><updated>2010-01-09T08:35:48.281-08:00</updated><title type='text'>Nome e Cognome e Così e Cosà</title><content type='html'>Qualche settimana fa ho ricevuto una strana telefonata.&lt;br /&gt;Ero a scuola guida, quando ancora me la facevo sotto per l'esame di teoria (che ho passato brillantemente). Mi trovavo in sala computer e sbirciavo le risposte corrette dal pc della mia vicina. &lt;br /&gt;A un certo punto, mi vibra il telefono. Controllo il numero chiamante e vedo una serie di cifre strane. Tipo un +790123456789 e 10. Un po' titubante, rispondo. Sai com'è, già non ho soldi nel telefono, ci manca solo che mi chiamino dal Burkina Faso, dove lo scatto alla risposta ti costa tipo 5 euro. &lt;br /&gt;Dall'altro capo del telefono un tale mi saluta urlando. Urlando, giuro. Tant'è che tutti si girano verso di me, talmente si è sentito.&lt;br /&gt;"Ciao. Scusa, senti, ascolta, puoi abbassare la voce? In teoria non potrei rispondere"&lt;br /&gt;"Ah, boh, scusa. Ciao. Sei Stefano?" mi fa.&lt;br /&gt;"Seh. Perchè?"&lt;br /&gt;"No, guarda, ti spiego."&lt;br /&gt;"Sì. Spiegami."&lt;br /&gt;"Allora. In pratica, noi abbiamo visto le tue foto e ci sei subito piaciuto. Voglio fare questa premessa, non si sa mai."&lt;br /&gt;Questo stronzetto non si era ancora presentato.&lt;br /&gt;E per di più: noi, chi? Foto, quali? E soprattutto: dove?&lt;br /&gt;"Anzitutto chi sei?", domando.&lt;br /&gt;"Ah già, mi chiamo Nome e Cognome"&lt;br /&gt;"Capito. E nel tuo 'noi' chi c'è?"&lt;br /&gt;"Io e il mio collega Nome e Cognome"&lt;br /&gt;Mi ha spiegato che i due amici lavorano assieme. Ma dai, pensavo fossero i fratelli di Rita Dalla Chiesa. Inoltre, ha detto che ha visto le mie foto su Facebook e sia lui sia Nome e Cognome mi hanno trovato molto carino.&lt;br /&gt;Dunque, questi due erano tra i miei amici. Comprensibile: mi manca solo avere in lista Topolino e sono a posto. &lt;br /&gt;Li ho ringraziati molto, per gli apprezzamenti. Ma ancora non ho capito per quale dannato motivo mi abbiano telefonato. &lt;br /&gt;Un'orgia?&lt;br /&gt;Un calendario in bianco e nero con le chiappe all'aria?&lt;br /&gt;No. Mi hanno spiegato che tra i tanti loro amici - pensa un po' - hanno scelto me. Sì, proprio me: loro sono due registi e hanno deciso di girare un film dando a me la parte del protagonista!&lt;br /&gt;Guarda un po' che botta di culo, che ho avuto.&lt;br /&gt;Due registi sconosciuti, uno più cretino dell'altro, ricchioni per giunta, sono capitati per caso nel mio profilo di Facebook e anzichè informarsi su di me (che ne so: so recitare? So sculettare? Sono timido o ho dimestichezza con il teatro? So dire "foglia" anzichè "foia"?) hanno deciso di assegnarmi la parte del protagonista.&lt;br /&gt;Ma che film sarà?&lt;br /&gt;Glielo chiedo.&lt;br /&gt;"Guarda, dobbiamo ancora decidere"&lt;br /&gt;Ah, bene.&lt;br /&gt;"Però diventerà famosissimo. Lavoreremo con Regista Sconosciuto e Regista Fallito. Conosci?"&lt;br /&gt;"Come no" Ovviamente non ne conoscevo manco uno. Anzi, secondo me se li era pure inventati.&lt;br /&gt;Morale della favola: siccome dovevo chiudere, ho detto di chiamare più tardi.&lt;br /&gt;"No, fai una cosa: quando sei libera squilla a questo numero che ti chiamo."&lt;br /&gt;Basito, chiudo il telefono. &lt;br /&gt;Due registi gay, invaghiti dal mio aspetto fisico, mi hanno scelto per girare un film che non ha nemmeno un titolo, una trama, niente. E' un progetto. Merda ancora in attesa di uscire dal culo.&lt;br /&gt;In ogni caso, per un brevissimo momento, vedo nella mia mente il mio corpo vestito di un abito in pelle, stile sadomaso, le mie labbra a culo di gallina e gli occhi con sguardo languido che guardano verso la telecamera. Mi vedo tipo famoso, tipo Velina e sogno tanto di stringere la mano a Paris Hilton.&lt;br /&gt;Ma è tutto un attimo, davvero, perchè poi mi metto a fare questi benedetti test di scuola guida.&lt;br /&gt;Più coglione di quello che mi ha chiamato, decido, una volta tornato a casa, di fargli lo squillino e aspettare quasi con ansia la telefonata del signor Fellini.&lt;br /&gt;Che arriva il giorno dopo, per le due di pomeriggio.&lt;br /&gt;Rispondo.&lt;br /&gt;"Ciao. Ho ricevuto una chiamata da questo numero. Con chi parlo?"&lt;br /&gt;"Con Stefano"&lt;br /&gt;"E chi è?"&lt;br /&gt;"Quel cretino che ieri ti ha detto che non poteva parlare"&lt;br /&gt;"Scusa?"&lt;br /&gt;"Quel cretino che ieri ti ha detto che non poteva parlare"&lt;br /&gt;"Forse ti confondi, io non ho proprio chiamato nessuno..."&lt;br /&gt;O era cretino lui, o ero deficiente io, o quel coglione soffriva di amnesia.&lt;br /&gt;Penso tutte e tre le ipotesi.&lt;br /&gt;Siamo andati avanti così per un po' e siamo giunti alla conclusione che lui non mi ha mai chiamato (la voce era la stessa, il numero pure), che ho inventato tutto e se per piacere posso evitare di disturbare ulteriormente perchè lui, a differenza mia, lavora e ha un macello di roba da fare.&lt;br /&gt;"Ok, ciao", concludo.&lt;br /&gt;Suca.&lt;br /&gt;Il giorno seguente, mi richiama mentre sono a scuola.&lt;br /&gt;"Ciao Stefano!"&lt;br /&gt;"Mh"&lt;br /&gt;"Ieri non ti sei più fatto sentire...Comunque il film si chiama Così e Cosà. Abbiamo scelto questo titolo per incuriosire il pubblico."&lt;br /&gt;"Mh"&lt;br /&gt;"Comunque, visto che ti vedo interessato, ti spiego meglio: gireremo il film in almeno 8 mesi giù a Bari. Che ne dici?"&lt;br /&gt;"Min...mizzeca. E' lontano e dura troppo. Ti ricordo che io sono a scuola, studio. E a casa non mi lascerebbero mai."&lt;br /&gt;"Beh, che c'entra? Per girare un film ci vuole questo tempo. Altri ragazzi, che tempo fa ne hanno girati di diversi con noi, sono stati per tutto quel tempo giù a Bari. Tanto ospitiamo direttamente io e Nome Cognome, quindi puoi stare tranquillo"&lt;br /&gt;Sicuro. Tanto voi siete solo pervertiti.&lt;br /&gt;"Guarda, ti faccio sapere, ok?" = No.&lt;br /&gt;"Ok. Ti chiamo io domani. Mi farai sapere qualcosa?"&lt;br /&gt;"Sicuro."&lt;br /&gt;"Allora a domani. Ciao Domenico!"&lt;br /&gt;"Stefano..."&lt;br /&gt;"Ah, sì, Stefano! Scusa! Ciao!"&lt;br /&gt;Click.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente il tale non ha più chiamato. Meno male.&lt;br /&gt;Boh, io non so più che pensare.&lt;br /&gt;Ditemi voi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-8643982502895162670?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/8643982502895162670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=8643982502895162670' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8643982502895162670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8643982502895162670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/01/nome-e-cognome-e-cosi-e-cosa.html' title='Nome e Cognome e Così e Cosà'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-5296618661786930996</id><published>2010-01-03T09:40:00.001-08:00</published><updated>2010-01-03T09:49:25.009-08:00</updated><title type='text'>Pane, amore e sale in zucca</title><content type='html'>Io, francamente, mi sono un po' rotto le balle delle rubriche rosa che ci sono nei settimanali.&lt;br /&gt;Toh, vi faccio un esempio: "Dipiù".&lt;br /&gt;Mia mamma, come ogni settimana, compra dal giornalaio questo settimanale che, comunque, per 1 euro, è abbastanza ricco. Argomenti di attualità (sempre brutte notizie), pettegolezzi sulle star hollywoodiane (tacchi rotti di Valeria Marini, calze a rete bucate di Heater Parisi), qualche ricerca scientifica campata in aria dalla classica coppia di scienziati sconosciuti (da adesso, l'aceto fa bene per combattere la glicemia, scopazzare qua e là con il marito rafforza l'intesa sessuale della coppia, andare in giro vestita da scout aumenta la tua autostima), i commenti di Platinette su un tot di personaggi dello spettacolo (come se un mostro con la parrucca e il rossetto sbavato rappresentasse la Bocca della Verità) e gli immancabili cruciverba e sudoku che oggi vanno tanto di moda.&lt;br /&gt;Quello che più mi fa imbestialire non è tanto il fatto che ci siano questi tipi di contenuti ( anche perchè faccio tanto il perbene quando invece, parlando schiettamente, preferisco leggere l’elenco dei nomi dei cagnolini di Paris Hilton che il curriculum vitae di Rita Levi Montalcini) ma leggere sempre le stesse trite e ritrite storie d’amore di quattro povere deficienti che scrivono in lacrime a Francesco Alberoni.&lt;br /&gt;A me Alberoni piace tantissimo. Lo stimo molto: ha studiato per anni e anni, insegna sociologia, ha scritto una miriade di libri molto interessanti e dà consigli semplici e per niente banali.&lt;br /&gt;Ho persino letto “Innamoramento e amore” e devo ammettere che nonostante ci abbia capito ben poco mi è piaciuto molto e ho tratto qualche insegnamento. Non a caso porto avanti una relazione che dura da un bel po’ e sono felice come una pecora.&lt;br /&gt;C’è solo un piccolo particolare: non condivido alcuni suoi pensieri. Bisogna però riconoscere che io sono un cretinetto di 18 anni, che solo perché nel tempo libero legge qualche libro di psicologia e la studia da quasi cinque anni si crede chissà chi.&lt;br /&gt;Lui, invece, è chissà chi.&lt;br /&gt;In ogni caso, per quanto possano essere criticati e messi in discussione dalla scienza, i miei pensieri rimangono pur sempre miei.&lt;br /&gt;Nonostante tutto, leggo quasi con divertimento e curiosità tutte queste letterine che gli arrivano. Mi consolo: non sono l’unico ad aver collezionato una caterva di dementi e quindi chiudo il giornale con un sorriso. &lt;br /&gt;Quello che però mi scoccia è dover leggere sempre le solite cose. Uno, leggendo una rubrica che va avanti da mesi, si aspetta di trovare casi diversi: nuove storie d’amore fallimentari, nuovi motivi per prendere a testate il muro. E invece no: si parla solo di un’unica cosa.&lt;br /&gt;Io sono innamorata di lui ma è sposato.&lt;br /&gt;Gira e rigira il nocciolo della lettera è sempre quella.&lt;br /&gt;Tutte le storie raccontate hanno più o meno queste caratteristiche:&lt;br /&gt;- a scrivere ad Alberoni sono sempre donne che hanno un’età compresa tra i 40 e i 60 anni;&lt;br /&gt;- trascinano stancamente una storia matrimoniale che più non funziona, perché il marito è un maniaco del gioco d’azzardo, perché ha un’altra e lei lo sa ma non può dirlo perché poi lui si incazza e la molla e poi comunque sotto sotto, a modo suo, lui la ama, perché è sordo, perché è cieco, perché è morto;&lt;br /&gt;- casualmente, al lavoro o al corso di cucito incontrano sempre il classico tipo figo, del quale si innamorano;&lt;br /&gt;- questo, però, ironia della sorte, è sposato;&lt;br /&gt;- però la frequenta;&lt;br /&gt;- a lei gliene sbatte, perché prova sentimenti troppo forti, autentici, nessuno l’ha mai guardata così, nessuno le ha mai detto che con i capelli raccolti sembra più giovane o addirittura nessuno le ha mai parlato;&lt;br /&gt;- lei dichiara il suo amore;&lt;br /&gt;- lui sparisce;&lt;br /&gt;- lei lo tartassa;&lt;br /&gt;- lui ritorna;&lt;br /&gt;- scopano;&lt;br /&gt;- lui confessa che è sposato, ha quattromila figli, il più grande è a Hong Kong o in Biafra ad aiutare i bimbi poveri e quindi ha già tanti cazzi per la testa a cui pensare;&lt;br /&gt;- lei rimane in silenzio quando dovrebbe come minimo prenderlo a capate;&lt;br /&gt;- lui, quindi, aggiunge dolcemente: “Non vorrai allungare l’elenco dei miei problemi, baby?”&lt;br /&gt;- lei: “No, per carità, figurati. Accetto la tua onestà. Comunque, siccome con te provo questo e quello, possiamo rimanere amici o, saltuariamente, trombare come Dio comanda”;&lt;br /&gt;- lui accetta (che novità);&lt;br /&gt;- lei pure;&lt;br /&gt;- poi si alza la mattina e scrive ad Alberoni dicendo che lui le dice che l’ama, che senza lei la sua vita non avrebbe senso ma ancora non ha mollato la moglie e non ha parlato di lei ai figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro amico sociologo, analizza la situazione e le consiglia sempre la stessa cosa: “Signora, se vuole trombare con quest’uomo, trombi. Lui, in fondo, è stato sincero con lei. E lei deve apprezzare la sua onestà. Perciò cerchi di non elemosinare l’amore di quest’uomo, perché, siccome io sono un sociologo, siccome insegno sociologia e siccome ho pubblicato tantissimi libri, le posso assicurare che l’amore è un sentimento che non si elemosina. L’unica cosa che può fare è quella di non fargli pressione, aspettare come una deficiente che lui si accorga di lei e, intanto, darle la sua dose di fica mensile, che gli spetta. Giustamente.”&lt;br /&gt;Ecco, questi pensieri non li condivido.&lt;br /&gt;Se Germana, Giuseppina, Arpalice o Vincenzina scrivesse a me una lettera simile, penso che ringrazierei il cielo per aver ricevuto una sua lettera e non la sua presenza.&lt;br /&gt;L’ammazzerei di botte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccola deficiente, &lt;br /&gt;con tutti i problemi che hai, le delusioni che ti sei beccata, dovevi proprio prenderti una sbandata per quest’uomo? Che poi, spiegami, che diavolo ci fa, ad un corso di cucito?&lt;br /&gt;Leggendo la tua lettera, ho capito che sei una persona molto frustrata ed insicura. Che vive molto della serie: “se i problemi non arrivano, rimbocchiamoci le maniche e andiamo a cercarle con il lanternino!".&lt;br /&gt;Mi spiace, ma purtroppo di storie come la tua, il mondo è pieno.&lt;br /&gt;Che ne dici, tipo, di aprire gli occhi e scegliere di frequentare, tra i sei miliardi di uomini che ci sono, un tale decente, simpatico, sincero e magari (un’ipotesi) single?&lt;br /&gt;Lo so che è bellissimo incappare in uomini che sembrano irraggiungibili, perché danno un po’ di senso alla tua insulsa vita. Però, diamine, non vedi che a cinquant’anni suonati sei ancora qui a piagnucolare per un demente che nemmeno ti considera?&lt;br /&gt;Che ti confessa di essere sposato solo dopo aver fatto sesso con te?&lt;br /&gt;Che ti promette mare e monti quando come un baccalà l’aspetti vestita di tutto punto e lui purtroppo ha avuto un contrattempo (per esempio festeggiare l’anniversario con quella cornuta di sua moglie)?&lt;br /&gt;Che varie ed eventuali?&lt;br /&gt;Perciò, bellezza:&lt;br /&gt;- non dargliela;&lt;br /&gt;- non accettare la situazione, neanche se senti che col tempo potrebbe andarti bene e potresti abituartici: questa non è una situazione, ma una gran presa per il culo;&lt;br /&gt;- non rispondergli al telefono, quando (se) ti chiama;&lt;br /&gt;- ammazzalo di botte;&lt;br /&gt;- scrivi il suo numero di telefono (di casa, però) nei cessi di Porta Nuova;&lt;br /&gt;- fatti furba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con tutta la schiettezza di questo mondo,&lt;br /&gt;il tuo saccente preferito,&lt;br /&gt;Stefano Aiello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, davvero, non possiamo andare avanti così.&lt;br /&gt;Noi (plebe) a leggere sempre queste storie.&lt;br /&gt;Gli altri (psicologi, sociologi, psichiatri, psicoterapeuti, studiosi, ciarlatani) a rispondere sempre le stesse cose alle lettere che ricevono.&lt;br /&gt;Voi (donzelle) perché già la vita è triste di suo e piena di problemi che puntualmente si piazzano davanti a noi tutti i giorni: almeno, se avete la possibilità di scegliere se avere un problema o evitarlo, seguite la seconda.&lt;br /&gt;Insomma, non rompete i coglioni.&lt;br /&gt;Detto molto schiettamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-5296618661786930996?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/5296618661786930996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=5296618661786930996' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5296618661786930996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5296618661786930996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2010/01/pane-amore-e-sale-in-zucca.html' title='Pane, amore e sale in zucca'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-8131826019825513316</id><published>2009-12-29T06:21:00.001-08:00</published><updated>2009-12-29T06:26:57.782-08:00</updated><title type='text'>Correzione del test di grammatica</title><content type='html'>Vi ho dato fin troppo tempo. Altro che 15 minuti.&lt;br /&gt;Ecco riportata la correzione degli esercizi che vi ho assegnato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno coglione è maschile. Dunque si manda a stendere l'elisione e si usa il troncamento. Diventa, perciò, un coglione. La risposta esatta è: "un coglione"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una insulina è femminile. Quindi: elisione. La risposta esatta è: "un'insulina"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno deficiente è maschile. La risposta esatta è: "un deficiente"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una ecografia è femminile. La risposta esatta è: "un'ecografia"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno uomo è maschile. La risposta esatta è: "un uomo" (Anche se, come testimoniano le mie esperienze con i maschietti, non so fino a che punto siano maschili...Ma vabbè)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una agonia è femminile. La risposta esatta è: "un'agonia"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una ipocrisia è femminile. La risposta esatta è: "un'ipocrisia"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno insegnante è maschile. La risposta esatta è: "un insegnante"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una insegnante è femminile. La risposta esatta è: "un'insegnante"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno idiota è maschile. La risposta esatta è: "un idiota"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una minchiona è sempre una minchiona. Non si può sopprimere la "a". La risposta esatta è: "Una minchiona è sempre una minchiona"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una anemone è femminile. La risposta esatta è "un'anemone"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-8131826019825513316?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/8131826019825513316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=8131826019825513316' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8131826019825513316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8131826019825513316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/12/correzione-del-test-di-grammatica.html' title='Correzione del test di grammatica'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-4147172951625259053</id><published>2009-12-26T14:37:00.000-08:00</published><updated>2009-12-26T16:15:23.434-08:00</updated><title type='text'>Lezioni di grammatica gratis</title><content type='html'>Benvenuti al primo appuntamento della rubrica "Lezioni di grammatica gratis".&lt;br /&gt;Urge fare una premessa, prima che "Striscia la notizia" mi etichetti come intramontabile piciu o che, mal che vada, qualcuno mi prenda per coglione o saccente e mi ammazzi a pietrate in testa (siamo ancora nel giorno di S. Stefano (mio onomastico (Auguri!))e, guarda caso, Santo Stefano non fu solo il primo martire ma morì lapidato).&lt;br /&gt;Quello che voglio dire con questa premessa è che so benissimo che spesso faccio strafalcioni colossali, che magari non coniugo bene i verbi o che confondo una lettera per un'altra. Quindi, non segnalatelo e non segnalatemelo.&lt;br /&gt;Quello che però più mi fa salire la carogna è che ci sono giornalisti, scrittori e compagnia bella che ancora non hanno capito che "un'" si riferisce solo a nomi di genere femminile.&lt;br /&gt;Sappiamo tutti quanto non sia scorretto ma "scomodo" dover scrivere o pronunciare "uno uomo" o "una agonia". Per questo, da tantissimo tempo, esiste una comoda soluzione per evitare di essere scambiati per un indiano. Il troncamento (per i maschietti) e l'elisione (per le femminucce).&lt;br /&gt;Il troncamento, detto papale papale, è l'eliminazione dell'ultima vocale di una parola che precede un'altra parola iniziante o per vocale o per consonante. Vale, come ho già detto, solo per i maschietti. &lt;br /&gt;Perciò, "uno uomo" - che, comunque, ripeto, è giusto, ma non si usa molto - diventerà magicamente "un uomo"!&lt;br /&gt;L'elisione, invece, vale per le femminucce. E' la soppressione della vocale finale di una parola che ne precede un'altra che inizia con una vocale. Ciò che distingue l'elisione dal troncamento è la presenza dell'apostrofo. Quindi, "una agonia" diventa "un'agonia". Quando, però, si deve andare a capo, non si scrive mai "un'" e poi si riporta all'inizio dell'altro rigo il nome a cui l'articolo indeterminativo si riferisce. Si scrive "una" e poi, a capo, l'altra parola. Lo so, fa schifo, ma si fa così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco fa, leggendo un fascicoletto sull'amore - che a dir la verità mi ha preso molto e adesso, come se già non lo facessi, vedo solo cuoricini ovunque e il russare di mia nonna, che sta dormendo alle mie spalle, sembra quasi il canto degli usignoli - mi sono imbattuto in una frase in grassetto che mi ha lasciato di stucco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Amo un uomo, ne sogno un'altro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altro.&lt;br /&gt;Già.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ha dato tremendamente fastidio. Non sto scherzando. Ho davvero interrotto la lettura, all'improvviso mi è passata la voglia di proseguire il capitolo. Incredibile come un cazzo di apostrofo possa mandare in frantumi la tua voglia di leggere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Onde evitare questi (piccoli ma per niente trascurabili) inconvenienti, presento qui una serie di esercizi da fare a casa, in autobus, in treno, al cesso, al ristorante o in qualsiasi altro posto, per verificare se ho perso tempo e spazio nello spiegare queste nozioncine da prima elementare (in poche parole, per vedere se non avete capito un tubo) o se questa piccola lectio brevis vi è servita e magari mi promettete che d'ora in poi scriverete meglio.&lt;br /&gt;Basta solo stampare questo intervento, ritagliarlo seguendo la linea tratteggiata, fare gli esercizi (possibilmente senza copiare dal vicino o senza sbirciare la spiegazione che ho fatto qualche rigo più su) ed aspettare la correzione prima di pulirti il sedere.&lt;br /&gt;Poi, del foglietto, potrai farne quello che vuoi.&lt;br /&gt;Anche i riti vudù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------------Ritagliare qui------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;uno coglione = .............&lt;br /&gt;una insulina = .............&lt;br /&gt;uno deficiente = ............&lt;br /&gt;una ecografia = ............&lt;br /&gt;uno uomo = ............(se sei stato/a attento/a alla lezione di prima sai cosa diventa!)&lt;br /&gt;una agonia = ............ (idem!)&lt;br /&gt;una ipocrisia = ............&lt;br /&gt;uno insegnante = ............&lt;br /&gt;una insegnante = ............&lt;br /&gt;uno idiota = ............&lt;br /&gt;una minchiona = ............&lt;br /&gt;una anemone = ............&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon lavoro. (tempo disponibile: 15 min. max.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------------Ritagliare qui------------------------------&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-4147172951625259053?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/4147172951625259053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=4147172951625259053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4147172951625259053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4147172951625259053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/12/lezioni-di-grammatica-gratis.html' title='Lezioni di grammatica gratis'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-5283001484705741837</id><published>2009-12-21T06:34:00.000-08:00</published><updated>2009-12-21T09:23:19.913-08:00</updated><title type='text'>Alcuni cazzi miei</title><content type='html'>&lt;strong&gt;1. Se stai dormendo e qualcuno ti chiama cosa dici? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Difficile che io senta il telefono squillare, quando dormo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2. Ti andrebbe di parlare con qualcuno con cui non parli da un pò?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ora come ora, no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3. Sei incazzato con l'ultima persona che ti ha chiamato?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nel senso di telefonato: Enrico, no.&lt;br /&gt;Nel senso di "Stefanooo, è pronto il caffè": Nonna, no.&lt;br /&gt;Quindi: no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4. Speri che cambi qualcosa nel prossimo mese? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sono sempre ottimista. Staremo a vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;5. Sei pronto all'inverno? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Certo. Chi non amerebbe andare in giro con le stalattiti di ghiaccio sul naso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;6. Se potessi uscire di casa adesso dove andresti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Col freddo che fa, se proprio dovessi uscire di casa, penso che me ne andrei a fare in culo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;7. C'è qualcosa di rosa a meno di 1 metro da te? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il mio naso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;8. Hai mai dormito in un letto con qualcuno del sesso opposto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sì, ma tanto non le conosci, quindi non ti dico chi sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;9. Cos'hai fatto la scorsa notte?&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Sono andato al Queever. Ho mangiato, bevuto, ballato, dormito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;10. Sei rinchiuso in una stanza col tuo peggior nemico x 3 giorni, cosa fai? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anzitutto: che cazzo ci faccio in una stanza, col mio peggiore nemico, per starci tre giorni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;11. Questa settimana hai baciato qualcuno x cui provi qualcosa?&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Beh, sai com'è...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;12. Se potessi avere qualsiasi cosa ora, che vorresti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Occhiali occhiali occhiali occhiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;13. Pensi di essere una persona litigiosa?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'acqua mi bagna, il vento mi asciuga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;14. Come sta il tuo cuore ultimamente?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sano come un pesce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;15. Perdoni facilmente?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;No. (Cazzi vostri)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;16. Come sono i tuoi capellii?&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Corti, tipo sparati (sì, ma tipo), castano scuro ma dico neri per praticità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;17. Ti importa delle persone che ti odiano senza motivo? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Che anneghino anche nel Po.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;18. Dov'è il tuo cellulare?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Qui&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;19. Preferisci capelli chiari o scuri nell'altro sesso?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Rapati, tiè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;20. Sei mai svenuto? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;No, ma ho finto di farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;21. Ricordi l'ultima volta che ti è piaciuto davvero qualcuno?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Certo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;22. Qual è la prima cosa che fai appena entri in casa?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vado in cucina. Senza motivo, così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;23. Hai una buona vista? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;24. Sei gelosa? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Possessivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;25. Cosa pensi dei complimenti? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dipende: se infondati e insistenti, fastidiosi.&lt;br /&gt;Sennò ben accetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;26. Entrando nella tua camera quali sono le cose che si notano di più?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I poster, le candele, i libri, il lampadario vecchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;27. Quante volte ti guardi allo specchio?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ogni volta che ci passo davanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;28. Se potessi scambiare l'italiano con un'altra lingua da saper parlare alla perfezione quale sarebbe? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'alfabeto morse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;29. I tuoi pantaloni preferiti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quelli neri o bianchi, che mi fanno il culo. Essendo piccino picciò non si vede mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;30. Le tue scarpe preferite? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le più nuove, quelle acquistate da Scarpe&amp;Scarpe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;31. Meglio i capelli castani o i capelli biondi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Fuxia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;32. Gli occhi chiari o gli occhi scuri?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Scavati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;33. Meglio il cinema o un Dvd a casa?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dipende con chi. Eh eh eh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;34. Meglio le foto o i video?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le foto, possibilmente recenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;35&lt;strong&gt;. Cosa pensano di te le persone che non ti sopportano?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Boh, chiediglielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;36. Cosa pensa di te il/la tuo/a partner o cosa pensava un/una tuo/a ex?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il partner, mi ama.&lt;br /&gt;Gli ex, non son so se sappiano pensare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;37. Stai pensando a qualche persona in questo momento?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;38. Sei felice?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Massì, dai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;39. Sei paranoico/a?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Seh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;40. Hai fiducia in te stesso/a?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;No.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;41. Sei una persona sicura di te?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Come sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;42. Hai detto la verità in queste domande? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Con quel che ho da perdere, direi di sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;43. Prima cosa che ti viene in mente:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ho fame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;44. Hai la ragazza:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sì, tua sorella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;45. Londra o New York: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tokyo, con i giapu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;46. Bikini o costume intero: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Metto solo bikini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;47. 883 o Ramazzotti: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Una pippa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;48. Qual è la canzone più dolce che ti viene in mente in questo momento?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;"What if" di Ashley Tisdale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;49. Che libro stai leggendo: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;"Battle Royal" di Koushun Takami. Fichissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;50. Smallville o O.C.?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;XOXO Gossip Girl.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;51. Sei timido:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Moltizzimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;52. Com'è la tua camera:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Piccola, color celeste e marrone scorreggia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;53. Con chi hai litigato l'ultima volta:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Penso con mia madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;54. Ti trucchi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sempre, specie il sabato sera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;55. Ti sei mai innamorato?:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Hai voglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;56. Anche al punto di piangere:&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Hai voglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;57. Cinema o Teatro:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mi piacerebbe dire teatro per fare il fico, ma tanto non ci vado mai. Cinema!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;58. Ti ritieni fortunata:&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Mah, mah.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;59. Come ti senti:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tristanzuolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;60. Frutto:&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Caco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;61. Primo cellulare:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un Telit modello Tyrannosaurus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;62. Primo/a migliore amico/a:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Betta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;63. Primo sport frequentato:&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Nuoto, 2 lezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;64. Prima vacanza: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Rimini, credo. Credo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ORA:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mangi:&lt;/strong&gt; In media, quattro volte al giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Online:&lt;/strong&gt; Solo su MSN.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ascolti:&lt;/strong&gt; Di tutto un po'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pensi:&lt;/strong&gt; Solo quando vado a scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vorresti:&lt;/strong&gt; Certo, lo dice anche Schopenhauer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Guardi:&lt;/strong&gt; In prevalenza, film horror. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;HAI MAI...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fumato: &lt;/strong&gt;Sì, ma faceva schifo. Una puzza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scappato di casa:&lt;/strong&gt; No.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ti sei mai rotto un osso:&lt;/strong&gt; Un pollice e un mignolo della mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fatto una radiografia:&lt;/strong&gt; Sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Spezzato il cuore a qualcuno:&lt;/strong&gt; Boh, chiedi in giro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fatto intristire qualcuno:&lt;/strong&gt; Boh, chiedi in giro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pianto quando è morto qualcuno:&lt;/strong&gt; No.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pianto a scuola:&lt;/strong&gt; Sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CREDI IN:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dio:&lt;/strong&gt; Quando mi conviene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Miracoli: &lt;/strong&gt;Io non credo nei miracoli, tu stato per me l'eccezione. Anche solo per un attimo, ma sai che ci ho creduto in noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Amore a prima vista:&lt;/strong&gt; Ma sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fantasmi:&lt;/strong&gt; No.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alieni:&lt;/strong&gt; Mi stanno sul culo. Davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anima gemella:&lt;/strong&gt; Ma sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paradiso:&lt;/strong&gt; Oh, baby, do you know this words? Uh, heaven is a place on earth!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Inferno:&lt;/strong&gt; Se esiste il Paradiso, per forza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-5283001484705741837?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/5283001484705741837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=5283001484705741837' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5283001484705741837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5283001484705741837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/12/alcuni-cazzi-miei.html' title='Alcuni cazzi miei'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-5827708808212398019</id><published>2009-12-17T14:42:00.000-08:00</published><updated>2009-12-17T14:51:46.481-08:00</updated><title type='text'>Stefano e la moda 2, ossia lo sciacquone del bagno</title><content type='html'>A proposito di moda.&lt;br /&gt;A quanto pare, la moda di oggi consiste nell'arrecare violenza a tutti. Persone, animali, stura lavandini, barattoli di Nutella... Un bordello, un pandemonio. Siamo tutti matti, ci ammazziamo l'un con l'altro: mamme che uccidono i figli o che lasciano la bambina d’estate in macchina perché devono andare in panetteria e se la dimenticano in un’automobile dove fa un caldo boia, così boia che non si respira e si schiatta (e quindi, la bambina schiatta), adolescenti depressi che si suicidano sperando di essere la bell'Alda de noantri. &lt;br /&gt;Oggi mi voglio soffermare su quella che riguarda gli animali.&lt;br /&gt;Sarà che Licia Colò ce l'ha già fatto a fette con le sue pubblicità che sembra quasi obbligatorio parlare di Panda, cioccolato Kinder, latte, pecorelle e agnellini, ma ultimamente mi sta sempre più a cuore parlare dei nostri amici animali. &lt;br /&gt;David Gnomo e i Puffi ci hanno sempre insegnato, sin da quando eravamo bambini, che bisogna rispettare la natura e le sue creature. Evidentemente i mostricciattoli azzurri non sono stati molto d'aiuto all'animo umano che, pirla per natura, decide di passare il tempo non più raccogliendo due formiche da terra e mettendole una sopra l'altra per vederle lottare (io, ai tempi che furono, lo facevo) ma rompendo i coglioni agli animali finchè essi non muoiono. &lt;br /&gt;Ovviamente questa non è una novità, lo so.&lt;br /&gt;Tutti sappiamo che la carne che mangiamo tutti i giorni non l'ha fatta comparire Harry Potter come per magia ma è la coscia di un pollo che, magari, ieri a quest'ora stava sgambettando per tutto il campo. Io mi riferisco alla violenza sugli animali tipo: cane, gatto, pesce, cavallette e cose così.&lt;br /&gt;L’esempio schifoso che riporto qui oggi è quello che più mi ha scosso o comunque mi ha fatto riflettere.&lt;br /&gt;Ovviamente ne esistono tanti, tanti altri (per esempio quel cretino che su Youtube ha pubblicato il video in cui, insieme a un gruppo di imbecilli, lanciano un cagnolino dal ponte di un’autostrada ridendosela a più non posso e sghignazzando: “Anche i cani possono volare”. Il cane, sì, è volato, ma è anche morto. E il tipo? Boh) ma non ho voglia di parlare di insalate di cani e gatti o di cimentarmi nella scienza veterinaria. Perciò accontentatevi di questo.&lt;br /&gt;Sentite un po’ qua.&lt;br /&gt;Giorni fa ho visto scorazzando per il web cinque foto che ritraevano una ragazzina di undici anni o suppergiù che sorrideva. Tenera. Ingrandiamo la foto, dai, tanto non ho niente da fare.&lt;br /&gt;Guardala là, quella sfacciata: sorride, mi dico. La fisso per un po' e poi mi accorgo che in realtà non è una bimba ma una bastarda. &lt;br /&gt;[Mandate ora i bimbi a letto perchè la parte che leggerete non è molto gradevole. La Stefano Aiello inc. non si assume alcun tipo di responsabilità in merito a stati di panico, di shock, di paralisi alla bocca, esaurimenti nervosi, di pianti fino alle quattro di mattino e di traumi vari.]&lt;br /&gt;"Coooosa?!", sono le prime parole che mi vengono in mente.&lt;br /&gt; La disgraziata stringe tra le mani un coltello da cucina grosso così, il classico coltello col manico di plastica nero e la lama scintillante. Indossa dei guanti in lattice e, sul tavolo, giace il corpo di un povero gattino tagliato in due, con tanto di organi interni a mo' di ornamento: un po' qua, un po' là, manco fossero degli adesivi. Rimango basito ma vado avanti con lo scorrere delle immagini. Tanto, ormai, il gattino è morto, perciò...&lt;br /&gt;La seconda istantanea mostra la bastarda che, fotografandosi dall'alto, stringe a sè il gatto (sempre morto) come se fosse un pupazzo. &lt;br /&gt;La terza: lo tiene su per la coda e sorride.&lt;br /&gt;La quarta: uno zoom mostra le sue manine che stringono il fegato o il cuore o qualcosa che, comunque, non è la merda del gatto ma un suo organo interno.&lt;br /&gt;La quinta: in bianco e nero, la disonesta viene fotografata in camera sua, mentre stringe in una mano una bottiglia di vetro (birra, vino, ma mai che qualche stronzetta beva del veleno) e nell'altra delle carte da gioco. Boh, forse aveva appena scaricato Photoshop. &lt;br /&gt;Facendo numerose ricerche (ossia chiedendo un po’ qua e un po’ là a gente varia) ho scoperto che in realtà esistono altre quindici foto della stessa tizia in cui mostra il suo bricolage di fegato, cuore, zampe e orecchie dell’animaletto. In una, addirittura, viene mostrato lo zoom di qualcosa di molliccio. Sono sicuro che non si tratta di merda di gatto, quindi sarà stato il cuore.&lt;br /&gt;In ogni caso, giovanotti, state pure tranquilli. Siccome la cretina ha pubblicato tutte queste foto sul suo profilo di Facebook (complimenti, molto furba) in poco tempo è stata identificata dalla polizia, che si è presentata in casa sua e l’ha portata via. Ora è sotto processo: si chiama Zerrin Sukut e vive dalle parti di Istambul. Ha sì e no 15 anni. Ha dichiarato tranquillamente di far parte di una setta satanica e questo lo dimostra anche il fatto che, in una fotografia, il povero gatto giace a terra all’interno del classico simbolo del satanismo, la stella racchiusa in un cerchio. &lt;br /&gt;Adesso non fate i furbacchioni andando a cercare su Facebook il suo profilo inserendo nome e cognome, perché tanto non la trovate: il profilo è stato rimosso e al suo nome corrispondo solo due gruppi italiani anti-Sukut.&lt;br /&gt;Zerrin, in pratica, non solo ha ucciso un gattino innocente (e che morte, che gli ha fatto fare!) ma ha anche scosso tutto il Paese, gran parte delle sue amiche (che inorridite dalle istantanee hanno chiamato la polizia o comunque chi di dovere) e i suoi genitori (che spero la piglino a schiaffi) ma si è anche rovinata da sola perché adesso se la becco per strada e l’acchiappo l’ammazzo di botte e a darmi una mano sarà circa un milione o più di persone (ma nel frattempo ci pensa la polizia a sorvegliarla).&lt;br /&gt;Della serie, quindici anni buttati nel cesso.&lt;br /&gt;Speriamo abbia almeno tirato l’acqua.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-5827708808212398019?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/5827708808212398019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=5827708808212398019' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5827708808212398019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5827708808212398019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/12/stefano-e-la-moda-2-ossia-lo-sciacquone.html' title='Stefano e la moda 2, ossia lo sciacquone del bagno'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-8758661805330050949</id><published>2009-12-06T09:20:00.000-08:00</published><updated>2009-12-06T10:04:10.996-08:00</updated><title type='text'>Stefano e la moda</title><content type='html'>L'ho sempre detto: detesto la moda. &lt;br /&gt;Per starle dietro, bisogna davvero esaurire.&lt;br /&gt;Anzitutto devi avere i soldi che ti escono dal sedere, perchè non è possibile che un bottone, una cintura o una fottuta magliettina ti costino un occhio della testa. Oppure, se hai soldi, le opzioni sono due: le banconote puzzano di cane bagnato e quindi è meglio darle via per non impuzzolentire il portafogli oppure sei semplicemente un coglione o, ancora meglio, un insulto per chi guadagna cinque euro all'ora. &lt;br /&gt;Poi, ovvio, se c'hai soldi, meglio per te e soprattutto beato te che non sai in che cazzo di altro mondo spenderli.&lt;br /&gt;Che poi, dico, fossero fighi: sono monocromatici, insipidi, non hanno un cazzo che li rappresenti se non un logo gigantesco. &lt;br /&gt;Inoltre, devi avere davvero voglia di sperperare tutti questi soldi come se fossi un contadino che butta i semini alla cieca su un campo. Costando tremila euro al filo di cotone è difficile avere anche solo voglia di pulirsi i piedi sul tappetino di entrata dei negozi.&lt;br /&gt;Adoro vedere le commesse che lavorano nei negozi di Praga, Dolce&amp;Banana o di Armadi: è come se fossero davvero loro le stiliste. Ti squadrano da testa a piedi, ti servono spazientite come se si fossero fatte già il culo in miniera...&lt;br /&gt;Ehi, brutta zoccola, te lo sei scelto tu, questo lavoro!&lt;br /&gt;Ah. Piccola digressione.&lt;br /&gt;Qui a Venaria c'è un negozio che proprio non sopporto. Soprattutto la commessa. Penso che se mai dovessi incontrarla in un vicolo buio l'ammazzerei di botte e le sputerei in faccia. Questa mongoloide, quando mia nonna era giovane, era talmente povera e rincoglionita che andava in giro a vendere cartoni. Adesso, che magari è andata a dar via il culo per qualche anno o magari si è sposata un panzuto senza senso che anzichè scoreggiare libera banconote, ha messo su un piccolo negozietto del cazzo che vende roba veramente di merda. Delle maglie che nemmeno per andare in bagno metterei. Dei pantaloni che non metterei nemmeno a carnevale. Il bello è che li spara a cifre enormi. Sarà per pagare il coraggio di chi li compra. &lt;br /&gt;La commessa, come dicevo, è davvero odiosa. Avrà sessant'anni per gamba e ancora non ha imparato a truccarsi o a mettersi il rossetto. Ti serve parlando pacatamente, scandendo le parole. Si atteggia come se avesse appena fatto la doccia nel bagno di Zio Paperone. &lt;br /&gt;Quest'estate, tanto per fare qualcosa, entravo diverse volte guardandomi con aria interrogativa. Nel frattempo, facevo avanti e indietro per il negozio finchè, sfinita e con il mal di mare, la tizia veniva da me, chiedendomi se avessi bisogno. Le avrò fatto tirar fuori di tutto: boxer, pantaloni, maglie, giubbotti e minchiettine del genere per poi uscirmene con un: "Mmmh...ma ha solo questo? No, perchè, sa, il festeggiato ha dei gusti un po' particolari. Lui, se la roba non è bella, non l'apprezza. E' un tipo molto difficile. Vabbò, se non troviamo altro di meglio verremo qua senz'altro. Arrivederci, grazie."&lt;br /&gt;I suoi boxer del cazzo costeranno anche 100 euro ma è impagabile la soddisfazione che ho provato nel vederla basita. Di merda.&lt;br /&gt;Vabbè. &lt;br /&gt;Inoltre, la moda è proprio passeggera.&lt;br /&gt;Un giorno vanno bene gli stivali color cioccolato, quello dopo color crema. Sono davvero pazzerelli, questi stilisti. Mi domando che fine facciano tutti quei capi che, essendo passati di moda, non si usano più. Verranno lasciati ad ammuffire nell'armadio o verranno tagliuzzati trasformadoli in splendidi stracci per lavare i pavimenti?&lt;br /&gt;Qualche giorno fa ho visto in una vetrina un paio di scarpe di merda. Saranno anche alla moda, ma fanno schifo comunque. Il bello è che c'è un sacco di gente cretina che li acquista per poi metterle, che so, due mesi. Poi bon. A marcire.&lt;br /&gt;Erano davvero orribili. Tipo, per farvi capire, quelle che indossa Lady GaGa nel suo idiotissimo video "Bad Romance". &lt;br /&gt;Ok, saranno anche divertenti.&lt;br /&gt;Ok, saranno anche eleganti (?).&lt;br /&gt;Ok, saranno anche stilosi (??).&lt;br /&gt;Ok, saranno anche originali (???).&lt;br /&gt;Ma voglio vederti andare in giro con quelle merde là ai piedi, che sembra tu stia camminando con attaccato ai piedi un blocco di marmo. &lt;br /&gt;Sembrano degli elefanti. Basta solo che urlino come dei disperati e cachino qua e là.&lt;br /&gt;Capisco i dark/gothic, che per loro ogni giorno è un funerale o una sofferenza e quindi, si sa, per fare la processione bisogna vestirsi adeguatamente, a tema. In chiesa mica vai in minigonna e con il push-up.&lt;br /&gt;Ma, cazzarola, mettersi ai piedi quel carro armato! Voglio vederti, stare in piedi per sei ore con quelle cacchette là! Voglio proprio vederti!&lt;br /&gt;E' incredibile: un paio di scarpe che costa sì e no 300 euro.&lt;br /&gt;In pratica, il costo è proporzionale al numero di coglioni che darebbero via il culo pur di averlo per poi lasciarlo sofferente nella scarpiera.&lt;br /&gt;Roba da pazzi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-8758661805330050949?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/8758661805330050949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=8758661805330050949' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8758661805330050949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8758661805330050949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/12/stefano-e-la-moda.html' title='Stefano e la moda'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-2448854440198294824</id><published>2009-12-03T15:49:00.000-08:00</published><updated>2009-12-03T16:26:13.301-08:00</updated><title type='text'>I'm not dead</title><content type='html'>Ho una bruttissima notizia per chi non mi sopporta: eccomi qua.&lt;br /&gt;Purtroppo, non sono ancora deceduto.&lt;br /&gt;Onestamente parlando, non ho molto da raccontare: la mia vita da disadattato prosegue come Dio comanda, ho passato l'esame di teoria di scuola guida, a scuola va bene ma come al solito si vocifera che io possa fare di più (poveracci, me lo diranno fino allo svenimento. Altro che "Nam myoho renge kyo"), non so che cazzo fare come regali di Natale a mezzo mondo e non so che voglio.&lt;br /&gt;Se chiedo un CD sono un cretino, perchè con un click fra un po' mi scarico anche i colpi di tosse dell'artista. Se chiedo un libro mia mamma mi fucila, perchè nel mio buco di camera non c'è più spazio libero per una nuova pila di libri sul pavimento. Se chiedo roba da vestire, la metto una volta, due, forse tre e poi la lascio socializzare con la naftalina. Se chiedo la felicità e la pace nel mondo vengo rispedito a Miss Italia. &lt;br /&gt;Inoltre non so che cosa fare della mia vita, ma questa non è una novità. Spero davvero di aver culo la prossima volta che gratterò un Gratta e Vinci. Se non mi sentite più è perchè sono affogato nell'Oceano Atlantico o sono andato in gita sulla Luna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra quattro minuti dovrei ricevere una buona notizia: lo dice una e-mail che mi è arrivata da un tale. Le classiche catene che sotto il periodo natalizio cominciano ad invadere la posta elettronica e a defecare il membro, tanto per essere fini.&lt;br /&gt;Io la riporto qua, perchè devo mandare la tiritera a ben venti persone, prima di ricevere la bella notizia e a occhio e croce l'avrò inviata a una decina di persone.&lt;br /&gt;Mettiamola anche qua, così siamo felici tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciao, scusa se ti disturbo è molto urgente!!&lt;br /&gt;Ho un amico che è arrivato da molto lontano e ha bisogno di un posto dove rimanere. Essendo così, gli suggerii la tua casa.&lt;br /&gt;Ti chiedo di riceverLo ed amarLo.&lt;br /&gt;Il suo nome è Gesú Cristo.&lt;br /&gt;Ora dici a voce bassa: "Può entrare Signore, io ho bisogno di te, pulisci il mio cuore col tuo sangue e benedici la mia famiglia."&lt;br /&gt;Invialo a tutti i tuoi contatti e riceverai domani un miracolo.&lt;br /&gt;Se credi in Dio invia questo messaggio a 20 persone, se lo respingono ricorda che Gesù disse: "Se mi neghi tra gli uomini, ti negherò davanti a mio padre " tra 4 minuti ti daranno una buona notizia!&lt;br /&gt;Dio ti benedica!!!" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amen.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-2448854440198294824?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/2448854440198294824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=2448854440198294824' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2448854440198294824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2448854440198294824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/12/im-not-dead.html' title='I&apos;m not dead'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-8324026594567352297</id><published>2009-11-29T06:28:00.000-08:00</published><updated>2009-11-29T06:57:13.999-08:00</updated><title type='text'>Stefano e i suoi occhi</title><content type='html'>E' un po' di volte che, ogni volta che vado su Youtube, vedo delle anteprime raffiguranti un occhio.&lt;br /&gt;Già, un occhio.&lt;br /&gt;Ogni giorno questo occhio è diverso: prima blu, poi giallo, poi rosso, poi indaco, poi boh. &lt;br /&gt;Ieri sera, siccome non avevo niente da fare, ho cliccato su quell'anteprima ed è magicamente comparso uno dei video più idioti che io abbia mai visto.&lt;br /&gt;Per qualche secondo questo fottutissimo occhio viene ripreso in tutte le sue angolature. Poi, una tizia saluta tutti i suoi spettatori e ti insegna a truccare gli occhi utilizzando le tecniche più idiote possibili: sfuma di qua, trucca di là, prendi questo, posa quello, usa il colore giallo, butta via il blu, ora sfuma, ora passa, ora lava, ora togli, ora passaci il cotone, ora vai a fare in culo.&lt;br /&gt;Inizialmente, mi sono fatto quattro risate.&lt;br /&gt;Poi, guardando bene, ho visto che era granchè brava. Più che altro molto professionale e soprattutto assai preparata. Mica è scema. &lt;br /&gt;Dopo averti fatto vedere persino i nervi ottici interrompe il video per riprenderlo in una versione sconvolgente: lei struccata.&lt;br /&gt;Si trucca e parla. "Contorno tutto l'occhio, piglio il mascara, sfumo con il cotone, adesso prendo il blu e con questo inizio dalla punta che ho fatto a portare il colore e lo porto nella piega dell'occhio" Insieme, potrete preparare al meglio il trucco dei vostri occhi. Ogni video per ogni occasione. &lt;br /&gt;Il video più carino l'ho visto ieri sera: la tizia ha optato per il dorato e ha utilizzato le foglie finte d'oro, una roba tipo carta stagnola colorata che si compra nei negozi di decoupage. Le ha tagliate e con la colla se l'è appiccicate sulle palpebre. Solo che lei, dice, le ha cadenti, e quindi bisogna fare molta attenzione. Per quanto riguarda lo struccarsi non preoccupatevi, donzelle: vi assicura che è molto facile. Anzi, ridacchia, è più difficile struccarsi quando ci si trucca normalmente.&lt;br /&gt;Vabbè, bando alle ciance, vi linko la pagina personale della tizia, così se non vi piace il trucco dorato avrete l'imbarazzo della scelta con gli altri colori. Basterà solo cliccare sugli altri occhi colorati.&lt;br /&gt;Buona visione.&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/user/ClioMakeUp#p/a/u/0/nBPWIWO8ye0&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-8324026594567352297?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/8324026594567352297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=8324026594567352297' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8324026594567352297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8324026594567352297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/11/stefano-e-i-suoi-occhi.html' title='Stefano e i suoi occhi'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-5675696279804834541</id><published>2009-11-28T07:55:00.000-08:00</published><updated>2009-11-28T08:06:59.853-08:00</updated><title type='text'>Già</title><content type='html'>E' proprio vero: la vera bellezza sta nella merda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-5675696279804834541?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/5675696279804834541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=5675696279804834541' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5675696279804834541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5675696279804834541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/11/gia.html' title='Già'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-3594858296265046387</id><published>2009-11-27T08:31:00.000-08:00</published><updated>2009-11-27T09:24:21.423-08:00</updated><title type='text'>Sorpresa</title><content type='html'>Cari amici, cari amiche,&lt;br /&gt;benvenuti al consueto appuntamento del blog più strampalato del web.&lt;br /&gt;Come potrete ben vedere, questo space è mutato. L'avevo promesso e l'ho fatto: ho cambiato grafica.&lt;br /&gt;Coi tempi che corrono, oggi tutto è protetto dai diritti d'autore. Se copi un'immagine, rischi di svegliarti in un tribunale con il giudice di Forum che ti tira martellate in testa. Così, ho deciso di utilizzare come sfondo dell'intestazione una foto che scattai quest'estate, in preda ad uno dei miei attacchi di originalità: i bidoni della spazzatura che ci sono qui nel mio paese. Ho abbinato il tutto con lo sfondo del blog, color merda. In più ho scelto colori che non ci azzeccano niente con questa tematica: il viola, per esempio. &lt;br /&gt;Spero sia di vostro gradimento e che, magari, la vostra vista me ne sia grata.&lt;br /&gt;Verrà spontaneo domandarsi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Che vantaggi ha, la versione aggiornata di questo blog, per i clienti di blogspot?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, anzitutto l'autore di questo maledettissimo diario virtuale farà il possibile per aggiornarlo con argomenti sempre più inutili e disparati. Propone questo spazio come una sottospecie di rifugio per gli animi tormentati che si aggirano per la Rete, nel vano tentativo di distrarsi e rendersi conto che esiste gente molto più cretina di loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Che funzionalità ha?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le stesse che aveva prima. Potrete commentare (sia mai), leggere, ridacchiare, maledirmi, spulciare da cima a fondo la cronologia degli interventi, accedere al mio profilo personale (che ha giusto tre o quattro informazioni, cose che persino i pesci sapranno sul mio conto), stampare i contenuti qua scritti e spacciarli per vostri o, eventualmente, pulirvici il sedere.&lt;br /&gt;Anche quest'ultima opportunità, che il blog di Stefano Aiello offre in esclusiva a tutti voi, fa parte del suo progetto ecologista: ci saranno meno sprechi di carta igienica e, inoltre, vi consentirà di, prima di pulirvi per bene, stimolare il vostro stomaco leggendo in bagno tutti gli interventi. &lt;br /&gt;Almeno, non sarete costretti ad imparare a memoria le etichette dei detersivi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-3594858296265046387?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/3594858296265046387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=3594858296265046387' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/3594858296265046387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/3594858296265046387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/11/sorpresa.html' title='Sorpresa'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-8302820423523477362</id><published>2009-11-25T07:38:00.000-08:00</published><updated>2009-11-25T07:45:35.999-08:00</updated><title type='text'>Avviso a tutti i condom(ini)</title><content type='html'>Penso proprio che cambierò un po' la grafica del blog.&lt;br /&gt;Questa mi annoia un bel po'. Non che non sia bella: a me piace un botto.&lt;br /&gt;E' che mi gira la testa, quando ci entro. Contando che io scrivo sempre o di sera o di notte o comunque al buio, entrare in questa pagina web è una sofferenza, per i miei occhi. Già non ci vedono, già devo andare in giro o con gli occhiali o con le lenti a contatto o con gli occhi piccoli piccoli.&lt;br /&gt;Perciò: si cambia.&lt;br /&gt;Come, non so.&lt;br /&gt;Pensavo a qualcosa di molto classico. Sfondo bianco, carattere nero.&lt;br /&gt;Sì, ma due palle.&lt;br /&gt;Pensavo a qualcosa di poco colorato. Sfondo bianco, carattere grigio.&lt;br /&gt;Sì, ma due palle.&lt;br /&gt;Pensavo anche a qualcosa di, che so, molto spirituale. Blu o verde o giallo.&lt;br /&gt;Sai, il blu del mare, che trasmette calma. Oppure il verde, equilibrio. O il giallo, allegria (vero?)&lt;br /&gt;Non so, è che detesto gli sfondi con i pupazzetti, con le foto, le immagini. &lt;br /&gt;Vorrei qualcosa di monocromatico.&lt;br /&gt;Boh, vedremo.&lt;br /&gt;Stefano saprà sorprendervi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-8302820423523477362?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/8302820423523477362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=8302820423523477362' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8302820423523477362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8302820423523477362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/11/avviso-tutti-i-condomini.html' title='Avviso a tutti i condom(ini)'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-5286991515672737837</id><published>2009-11-24T15:49:00.000-08:00</published><updated>2009-11-24T16:08:18.210-08:00</updated><title type='text'>Due notizie</title><content type='html'>Ho una notizia buona e una cattiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La buona è che ho seriamente pensato di prendermi una vacanza lontano da tutto e da tutti, solo con i miei più cari amici. Abbiamo pensato di stare via per qualche giorno, forse una o due settimane. La località che abbiamo deciso è Tokyo, la città dei miei sogni. Eravamo un po' indecisi: volevamo anche andare a Londra o a New York ma poi, come al solito, ho vinto io. Dunque, si parte per Tokyo.&lt;br /&gt;Non avrò nessun tipo di pensieri: niente scuola, niente sveglia presto, niente giornate passate a fare un'emerita cippa. No, niente di tutto ciò.&lt;br /&gt;Il bello è che i nostri genitori ci hanno riempito le tasche di soldi: avremo sì e no un migliaio di euro ciascuno.&lt;br /&gt;Se solo mi immagino sgambettare qua e là per le vie del centro alla ricerca della cazzata più in del momento sento i brividi nello stomaco.&lt;br /&gt;Sembra quasi una di quelle visioni adolescenziali in cui l'apatico e l'annoiato di turno - il sottoscritto -, che al solo pensiero che il giorno successivo, non appena la sveglia suonerà, dovrà alzarsi dal suo fottuto letto, vestirsi, procacciarsi del cibo velocemente per non perdere il bus e raggiungere la scuola per rinchiudersi per sei ore a contare i chewing-gum attaccati sotto il banco, si inventa viaggi mentali alla scoperta del culmine della sua idiozia, negando la triste e cruda realtà e quindi facendosi ancora più male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La brutta è che è proprio così: sono solo l'apatico e l'annoiato di turno che al solo pensiero che il giorno successivo, non appena la sveglia suonerà, dovrà alzarsi dal suo fottuto letto, vestirsi, procacciarsi del cibo velocemente per non perdere il bus e raggiungere la scuola per rinchiudersi per sei ore a contare i chewing-gum attaccati sotto il banco, che si inventa viaggi mentali alla scoperta del culmine della sua idiozia, negando la triste e cruda realtà e quindi facendosi ancora più male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono frustrato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-5286991515672737837?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/5286991515672737837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=5286991515672737837' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5286991515672737837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5286991515672737837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/11/due-notizie.html' title='Due notizie'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-2480406003746795435</id><published>2009-11-22T09:10:00.000-08:00</published><updated>2010-02-05T12:28:11.752-08:00</updated><title type='text'>Il 90% al bar</title><content type='html'>Spero sia solo una leggenda metropolitana, perchè sennò io davvero impazzisco.&lt;br /&gt;"Noi usiamo solo il 10% delle capacità del nostro cervello"&lt;br /&gt;E l'altro 90%? Boh, c'è chi dice che dietro a quella cifra si nascondano strane capacità. Che so, tutta roba psicocinetica, capacità di prevedere il futuro, di comunicare con il pensiero, vedere cose che nessuno vede (non sono incluse le allucinazioni)&lt;br /&gt;Speriamo che non sia così. Speriamo di no, dai.&lt;br /&gt;Anche perchè tutti sappiamo che fine hanno fatto Wanna Marchi e la figlia, il mago do Nascimiento e Maga Magò.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-2480406003746795435?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/2480406003746795435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=2480406003746795435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2480406003746795435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2480406003746795435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/11/il-90-al-bar.html' title='Il 90% al bar'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-4100458496217562721</id><published>2009-11-19T13:28:00.000-08:00</published><updated>2009-11-19T14:42:03.574-08:00</updated><title type='text'>Pensieri distruttivi</title><content type='html'>Oggi ho litigato con un amico. Quello che mi scoccia non è tanto l'aver litigato - poco importa. E' che non ci capisco proprio niente, non ricordo nemmeno il motivo per il quale abbiamo cominciato a discutere e soprattutto non riesco a chiarire via sms perchè ho un telefonino bello quanto scomodo e non ho voglia di schiacciare i tasti. &lt;br /&gt;Spero vivamente che il litigio si protragga nel tempo, così magari riesco a trovare un buco per poter chiarire faccia a faccia e gettargli un po' di merda addosso perchè, credetemi, ora come ora sono stravolto. L'età avanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì ho l'esame di teoria di scuola guida e sono impreparatissimo. Sono consapevole di questo e nonostante ciò cincischio alla bell'e meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamattina ho donato il sangue e mi dà un fastidio boia il braccio. Ok, che è un puntino. Ok, che è un buchino del cazzo ma tanto a me fa male comunque quindi piantatela con il dire che ok, tanto è un puntino e che ok, tanto è solo un buchino del cazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un po' che non piango o che non sono triste e questo è per me un grande problema perchè sono sicuro che al primo bubù scoppierò in uno dei miei patetici pianti e mi renderò antipatico agli occhi altrui. Già lo sono di mio.&lt;br /&gt;Però ho ancora un po' di amor proprio e cerco di godermi questa felicità. Che Schopenhauer non me ne voglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ricordate la frasona: sto scrivendo il mio secondo libro? Ebbene: è una cazzata. Quando mi incontrate per strada evitate di chiedere a che punto sono. Piuttosto chiedetemi quand'è stata l'ultima volta che sono andato in giro con una camicia di forza e un fagiolo in equilibrio sul naso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio pc sta cedendo.&lt;br /&gt;Amen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso mi ritrovo a pensare alla mia morte e sinceramente non so proprio che cosa fare, per il mio funerale. Non so, voglio che al mio funerale si suoni "Cry" di Mandy Moore e che venga vestito non in giacca e cravatta ma con qualcosa di attillato e colorato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sempre più confuso su quello che voglio fare del mio futuro. Sicuramente mi butterò in qualche indirizzo scientifico o nel sociale per poi ritrovarmi a lavorare in un call-center a lamentarmi con le vecchiette di quanto sia insulsa la vita, di quanto il sistema lavorativo dei giorni d'oggi faccia cagare e via discorrendo. Guadagnerò un accidente e quando sarà troppo tardi mi accorgerò che quelle che stringo in mano sono banconote del Monopoli. Poco male, non spenderò ulteriori soldi in carta igienica e scottex.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato sono andato al cinema a vedere "2012". Una cagata. Nel senso che un po' mi sono cagato in mano. E' ovvio che sia tutto ricostruito: questa minchia di astronave (oh, io la chiamo così, non fate i precisini) che è talmente scassata che fra un po' la macchinina dei Flistones è più veloce che svolazza qua e là tra esplosioni, edifici che crollano a pezzi fa un po' ridere. In sè, il film non è stato nulla di che. La classica pellicola computerizzata con gli effetti sonori che ti rompono un timpano. Però, a pensarci bene, pensa sciopare in quel mondo. Madò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho 5430 e-mail da eliminare e non so da dove cominciare. Aiutatemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimamente sto diventando molto ecologista. Mi faccio il culo per fare la raccolta differenziata e sono seriamente preoccupato sull'efficienza delle fogne. Ho paura di venire sommerso dalla merda. Non scherzo, sono seriamente preoccupato per l'ambiente. Vorrei proporre qualcosa di innovativo per questo mondo ma non mi viene in mente niente. Hanno già inventato gli aeroplanini e le barchette di carta adibite al trasporto dei chewing-gum masticati o dei truccioli di matita e a quanto pare riscuotono solo successo quando si tratta di strappare gli appunti di arte e lanciarli verso il cestino, sperando di fare centro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è giusto che sia, quando ti fidanzi ci prova con te mezzo mondo, specie chi prima non ti cagava di striscio e adesso fresco fresco ha deciso, guarda un po', di degnarti della sua attenzione. &lt;br /&gt;Come è giusto che sia, rifiuto le avances ma vengo subito mandato a fanculo.&lt;br /&gt;Boh...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mio papà, quando non sa dove mettersi le mani (in verità lo sa, ma non se le mette in quel posto) mette astutamente in atto una serie di strategie per scroccarmi la Nutella bianca e nera che con molta cura e parsimonia tengo nascosta dietro i medicinali, le altre merendine e dolciumi. Finisco sempre col trovare il barattolo gentilmente svuotato. &lt;br /&gt;Cretino io che mi ostino a nasconderlo sempre nello stesso, medesimo posto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-4100458496217562721?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/4100458496217562721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=4100458496217562721' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4100458496217562721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4100458496217562721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/11/pensieri-distruttivi.html' title='Pensieri distruttivi'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-4561056501139043329</id><published>2009-11-17T13:01:00.000-08:00</published><updated>2009-11-22T11:23:00.750-08:00</updated><title type='text'>I classici</title><content type='html'>Se c'è una cosa che odio è l'amore per i libri classici. Tutto questo favoleggiare sulla bellezza, sul candore, sul vero amore che si ritrova solo negli autori vecchi come il cucco. Come se quelli di oggi fossero dei buzzurri, più bravi a raccogliere le castagne che a scrivere. Per alcuni è così, è vero. Per fortuna, qualche secolo fa non esistevano Roberto Mercandalli o Jill Cooper che, per carità, saranno anche bravi, ma nel campo della scrittura lasciano un po' (tanto) a desiderare.&lt;br /&gt;Quello che più mi irrita è tutto questo "ah, beh, però come diceva Dante...", "ah, beh, il Manzoni..."&lt;br /&gt;IL Manzoni! E chi è? Un ragazzotto che ha revisionato tre volte il suo libriccino (-ino?), che l'ha menata per pagine e pagine sull'Ottocento, sul popolo, sulla fede eccetera. &lt;br /&gt;Oggettivamente sarà anche un capolavoro, ma a mio parere fa schifo. Due deficientelli che sono disposti a tutti, anche a donare un rene, pur di sposarsi come farebbe un alunno pur di terminare il libro. E' noioso, noiosissimo. Non mi ha insegnato niente. Non mi ha regalato niente. Non mi ha emozionato.&lt;br /&gt;Mi ha solo annoiato.&lt;br /&gt;Ciò che più mi affascina è capire il motivo secondo il quale, solo perchè Dante ha scritto "a me mi", oggigiorno pronunciarlo o scriverlo non è considerato un errore.&lt;br /&gt;A me = mi. &lt;br /&gt;A me mi = ripetizione&lt;br /&gt;Non c'è niente da fare, è così. Che poi l'abbia scritto quel paraculo di Dante è un altro discorso. Dante, che io sappia, non ha scoperto l'acqua calda. Aveva solo il naso storto.&lt;br /&gt;Servirsi degli errori ortografici o sintattici di autori passati che hanno riscosso moltissimo successo grazie ai loro scritti, secondo me, non ha senso. Per fortuna oggigiorno si hanno i mezzi per imparare correttamente l'italiano: perchè non approfittarne, anzichè catapultarci in una dimensione spaziotemporale diversa, antica e prendere come esempio proprio modelli sbagliati?&lt;br /&gt;Forse c'è un certo gusto, un certo nonsochè di raffinato nel citare opere vecchissime, scritti che non stanno nè in cielo nè in terra ("La metamorfosi" di Kafka, per esempio. Avrà tutto il significato di questo mondo, questa trasformazione sarà anche descritta minuziosamente, ma io preferisco "Twilight").&lt;br /&gt;Mi voglio soffermare sul romanzo simbolo del decadentismo: "Il ritratto di Dorian Grey".&lt;br /&gt;Premetto che a me Oscar Wilde piace molto. Ho iniziato ad amarlo quando lessi al termine del menu del ristorante cinese che c'è qui nella mia città una sua citazione ("Ho gusti semplici: mi accontento solo del meglio" o una cosa del genere).&lt;br /&gt;La storia di Dorian Grey è senz'altro bella. Raccontata fluidamente, è una lettura scorrevole, per certi versi piacevole ed appassionante. Però, secondo me, quello che voleva trasmettere Oscar Wilde a me non è arrivato. Sarà che sono invornito, sarà che preferisco un altro tipo di letture...&lt;br /&gt;Una lettura che invece mi ha trasmesso molto è stato "Le vergini suicide". di Eugenides Jeffrey. Ecco, quello mi è piaciuto molto e quando l'ho terminato di leggere, ho avuto un sussulto: mi ha lasciato senza fiato!&lt;br /&gt;E per farmi tacere ce ne vuole...&lt;br /&gt;Lo stesso discorso vale per il "Piccolo Principe". A me proprio non è piaciuto. Non ha trasmesso niente. Ho solo capito che è una lettura profonda e complessa, ma grazie al cavolo.&lt;br /&gt;Lo stesso discorso vale per "Il comportamento della luce", uno dei miei libri preferiti. Appena l'ho terminato, la prima cosa che ho pensato è stata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Boh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempo stesso, però, a differenza del Piccolo Spaccamaroni, mi ha lasciato qualcosa. Nulla di nominabile, di concreto, ma comunque di esistente. Quasi ogni giorno penso a quel libro e alle volte mi piacerebbe tanto non averlo mai letto solo per poterlo fare per la prima volta.&lt;br /&gt;Lo consiglio a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che voglio dire, con questa supercritica ai libri classici è che non importa se sei un autore con l'alito che puzza di topi morti talmente sei vecchio o se sei fresco fresco. L'importante è che quello che scrivi sappia emozionare. E che lo sappia fare perchè quello che hai scritto è realmente emozionante e non solo perchè hai passato la tua esistenza ad osservare gli uccellini svolazzare mentre te ne stai solo soletto con la tua gobba e la tua depressione o perchè ti sei innamorato di Beatrice Vattelapesca.&lt;br /&gt;Il tuo trascorso, è vero, può influire molto sul tuo stile, sugli argomenti che tratterai e su come organizzerai il tuo lavoro, ma non fa della tua opera qualcosa di emozionante o di eterno.&lt;br /&gt;Io, "I Promessi Sposi", "La Divina Commedia" o "Il Giovane Holden" li ho scordati.&lt;br /&gt;"Le Vergini Suicide", "N.P." (Banana Yoshimoto) e "Gridare amore dal centro del mondo" (Kyoichi Katayama) non li ho dimenticati e, anzi, ogni volta che li rileggo, nonostante sappia a memoria la trama, mi emoziono sempre.&lt;br /&gt;Perchè?&lt;br /&gt;Fatevi due conti...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-4561056501139043329?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/4561056501139043329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=4561056501139043329' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4561056501139043329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4561056501139043329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/11/i-classici.html' title='I classici'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-7793566631256081463</id><published>2009-11-15T09:53:00.000-08:00</published><updated>2009-11-15T09:55:29.590-08:00</updated><title type='text'>"Oceanomare" - Alessandro Baricco</title><content type='html'>Devo rubartela. L'ho ascoltata per gran parte del pomeriggio e finalmente ho capito.&lt;br /&gt;Anche a me, vengono i brividi. L'ascolterei per ore, ore, ore. Senza mai stancarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=eO2aYvMqxlI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non è che la vita vada come tu te la immagini.&lt;br /&gt;Fa la sua strada, e tu la tua.&lt;br /&gt;Io non è che volevo essere felice, questo no.&lt;br /&gt;Volevo... Salvarmi. &lt;br /&gt;Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare:&lt;br /&gt;dalla parte dei desideri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente:&lt;br /&gt;il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. &lt;br /&gt;No. Sono i desideri che salvano.&lt;br /&gt;Sono l'unica cosa vera.&lt;br /&gt;Tu stai con loro, e ti salverai.&lt;br /&gt;Però troppo tardi l'ho capito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le dai tempo alla vita lei si rigira in un modo strano, inesorabile:&lt;br /&gt;e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, &lt;br /&gt;più ti agiti più s'ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci.&lt;br /&gt;Non se ne esce.&lt;br /&gt;Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare.&lt;br /&gt;Con tutta la forza che avevo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono fatto tanto di quel male che tu,&lt;br /&gt;non puoi nemmeno immaginare."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-7793566631256081463?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/7793566631256081463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=7793566631256081463' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7793566631256081463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7793566631256081463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/11/oceanomare-alessandro-baricco.html' title='&quot;Oceanomare&quot; - Alessandro Baricco'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1216090847438977098</id><published>2009-11-09T07:14:00.000-08:00</published><updated>2009-11-09T07:48:53.282-08:00</updated><title type='text'>Minaccia di morte</title><content type='html'>Ho una voglia matta di prendere la patente.&lt;br /&gt;Più che altro perchè così finisce questo benedetto calvario.&lt;br /&gt;Sono stanco, il tempo è di merda e non ho un cazzo voglia di prendere armi e bagagli e rinchiudermi per un'ora in una stanza poco illuminata per premere insistentemente un mouse sperando di rispondere correttamente al test di prova.&lt;br /&gt;E' anche vero, però, che nella vita nessuno ti regala niente, che nella vita le cose te le devi guadagnare, che più sgobbi più il Signore, lassù, ti tiene il posto, che più semini più raccogli.&lt;br /&gt;Quindi mi conviene fare poco lo sbruffone e alzare il culo da questa sedia.&lt;br /&gt;Potessi, mi sparerei.&lt;br /&gt;Ma sono talmente scazzato che non avrei nemmeno tutta questa voglia di prendere la pistola di papà e premere il grilletto.&lt;br /&gt;E con la fortuna che ho, se solo ci provassi, troverei pure il caricatore scarico.&lt;br /&gt;Bon, vado.&lt;br /&gt;Ciao.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1216090847438977098?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1216090847438977098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1216090847438977098' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1216090847438977098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1216090847438977098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/11/minaccia-di-morte.html' title='Minaccia di morte'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-7089017172169270556</id><published>2009-11-05T12:41:00.000-08:00</published><updated>2009-11-05T12:42:01.827-08:00</updated><title type='text'>L'amour toujours 2</title><content type='html'>Sarà che qui a Torino c'è un fuso orario diverso, sarà che col fatto che abbiamo spostato l'ora ho perso la cognizione del tempo, sarà che sto tutti i weekend fuori casa, sarà che tutta questa voglia di scrivere non ce l’ho, sarà quel che sarà...mi sono dimenticato di scrivere.&lt;br /&gt;Poco male.&lt;br /&gt;Dov'eravamo rimasti?&lt;br /&gt;Ah, sì, dovevo sputtanare il protagonista dell'ultima mia love story.&lt;br /&gt;Cominciamo, come al solito, dal principio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una bella domenica sera un mio carissimo amico - talmente caro che infatti non ci sentiamo e non ci vediamo da un botto - propone di andare insieme ad un apericena. Accetto con molto entusiasmo e così in quattro e quattr'otto esco di casa e aspetto il mio amico sotto casa dal momento che papino gli aveva dato la macchinina. Arriva, salgo, ciacoliamo del più e del meno e finalmente arriviamo all'ingresso della discoteca. Pieno così, un freddo cane e in più i proprietari che dall'interno preferiscono fissarci che lasciarci entrare. &lt;br /&gt;Una volta entrati facciamo l'unica cosa che puoi fare ad un apericena: sgraffignare qualcosa al bancone, bere un fottuto cocktail, decidere di rivolgere la parola al tizio che hai su MSN e che non hai mai visto dal vivo, inventare una scusa per smollarlo e vedere lo spettacolino delle drag-queen che, puntuali come la morte,ogni domenica preparano. Una tristezza unica: tutte queste (o questi?) simpaticone alte tre metri (due di parrucca) che saltellano qua e là muovendo le labbra al ritmo di musica e chiudendo gli occhi come se fossero proprio loro, a cantare. &lt;br /&gt;Dopo i loro cinque minutini di celebrità per fortuna si dileguano e lasciano spazio agli ospiti per ballare, saltellare e sculettare in mezzo alla pista da ballo.&lt;br /&gt;All'improvviso...spatabum, una visione, un'apparizione celestiale. La Madonna di Lourdes? Quasi.&lt;br /&gt;Lo vedo sorridere e ciaciarare con un amico e a primo impatto lo trovo carino.&lt;br /&gt;A secondo impatto pure.&lt;br /&gt;Così decido di perseguitarlo con lo sguardo, ma tempo due secondi e lo perdo di vista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...Qualche giorno dopo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Navigando sul profilo di un mio amico su Facebook vedo proprio quel tale di quella domenica sorridere in una foto. Ci clicco su, becco nome e cognome e con un altro click lo aggiungo. Dopo un po' accetta la mia richiesta di amicizia e come al solito spulcio per benino il suo profilo. Foto, informazioni, note, bacheca. Tutto. &lt;br /&gt;Tra un "mi piace" e una battutina idiota finiamo col conoscerci secondo il classico procedimento: una continua valanga di "mi piace", poi qualche commento agli stati, il messaggino privato pieno di smile e punti esclamativi ( “ahahah è vero, l’ho notato anch’io!!!!!!!!!!!!!”) e infine discorsi seri con relativo indirizzo MSN e numero di telefonino.&lt;br /&gt;Il gioco è fatto, penso entusiasta. &lt;br /&gt;Smsaggiamo per diversi giorni e una mattina, siccome non ce la faccio più di vivere di sole parole virtuali, giro talmente tanto attorno al discorso "vedersi" che finalmente propone di uscire.&lt;br /&gt;Faccio il prezioso: dico subito di sì con un entusiasmo mai avuto in vita mia e incomincio a farmi un po' di paranoie.&lt;br /&gt;La sera dell'appuntamento gli dimostro quanto sono maturo e mi porto dietro un mio amico, che poveraccio se solo potesse ammazzarmi con lo sguardo lo farebbe, siccome gli rompo i coglioni per tutto il pomeriggio con i miei castelli in aria (già mi vedo fidanzato e innamorato).&lt;br /&gt;Lascio a lui la scelta del posto in cui cenare e mi porta in un bel ristorante: luci soffuse, cameriera che sembra Eva Grimaldi e una statua d’oro immensa di Buddha dietro di lui. Quando lo guardo, vedo dietro di lui spuntare il sorriso ebete di Buddha. &lt;br /&gt;Che romantico.&lt;br /&gt;Dopo aver sputtanato alla grande qualche nostro conoscente finalmente si accorge di avere davanti a sè un ebete che gli sorride, e così parla di me. O meglio: mi critica. Sei strano, sei piccolo, sei andato all'asilo ieri?, ma con che coraggio sei uscito con X o Y?, io ci sono uscito una volta e mi è bastata e roba simile.&lt;br /&gt;Io, piccolo piccolo, più fumante dalla rabbia di una merda, nascondo il mio viso imbarazzato dietro il mio maglione largo di due taglie giallo canarino. Poi, il povero scemo, che finalmente si accorge che mi sta mettendo in imbarazzo, finalmente la pianta e divora la sua pizza. E io la mia.&lt;br /&gt;Paga il conto, mettendomi nuovamente in imbarazzo e propone di andare a fare un giro. &lt;br /&gt;Ma no, pensavo di andare a pescare sul lago!&lt;br /&gt;Gli racconto un po’ di me e dimostra il suo interesse guardandosi attorno, guardando a terra, ridendo o sbuffando. O, peggio, fingendo di ridere alle mie battutine.&lt;br /&gt;Mi giro verso di lui: “Senti, hai rotto. O mi ascolti, o ciao”&lt;br /&gt;Propone di ascoltarmi, ma ormai non ho più niente da dire. Mi piace solo fisicamente.&lt;br /&gt;Non mi arrendo, sono convinto che dentro di lui ci sia qualcosa di buono.&lt;br /&gt;E infatti tempo qualche minuto e mi porta in una grande libreria della quale non conoscevo l’esistenza: mi lascia vagare tra gli scaffali, mi lascia sfogliare i libri e mi accorgo che anche lui ama i libri, che è sereno là dentro. Gli sorrido e mi sorride. &lt;br /&gt;Prima che ci si paralizzi la bocca ci mettiamo a ridacchiare come due poveri dementi guardando un libro di animali illustrato. Sai che ridere…&lt;br /&gt;Siccome si fa una certa ora mi dirigo verso la fermata dell’autobus, non voglio passaggi, non voglio rimanere in debito con nessuno ma il tale si offre di portarmi a casa: “ma no, ma dai, a quest’ora, figurati, lo faccio volentieri”&lt;br /&gt;Volentieri andiamo a prendere la macchina e volentieri ci facciamo una bella chiacchierata sulle esperienze sessuali (un argomento a caso), su come vivi una storia d’amore (argomento di scorta) e  boiate del genere.&lt;br /&gt;Arrivo sotto a casa e mi viene una voglia irresistibile di baciarlo, infatti mi irrigidisco facendo tutto tranne che scendere dalla macchina. La volpe, che forse ha capito tutto, sta al gioco e fa finta di niente continuando a parlare. I minuti scorrono e noi due siamo ancora là come due baccalà a parlare. Mi rompo il cazzo e siccome di fare la prima mossa no, proprio no, non se ne parla, faccio per avviarmi nella vana speranza che afferri il mio viso e mi baci, mangiandomi il volto.&lt;br /&gt;Tempo di arrivare a casa e lavarmi e ricevo il suo messaggio molto originale: bella serata, grazie mille, parlare con te è sempre bello (pensa se fosse stato brutto!), spero di rivederti, dai che poi organizziamo, sì sì, notte, ciao ciao.&lt;br /&gt;Inutile dire che poi, finimmo col fidanzarci. Il primo bacio scattò nella sua macchina, sotto la pioggia, un sabato sera in cui propose (che volpe) di stare fuori tutta la notte e vedere il sole sorgere. Parliamo tipo qualche oretta, poi sosta in torteria e…beh, che diamine si può fare di notte, in una macchina, quando si è in due, sotto la pioggia? Non facemmo all’amore ma facemmo gli innamorati: giocavamo a fare i gelosi, ci mandavamo gli sms a trenta centimetri di distanza, bacini, coccole e cose così.&lt;br /&gt;Vuole vedermi tutti i giorni perché, si sa, ora siamo fidanzati e quindi bisogna vedersi tutti i giorni. Il sottoscritto asseconda i capricci del principino di ‘sto cazzo e si fa il culo per uscire di casa anche solo per vederlo mezz’ora. Nulla da dire: lo trovo sempre carino, ma cazzo se è un coglione. Non va bene come mi vesto, gli occhiali da sole che porto, la compagnia che frequento. Non va bene niente. Per fortuna ci sono lui e la sua simpatia…&lt;br /&gt;Un bel sabato arrivano le presentazioni ufficiali. E in quale occasione, se non  in quella della fiera della salsiccia? Conosco tutti gli amichetti e le amichette, l’amica del cuore, i compagni di università…Insomma, siamo tipo in venti e ricordo a malapena il mio nome e il suo. La cosa positiva è che ce ne fottiamo allegramente della gente e camminiamo mano per mano rischiando di prendercele di santa ragione (viva l’omofobia), di prenderci occhiatine di disappunto (viva l’elasticità mentale) e commenti spietati e gratuiti (viva i pregiudizi) da parte dei salsicciari che, come noi, vanno alla ricerca di qualcosa da mangiare. &lt;br /&gt;Gli amici sono simpatici, tutto è meraviglioso: la fiera, il fatto che camminiamo mano per mano, il fatto che mangiamo un panino con la salsiccia seduti su un marciapiede guardando la gente scorazzare qua e là.&lt;br /&gt;Qui arriva il bello.&lt;br /&gt;Facciamo l’amore a casa sua. I suoi non ci sono e con la scusa di mostrarmi la sua casa mi si fionda addosso. Dopo il calvario ci facciamo la doccia assieme e mi accompagna in un ristorante in centro, dove una mia compagna di classe festeggerà gli anni. &lt;br /&gt;Per tutta la serata sto con il muso lungo così, impaurito come un cucciolo: mi ha solo usato, non si farà più sentire, sono un cretino, da domani si cambia e blablabla.&lt;br /&gt;Per fortuna non è così, non mi ha usato, mi manda l’sms della buonanotte e io sono sereno.&lt;br /&gt;Finiamo con lo stare insieme tre mesi.&lt;br /&gt;Traccio mentalmente un elenco delle cose positive e delle cose negative di questo rapporto e – udite udite – mi accorgo che ci sono più aspetti negativi che positivi. Il bello è che mi accontento, convincendomi che sarà un saldissimo rapporto. Stronzate. Eh sì, se il giovane sapesse…&lt;br /&gt;Ogni mia camicia non va mai bene.&lt;br /&gt;I miei amici sono immaturi.&lt;br /&gt;La mia migliore amica ha il culo più bello del mio.&lt;br /&gt;Ho troppi peli sulle gambe.&lt;br /&gt;Parlo troppo.&lt;br /&gt;Sono troppo saccarino negli sms.&lt;br /&gt;Ho una risata idiota.&lt;br /&gt;Non faccio altro che leggere.&lt;br /&gt;Il regalo che gli ho fatto (un giorno in cui ero preso benissimo decisi di fare la stronzata di prendere un quaderno, appiccicarci le nostre foto, gli scontrini dei posti in cui andavamo insieme, scriverci i testi delle mie canzoncine preferite, riportare nero su bianco le mie paure – che il nostro rapporto finisca  -, le mie speranze – che lui non mi molli – e altre cose. Quando si dice fare i misteriosi, eh?) è una cosa molto adolescenziale.&lt;br /&gt;Il mio libro non l’ha mai letto nonostante mi avesse rotto tre quarti di minchia: portamelo, firmamelo, dedicamelo. &lt;br /&gt;Il commento più bello fu: sei troppo piccolo per me, la differenza d’età è notevole.&lt;br /&gt;Il tizio è davvero fissato con ‘sta cazzo di differenza di età (per la cronaca: 6 anni), non fa altro che ripetere che presto ci lasceremo, che viviamo in due mondi diversi, che in alcune cose non ci arrivo ecc.&lt;br /&gt;Un bel pomeriggio di sole ricevo un suo sms: vediamoci.&lt;br /&gt;Ok.&lt;br /&gt;Mi tira pacco, avvisandomi cinque minuti prima dell’incontro.&lt;br /&gt;Un altro bel pomeriggio di sole ricevo un suo sms: vediamoci.&lt;br /&gt;Ok.&lt;br /&gt;Altro pacco.&lt;br /&gt;Arrivo a quota tre.&lt;br /&gt;Alla quarta mi rompo il cazzo, ma lui mi anticipa. Mi molla.&lt;br /&gt;Perché siamo incompatibili, c’è troppa differenza di età e poi nessun suo amico mi vede bene con lui.&lt;br /&gt;Va bene. Gli dico guardandolo negli occhi che mi fa schifo, che mi ha deluso, che lo facevo più maturo e che ovviamente non voglio più né sentirlo né vederlo.&lt;br /&gt;Amici?, mi domanda.&lt;br /&gt;Scordatelo, gli rispondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…Due settimane dopo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì. Discoteca.&lt;br /&gt;Ballo come un disperato sul cubo, mi sento fighissimo.&lt;br /&gt;Lo vedo, mi vede, mi chiama, scendo, mi prende per mano, l’afferro, mi dice di seguirlo, lo seguo, mi chiede scusa, ridacchio, mi richiede scusa, ri-ridacchio, mi dice mi sei mancato, gli dico anche io, mi dice sono stronzo, gli dico lo so, mi chiede di ritornare insieme e che faccio?&lt;br /&gt;Ma dico di sì, ovvio!&lt;br /&gt;Trombiamo, quella notte. Trombiamo in macchina, ci diamo dentro come due trivelle umane in un fottuto parcheggio buio. Poi mi dice ti amo.&lt;br /&gt;La mattina seguente mi molla.&lt;br /&gt;Piango. Mi dispero. Gli scrivo. Gli chiedo scusa (di cosa, non lo so. Sicuramente non di averlo sopportato per troppo tempo) ma mi dice no. Dice che mi merito di meglio (che spassoso!), che i fantasmi del suo passato gli hanno fatto visita in questo breve arco di tempo (mah!), che è cullato dalla sua malinconia, che è uno stronzo, che se lo penso faccio bene e che ciao, mi blocca da MSN.&lt;br /&gt;Lo aspetto al varco, il furbetto.&lt;br /&gt;Il giorno del mio compleanno si fa risentire, il furbo. Auguri di qua, ti voglio bene davvero di là. Firmato: il tuo principe deceduto.&lt;br /&gt;Boh, vallo a capire…&lt;br /&gt;Mi chiede di rimetterci assieme.&lt;br /&gt;E siamo a tre.&lt;br /&gt;Col cazzo, gli rispondo.&lt;br /&gt;Nel frattempo mi trovo a Forlì per passare delle bellissime (si fa per dire) vacanze estive. Mi tartassa via sms tutto il tempo. Mi chiede scusa in tutte le salse, mi dedica canzoncine tristanzuole, si auto commisera un po’, dice che è disposto anche a venirmi a trovare (ma è scemo?), che mi ha mollato per il mio bene (?), che ora che sono cambiato (?) mi rivuole com’ero prima (?), che vedendo le mie nuove foto si era spaventato per il mio repentino cambiamento (?), che io so che gli manco (?), che ha sofferto ultimamente di una fortissima emicrania e siccome, si sa, il dolore ti rende lucido si è accorto che gli manco (?) e che mi vuole (?).&lt;br /&gt;Leggo tutto il papiro contenuto in più sms.&lt;br /&gt;Mi faccio qualche risata e mi accorgo che se solo esistesse un simbolo capace di rappresentare graficamente quella mia ormai finita storia d’amore, beh, questo sarebbe un punto interrogativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E gli scrivo, semplicemente: scordatelo.&lt;br /&gt;Questo perché a furia di ingoiare merda mi sono accordo che la qualità più affascinante e nobile di un uomo è la dignità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vado a darmi delle pacche sulla spalla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-7089017172169270556?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/7089017172169270556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=7089017172169270556' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7089017172169270556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7089017172169270556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/11/lamour-toujours-2.html' title='L&apos;amour toujours 2'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-8433188040653547241</id><published>2009-10-23T14:19:00.000-07:00</published><updated>2009-10-26T08:47:01.597-07:00</updated><title type='text'>L'amour toujours</title><content type='html'>Questa sera mi diletterò nella narrazione delle mie sgangherate e strampalate storielline d'amore. Il fatto che abbiano fatto decisamente cagare non vuole dire molto. In fondo, c'è sempre qualcosa di positivo in ogni cosa. Nel mio caso, ho capito che a differenza degli altri, che della loro vita non sanno e non fanno un cazzo, io ho un talento speciale: so attirare i deficienti. &lt;br /&gt;Partiamo dall'inizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima vera e propria cotta risale a quando facevo prima media. Era della mia stessa scuola. La vedevo scorazzare tra i corridoi dell'edificio a braccetto con le sue amichette. Oggettivamente, faceva cagare, ma a me piaceva un sacco. Piaceva talmente tanto che me ne innamorai. Dopo di lei, ce ne sono state tante altre, di cotte, ma rimarrà sempre e comunque la persona che ho amato più della mia stessa vita. Ho proprio patito le pene dell'inferno, per questa. Letterine, sms, squilli insistenti, appostamenti sotto casa sua. A 12 anni ero già uno stalker a tutti gli effetti. Ovviamente lei me lo fece capire in tutte le salse: le facevo schifo, ero insistente, ero troppo piccolo (era una mia coetanea) e poi aveva detto no e basta. Un suo sms, l'ultimo, diceva: "Ho detto no. E non insistere"&lt;br /&gt;Da allora cercai di fare una cosa che mi rivoluzionò - o quasi - la vita: farmi furbo.&lt;br /&gt;Incominciai a fare il prezioso, a non guardarla più, a non tremare quando la incontravo per strada e riuscii anche a toglierle il saluto. Tutto questo non servì a niente, perchè ero proprio innamorato, proprio perso. Tentai il tutto e per tutto qualche anno dopo - cioè tre anni fa: niente da fare. Le facevo ancora schifo.&lt;br /&gt;Così, dopo aver capito che di me non aveva capito un'emerita minchia, che dei miei sentimenti se ne sbatteva le balle e che con le mie letterine si puliva il sedere scoprii che - udite udite - non mi meritava. All'inizio, dicevo così perchè sapevo che era giusto lo pensassi. Poi, quando maturai, capii che in effetti avevo ragione: avevo davvero molto da darle, da offrirle e soprattutto tanto, ma tanto di quell'amore che la metà sarebbe bastata. Gliel'avevo dimostrato in tutti - e dico tutti i modi. Non l'aveva capito: cazzi suoi.&lt;br /&gt;Erase&amp;Rewind.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiamento radicale: cambiamo sesso. Deluso dal sesso femminile, tentai col maschile (ovviamente la mia ricerca dell'amore non procedeva per tentativi ed errori, ero semplicemente cosciente della mia bisessualità).&lt;br /&gt;Proviamo, mi dissi. E provai.&lt;br /&gt;Boh, situazione molto confusa.&lt;br /&gt;Diciamo che siamo ancora insieme, siamo ancora fidanzati. Non c'è mai stato un "è finita", "ti odio, non ti voglio più sentire", "c'è qualcun altro", "ciao ciao". Ci siamo solo visti due volte, alla prima gli ho detto ti amo, alla seconda mi ha regalato il suo profilo. Siamo rimasti con un: "Dai, quando arrivi a casa mi mandi un sms?" (era venuto lui da me).&lt;br /&gt;"Sì", mi rispose.&lt;br /&gt;Qualcuno di voi l'ha più sentito?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo cornificai. Non si era fatto sentire da settimane, quindi capii che forse qualcosina era cambiato. Vabbò, pazienza. Conobbi un tale che aveva un anno in più di me. Insopportabile, appiccicoso, una vera e propria piattola. Dopo un po' di tempo lo rivalutai: era solo uno sfigato, un ragazzo solo e incompreso. Diventammo migliori amici e siccome o mi odi o mi ami, optò per la seconda. Tempo qualche mese e dichiarò il suo amore viscerale nei miei confronti. Ci rimasi di merda: il mio migliore amico si era innamorato di me?&lt;br /&gt;Sissignore. Ricariche telefoniche per poterci mandare gli sms (ogni settimana mi faceva una ricarica da 50 euro), foto scattate "per me", addirittura una volta si comprò una maglia uguale alla mia.&lt;br /&gt;Litigammo, so solo questo. Non ricordo nemmeno il motivo. So solo che quando lo incontro tuttora per strada lo saluto e bon. Penso che mi sia arrabbiato perchè poi lui si scocciò di amarmi a vuoto e dedicò le sue attenzioni a qualcun altro, che stavolta ricambiò. Geloso del suo amore non ricambiato, mi incazzai. Fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è una delle mie preferite.&lt;br /&gt;Michele di Asti.&lt;br /&gt;Ci eravamo conosciuti in chat. Solite cazzate: ciao, sei carino, ma davvero troppo, dai incontriamoci. Dai. Incontriamolo.&lt;br /&gt;Dopo aver inventato tante di quelle cazzate colossali ai miei genitori feci un biglietto del treno: da Torino ad Asti. Come una pera cotta persi il treno e da che dovevo partire alle otto di mattina partii alle undici. Per passarmi il tempo, siccome con me non avevo nè un libro nè un quaderno decisi di fare avanti e indietro come un deficiente con il pullman. Da capolinea a capolinea. Quando mi accorsi che l'autista mi guardava con fare perplesso e che la mia testa non ce la faceva più di reggere il rumore del motore del bus raggiunsi nuovamente la stazione. Non solo presi un treno sbagliato e quindi dovetti pagare di più il biglietto, ma mi annoiai a morte, perchè incontrai sul sedile di fronte al mio una signora che aveva una voglia matta di parlarmi di suo figlio e dei soliti dolori alle gambe, alla schiena, alle mani e Dio sa solo in che altro posto.&lt;br /&gt;"Dlin dlon, stazione di Asti".&lt;br /&gt;Scendo.&lt;br /&gt;Vuoto. Il deserto del Sahara era più affollato. Gli mandai un sms dolcissimo, della serie: "Uei, sono arrivato. Dove sei?"&lt;br /&gt;"Arrivo, son sul bus."&lt;br /&gt;Arrivò e il cuore prese a battere fortissimo. Sì, lo amavo. A me bastava vedere la sua camminata per rendermi conto che era l'amore della mia vita e blablabla. Stammo insieme per tipo quattro ora: per tre ore e mezza sparammo cazzate a vanvera e per mezz'ora decidemmo di farci furbi e parlare seriamente. In pratica, lo conobbi solo per mezz'ora. Era un appassionato di antiquariato (bleah), di pc antichi (bleah) e il suo tempo libero lo passava aggiustando mobili di legno antichi (bleah).&lt;br /&gt;Però, era bellissimo lo stesso.&lt;br /&gt;L'ambientazione era molto romantica: una cazzo di panchina e un cazzo di albero davanti. Per non guardarlo negli occhi fissai talmente tanto quest'albero che lo vidi in ogni prospettiva. Se me l'avesse chiesto, gli avrei anche detto quante foglie aveva.&lt;br /&gt;Poi...il momento del bacio.&lt;br /&gt;Bellissimo.&lt;br /&gt;Classica scena delle tossicchiate nervose e delle mie solite risatine idiote e imbarazzate. I nostri discorsi diventarono così:&lt;br /&gt;Lui: "Allora, ti piace star qui?"&lt;br /&gt;Io: "Hihi...Sissì..."&lt;br /&gt;Lui: "Mi fa piacere. Mi sento a mio agio."&lt;br /&gt;Io: "Sì, anche io. Eheh..."&lt;br /&gt;Lui: "Perchè ridi?"&lt;br /&gt;Io: "Non saprei hihi"&lt;br /&gt;Un clown in confronto a me faceva piangere. Si avvicinò ma con la coda dell'occhio vidi una signora portare a spasso il suo Bobby, così il magico momento scomparve, si avvicinò l'ora di andare via, lui si era scocciato, io ero imbarazzato, quindi mi accompagnò in stazione, gli feci talmente pietà da pagarmi anche il biglietto, mi salutò e qualche giorno mi scrisse che era ora di finirla perchè non gli davo certezze, che l'ex ancora lo martellava, che era un sacco impegnato che questo che quello e quindi ciao ciao e tante belle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche settimana dopo incontrai un suo omonimo. In foto era accettabile, dal vivo ridicolo. Odiavo tutto di lui: il naso, gli occhi, le scarpe, la voce, la camminata, i modi di fare. Di bello aveva solo una casa tutta per lui e un bel panorama che si vedeva dal suo terrazzo. Ero talmente disperato, talmente incazzato con il tale di Asti e avevo così voglia di alzarmi la mattina per ricevere un qualunque messaggio del buongiorno che me lo feci piacere e ogni volta che qualcuno mi chiedeva come fosse questo tizio misterioso rispondevo: "Oh...E' bellissimo!"&lt;br /&gt;Bello un corno. &lt;br /&gt;Non lo sopportavo: telefonava ogni secondo e aveva il vizio di chiamarmi "persona speciale"...Che cazzo vuol dire persona speciale?&lt;br /&gt;Tutti, per tutti, siamo speciali. Non c'è mai quello che dice: "Ah la mia amica/mamma/partner è una testa di minchia".&lt;br /&gt;Vabbè. Un giorno decidemmo di ufficializzare la nostra relazione. Accadde proprio così: "ci fidanziamo?", "ok".&lt;br /&gt;Da allora fummo insieme. Durò pochissimo, mi stancai subito delle sue telefonatine, delle sue troppe attenzioni e del fatto che, misteriosamente, eravamo insieme ma non potevamo baciarci. Nel senso che strusciarsi e altro andava più che bene, ma baciarsi no, proprio no. Mi avvicinavo timidamente alla sua bocca e con una brusca deviazione, girava la testa dall'altra parte. Non una, non due, non tre volte. SEMPRE!&lt;br /&gt;La canzone della nostra storia fu "Disturbia", di Rihanna. Non perchè ci piacesse in particolar modo o perchè ascoltandola ci facesse venire in mente chissà quale momento della nostra brevissima relazione, ma perchè era fissatissimo con quella canzone. Ascoltavamo solo quella. Se proprio si sentiva originale, "Sweet about me" di Gabriella Cilmi, che non solo a me non piaceva, ma me la cantava nell'orecchio sbagliando tutte e dico tutte le parole.&lt;br /&gt;Era una cosa tipo: "Suirabaummì! Notta suirabaummììì!"&lt;br /&gt;Che tristezza.&lt;br /&gt;Tentai di liquidarmelo con tutti i mezzi possibili: il silenzio, la maleducazione. Niente, era proprio cotto.&lt;br /&gt;Una mattina, a scuola, ricevetti un sms che diceva: "Questa mattina un principe azzurro verrà a prenderti davanti a scuola con il suo bel cavallo bianco".&lt;br /&gt;Inutile dire che eravamo proprio alla frutta.&lt;br /&gt;Davanti scuola?! Principe azzurro, cavallo bianco?!&lt;br /&gt;Gli risposi: "Ma sei impazzito? All'uscita viene a prendermi mio padre!"&lt;br /&gt;"E vabbè..."&lt;br /&gt;"Vabbè?! Quello ammazza prima me, poi te..."&lt;br /&gt;Non so cosa mi rispose, so solo che rimase sempre fermo su quel punto: lui mi sarebbe venuto a prendere, a costo di incontrare il Fantasma Formaggino per strada.&lt;br /&gt;Decisi di inventare una palla enorme, ma proprio grande.&lt;br /&gt;"Senti, mio nonno è all'ospedale e a mio papà hanno sparato in un braccio. Non è il caso"&lt;br /&gt;Minuti di silenzio di imbarazzo. Poi la sua risposta: "Ah...Boh, se vuoi del tempo per riflettere su noi te lo concedo"&lt;br /&gt;Che carino, me lo concedeva. Ma vaffanculo!&lt;br /&gt;No, gli dissi, no. Basta, è finita.&lt;br /&gt;Mi sentii prima un bugiardo (vero), poi un coglione (vero: mio papà sarebbe venuto a prendermi a scuola in fin di vita?) e soprattutto una merda (vero).&lt;br /&gt;Però, in quel momento mi interessava togliermelo dalle balle. Si sarebbe ripreso in fretta.&lt;br /&gt;Infatti, tempo qualche giorno lo incontrai sulla metro in compagnia di un tizio. Ascoltavano insieme la musica.&lt;br /&gt;Molto probabilmente "Disturbia" di Rihanna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora veniamo alle ultime due.&lt;br /&gt;Siccome mi stavano molto a cuore le relazioni a distanza, optai, stavolta, per Novara. &lt;br /&gt;Primo appuntamento.&lt;br /&gt;La dolce e bella anima mi raggiunse fino a casa e cenammo fuori. Durante la cena mi guardò negli occhi e mi disse: "Ti bacerei davanti a tutti". Come avrete ben capito non lo fece. Pagò il conto (mi anticipò, volevo pagare io per lui) e optammo per andarci a bere qualcosa in centro e poi per andare a ballare in discoteca.&lt;br /&gt;Per tutto il tempo fu molto premuroso e dolce: hai freddo? tieni il mio maglione! Sete? Ti offro da bere! Imbarazzato? Ma no, dai, vieni, fatti abbracciare. Sonno? Appoggiati sulla mia spalla.&lt;br /&gt;Stavolta ne ero proprio sicuro, sì sì: avevo trovato la mia dolce metà: premuroso, tenero, bello (lo era, molto), affettuoso. Garantito al limone.&lt;br /&gt;Come no.&lt;br /&gt;Tempo di arrivare in macchina ed era eccitato come un cretino, sembrava un cane in calore. Mancava la lingua penzoloni e il pisellino rosso rosso e ritto ritto.&lt;br /&gt;Più cretino di lui, cedetti alle sue lusinghe e tutto il resto fu leggenda.&lt;br /&gt;Non ci mollammo.&lt;br /&gt;Mi chiamava "amore", "piccolo", i suoi messaggi erano tutti picci pucci, chiamate tipo cinque o sei volte al giorno ma no, per lui non eravamo fidanzati.&lt;br /&gt;In pratica tutti sapevano che io ero fidanzato con lui. Il bello è che ero l'unico dei due a crederci fermamente. L'altro, se ne sbatteva allegramente i coglioni.&lt;br /&gt;La più bella, arriva domani.&lt;br /&gt;Merita un capitolo a parte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-8433188040653547241?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/8433188040653547241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=8433188040653547241' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8433188040653547241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8433188040653547241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/10/lamour-toujours.html' title='L&apos;amour toujours'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1714448301653648536</id><published>2009-10-15T13:35:00.001-07:00</published><updated>2009-10-15T14:20:12.209-07:00</updated><title type='text'>Estasi siderale</title><content type='html'>Questo, è un periodo che io definisco relativamente felice. In brevissimo tempo, tipo qualche giorno, ho scoperto la vera felicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Finalmente ho imparato ad evitare il gradino quasi invisibile che c'è al di fuori dell'aula di teoria di scuola guida. Ho così lasciato in pace qualche santo, senza doverlo ogni volta nominare. In più, sono due giorni che riesco ad uscire dall'edificio con un chè di altezzoso, senza dover inciampare e girarmi subito per vedere chi ha assistito allo show. Vado a lezione guida alle sette, mi siedo, sto attento alla lezione, ritiro tutto alle otto, esco ed entro in macchina con la schiena e le spalle diritte. Yeah!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Ho rivalutato qualche mio professore. Come al solito, chi all'inizio ti sta simpatico tende col tempo a starti inspiegabilmente sul culo. Finora, non ho ancora trovato un'eccezione (basti pensare che, prima di diventare culo e camicia con Betta, lei era una puttana ed io un frocio del cazzo. Ora lo siamo ugualmente, però ci ridiamo su e tanti saluti). Però, come ogni cosa, anche questa ha i suoi lati positivi: ho capito che esiste qualcuno più cretino di me. E scusatemi se è poco...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Ho scoperto che non faccio i monologhi! Esatto! Ho scoperto che c'è diversa gente che segue il mio blog. Questo mi riempie di gioia: anche a teatro non sono mai stato bravo a fare i monologhi. Non so, mi sembra di essere un ritardato. Grazie per cagarmi! Grazie per farmi capire che io, sì, esisto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Quella cretina della Gelmini colpisce ancora. Che vita impegnata, che ha! Riforme su riforme. Idee una più cretina dell'altra. Si vede, è proprio andata a scuola. Parlandoci chiaramente: solo andando a scuola puoi potenziare quelle che sono le tue abilità. Per essere così cogliona, deve essersi davvero ammazzata di studio. In ogni caso ho scoperto che la nostra vecchia amica volpona vuole ridurre le vacanze estive di ventotto giorni. Della serie: ti piace fare vacanza da giugno a inizio settembre? Sì? Beh, quest'anno puoi scordartelo!&lt;br /&gt;Se Dio vuole, quest'anno finirò la quinta e poi andrò a costruire barchette di carta col mio diploma. Il problema vacanze, non si porrà più. Male che vada, ripeterò l'anno e dormirò beatamente per ventotto giorni. C'è di peggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Sto comprando sempre più libri e sto leggendone sempre meno. Potrò morire di tumore, di crepacuore, di tutto ma non di noia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Sul pullman che prendo la mattina per andare a scuola vedo quasi sempre una ragazza che assomiglia troppo ad Ashley Tisdale. Ovviamente, nessuno concorda. La vedo solo io, questa somiglianza, ma non importa. Sopravviveremo tutti, lei compresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Domani arriverà mio papà dopo un corso di aggiornamento per non so bene cosa a Bolzano. Ciò significa che avere la mia camera e quindi il mio pc liberi sarà solo un'utopia, avrò qualcuno in più con cui - chissà - litigare e sarà sempre un'avventura scovare tazzine di caffè e fazzoletti di stoffa sotto il divano, o sotto il letto o sopra i comodini. La mia parte masochista ringrazia calorosamente.&lt;br /&gt;Al lavoro, Indiana Jones, andiamo alla ricerca di nuove tazzine da lavare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) Oggi i miei link su Facebook stanno facendo un successone. E' pieno di "mi piace". Vedo la scritta anche sul muro, sto diventando proprio schizzato. Grazie a tutti voi, 2550 amici sconosciuti, che anche se non mi conoscete, anche se magari poi ci incontriamo per strada e ci ammazziamo di legnate, sostenete la fondazione "Dona un 'Mi piace' a Stefano Aiello e rendilo felice!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Oggi, in pullman, ho rivisto una mia compagna delle elementari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10) Sto tornando ad essere routinario: prima di andare a dormire, mi sbafo dei biscottini lunghi un centimetro e larghi mezzo millimetro con sopra un cucchiaio grande così di marmellata ai frutti di bosco. Avere un programma da rispettare, non ha prezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11) Fra poco ricomincia il corso di teatro. Non è fantastico?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12) Non so più che cosa scrivere. Rallegratevi, il papiro è terminato qui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tante belle cose, baci baci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1714448301653648536?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1714448301653648536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1714448301653648536' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1714448301653648536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1714448301653648536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/10/estasi-siderale.html' title='Estasi siderale'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1211781823502994259</id><published>2009-10-12T15:33:00.000-07:00</published><updated>2009-10-12T16:01:30.239-07:00</updated><title type='text'>La resa dei conti</title><content type='html'>Questa. Questa è una lettera che sento mia. Qualcosa che quando leggo mi procura brividi, tremiti. Qualcosa che mi fa cadere in una voragine di emozioni. &lt;br /&gt;Queste, sono quelle che definisco parole.&lt;br /&gt;Qua dentro, ci sono i sentimenti.&lt;br /&gt;Qua, in mezzo a queste parole, trovo amore, gioia, ansia, paura, tristezza.&lt;br /&gt;Qua trovo tutto.&lt;br /&gt;Qua mi ritrovo, ci sono io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cercherò di essere il più lungo possibile, di dire finalmente tutto, tutto quello che penso.&lt;br /&gt;Anche se non so da dove cominciare.&lt;br /&gt;Vergognoso. Idiota. Patetico.&lt;br /&gt;Io, diciotto anni, ignaro di come funziona il mondo, di come funzioni tu, di cosa senti, di cosa provi, di cosa vuoi, decido di mettere in rischio tutto. Tutto. &lt;br /&gt;Per cosa? Forse per come ti ho idealizzato? &lt;br /&gt;No. Tutto quello che ho sentito nell'arco di due secondi non lo potrò mai, mai dimenticare. Non ho idealizzato nulla, non ho messo dentro nessuno schema un qualche sentimento.&lt;br /&gt;Ho solamente sentito, percepito.&lt;br /&gt;Ho messo la razionalità in tasca, o forse l'ho lasciata a casa.&lt;br /&gt;Perchè razionalmente, nulla poteva funzionare.&lt;br /&gt;Razionalmente, poteva essere tutta una messinscena.&lt;br /&gt;Razionalmente, potevo solo costruire una cornice intorno all'attrazione fisica che c'era. &lt;br /&gt;Razionalmente, potevo aggrapparmi solo ad un sentimento creato su due piedi, tanto per avere un passatempo, tanto per avere un ricordo di quella notte, di quell'ora che come un demente ho fatto avanti e indietro per una discoteca nella quale non avevo messo mai piede.&lt;br /&gt;Razionalmente, tu eri solo una presenza, una persona, uno tra mille. Non unico, uno dei tanti.&lt;br /&gt;E guarda un po': non è così.&lt;br /&gt;"Vergognoso. Patetico. Idiota"&lt;br /&gt;Mi spiace tantissimo, potessi farmi del male, anche fisicamente, per poter ricominciare tutto, lo farei. &lt;br /&gt;Ma, dico io, che dire in merito alle tue contradditorie confessioni?&lt;br /&gt;In due o tre giorni sono passato da ragazzo interessante (e quindi possibile da incontrare) a uno col quale forse è meglio non avere niente a che fare.&lt;br /&gt;Poi, un barlume di speranza, ci possiamo vedere. A una sola condizione: che io faccia QUELLA cosa.&lt;br /&gt;Cosa devo firmare? Cosa devo suggellare?&lt;br /&gt;Tentare il tutto per tutto, scendere, conoscere, mollare per...?&lt;br /&gt;Non sto dicendo che ho bisogno di un motivo VALIDO, per farlo. Sto solo dicendo che io non ho certezze, non so niente di te, di quello che provi, di quello che vuoi, di quello che cerchi. &lt;br /&gt;Io sì.&lt;br /&gt;Mi avessi fatto capire qualcosa...&lt;br /&gt;Mi avessi detto qualcosa...&lt;br /&gt;E allora volano giù quelle tre paroline magiche, che hanno rovinato tutto.&lt;br /&gt;Davvero?&lt;br /&gt;Davvero sono state così importanti?&lt;br /&gt;Magari non parli di paura.&lt;br /&gt;Ma parli di...di che cosa? Di che cosa parli?&lt;br /&gt;Cosa vorresti, che facessi?&lt;br /&gt;Di patetico ho solo trovato il tuo modo di affrontare le cose.&lt;br /&gt;Non si discute, non si argomenta, non ci si scambiano opinioni o impressioni.&lt;br /&gt;No, si chiude.&lt;br /&gt;Si chiudono i contatti, ci si rinchiude nel silenzio.&lt;br /&gt;Come se portasse a qualcosa...&lt;br /&gt;Certo. Potrei anche non farmi sentire. Potrei anche diventare un ricordo. Potrei anche essere niente.&lt;br /&gt;Ma di certo non verresti fuori dalla situazione. Non te ne fregherà molto, ok, ma lasci comunque qualcosa di incompleto, alle tue spalle.&lt;br /&gt;Purtroppo non sono stato capace di incassare il colpo, di sentirmi dire che le coincidenze allontanano. Sempre.&lt;br /&gt;Credi, credi, credi...&lt;br /&gt;Ma tu, cosa sai? Cosa ne sai?&lt;br /&gt;Tu credi! Credi!&lt;br /&gt;O magari senti. Avverti. Percepisci.&lt;br /&gt;Ma cosa sai?&lt;br /&gt;COS'E' CHE SAI?&lt;br /&gt;Non conosco il tuo stile di vita. &lt;br /&gt;Dimmi: tu credi solo?&lt;br /&gt;Tu non tenti, non rischi, non fai?&lt;br /&gt;E' lo stesso motivo per il quale io ho preso i contatti, ho tentato di fare qualcosa per mantenerli.&lt;br /&gt;Perchè sento determinate sensazioni, credo in determinate cose.&lt;br /&gt;Ma non le so. E ho bisogno di saperle.&lt;br /&gt;Per questo rischio, per questo scendo, per questo mi isolo dal mio mondo per entrare in un altro, forse più bello, forse più brutto.&lt;br /&gt;Credo bello, ma non posso saperlo, devo andarci.&lt;br /&gt;E scusami, se penso che il tuo ragionamento sia patetico! Scusami se ti ho dato dell'idiota, del vergognoso!&lt;br /&gt;Scusami se mi sono arrabbiato semplicemente...perchè tengo a te. Perchè ho a cuore tutto. Le poche chiacchierate, quei cazzo di secondi in cui ti ho visto. Scusami se non appena ho visto che una delle cose più belle che io abbia mai avuto se ne stava andando via, mi sono inalberato.&lt;br /&gt;Scusami, se forse ho dimostrato troppo.&lt;br /&gt;Se le mie fossero state percezioni, sensazioni, credenze...Non avrei reagito così.&lt;br /&gt;Non sarei qua.&lt;br /&gt;Non scriverei.&lt;br /&gt;E invece, abracadabra, sono qua.&lt;br /&gt;Ho solo paura, tanta paura, una paura bestia. Di quello che potrai pensare, di quello che succederà, del tuo silenzio, delle tue parole, di ciò che sento, di ciò che provo, di ciò che chissà, magari saprò.&lt;br /&gt;So che non ho solo provato, sentito, avvertito. So che ho conosciuto quel qualcosa che mi ha fermato, che mi ha bloccato l'anima. Quel qualcosa che mi impedisce di dormire. Solo io conosco quei batticuori, quelle contemplazioni davanti alle tue foto. Solo io mi sento parte di te, parte di un tutto. In te, mi ritrovo. In te, io vivo. In te, ci sono. Mi sento VIVO.&lt;br /&gt;Non dico che funzionerà, non dico che sei te l'Amore.&lt;br /&gt;Perchè non ho supposizioni, convinzioni, non voglio rinchiudere te in uno schema, in un'idea.&lt;br /&gt;Voglio solo vivere la situazione, vivere quello che ci sarà, estrapolando tutto ciò che c'è di bello o brutto, ma soprattutto di vivo.&lt;br /&gt;Solo allora saprò - sapremo - se quel qualcosa è destinato a danneggiarci o a portarci benessere.&lt;br /&gt;Ho finito, concludo qua.&lt;br /&gt;Scusami, se ho sbagliato.&lt;br /&gt;Ma sai perchè l'ho fatto.&lt;br /&gt;Non ti amo, non ti voglio bene. Non provo niente.&lt;br /&gt;Sei me, sei la mia persona, fai parte di me.&lt;br /&gt;Ed è qualcosa che va aldilà di qualsiasi parola, di qualsiasi interpretazione, di qualsiasi concezione, di qualsiasi sentimento.&lt;br /&gt;Con tutto, con tutto me stesso."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1211781823502994259?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1211781823502994259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1211781823502994259' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1211781823502994259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1211781823502994259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/10/la-resa-dei-conti.html' title='La resa dei conti'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1566168570076006264</id><published>2009-10-12T15:10:00.000-07:00</published><updated>2009-10-12T15:16:05.386-07:00</updated><title type='text'>"Non riattaccare" - Gigi D'Alessio</title><content type='html'>Avevo un pò bevuto&lt;br /&gt;E quello mi ha tradito: mi sono comportato, in modo esagerato&lt;br /&gt;Ho superato i limiti, come fanno gli stupidi che sanno quando sbagliano&lt;br /&gt;Ma dopo un po' si pentono.&lt;br /&gt;E chi diceva ai grandi nell'amore sai non piangono,vincono se fuggono&lt;br /&gt;Io invece sembro un bimbo messo all'angolo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono io, non riattaccare lasciami parlare: &lt;br /&gt;tutto in un minuto non si può spiegare&lt;br /&gt;Sì lo so che è stato solo un malinteso, io ti chiedo scusa ero assai nervoso ed anche un po agitato: quando ho visto che ti ha salutato...&lt;br /&gt;Lo so che non mi sono controllato ed è per questo che io l'ho aggredito&lt;br /&gt;E me ne sono andato, come un animale che non sa parlare, proprio come un cane&lt;br /&gt;So solo abbaiare&lt;br /&gt;Non mi vuoi sentire, già mi vuoi lasciare&lt;br /&gt;Sappi almeno che quello che ho fatto è stato solo per amore&lt;br /&gt;Non volevo farti vergognare&lt;br /&gt;La gelosia mi ha preso dritta al cuore, perché sai che sopra a questo mondo&lt;br /&gt;Amo solo te&lt;br /&gt;Tu sei troppo sensibile, per essere impassibile: &lt;br /&gt;Ho cominciato a credere provassi ancora un debole&lt;br /&gt;Un vecchio amore effimero, a volte può succedere &lt;br /&gt;Che in uno sguardo ti può far ricredere&lt;br /&gt;Puoi lasciarmi perdere però fai in modo che le mie parole al cuore arrivino&lt;br /&gt;E che poi non restino appese solo a un filo di un telefono&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non chiudere una storia &lt;br /&gt;Dai non fare così: &lt;br /&gt;regalami il perdono con un semplice sì&lt;br /&gt;Perché non può morire per amore&lt;br /&gt;Chi muore d'amore soltanto per te&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1566168570076006264?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1566168570076006264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1566168570076006264' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1566168570076006264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1566168570076006264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/10/non-riattaccare-gigi-dalessio.html' title='&quot;Non riattaccare&quot; - Gigi D&apos;Alessio'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-5186943469565129361</id><published>2009-10-12T14:17:00.000-07:00</published><updated>2009-10-12T14:21:28.730-07:00</updated><title type='text'>"I will be" - Leona Lewis</title><content type='html'>Non c'è niente che potrei dirti&lt;br /&gt;niente che potrei mai fare&lt;br /&gt;per farti capire&lt;br /&gt;cosa significhi per me&lt;br /&gt;Tutto il dolore, le lacrime che ho pianto&lt;br /&gt;tuttavia non hai mai detto addio&lt;br /&gt;ed ora so&lt;br /&gt;quanto andresti lontano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che ti ho deluso&lt;br /&gt;ma non è così adesso&lt;br /&gt;questa volta non ti lascerò mai andare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sarò&lt;br /&gt;tutto ciò che vuoi&lt;br /&gt;e mi rimetterò in sesto&lt;br /&gt;perchè tu mi aiuti a non andare a pezzi&lt;br /&gt;Tutta la mia vita&lt;br /&gt;sarò con te per sempre&lt;br /&gt;per farti andare avanti fino alla fine della giornata&lt;br /&gt;e rendere tutto okay&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavo di avere tutto&lt;br /&gt;non sapevo ciò che la vita ti può dare&lt;br /&gt;ma adesso capisco&lt;br /&gt;onestamente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei l'unica cosa che ho fatto di giusto&lt;br /&gt;l'unica che ho lasciato entrare in me&lt;br /&gt;Ora riesco a respirare&lt;br /&gt;perchè sei qui con me&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se ti ho deluso&lt;br /&gt;cambierò tutto&lt;br /&gt;perchè non ti lascerò mai andare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè senza di te non riesco a dormire&lt;br /&gt;mai e poi mai ti lascerò andare via&lt;br /&gt;Se tutto ciò che ho, tutto ciò che voglio&lt;br /&gt;Sì&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E senza di te non so cosa farei&lt;br /&gt;Mai e poi mai riuscirei a vivere un giorno senza di te&lt;br /&gt;qui con me&lt;br /&gt;capisci?&lt;br /&gt;Sei tutto ciò di cui ho bisogno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io sarò&lt;br /&gt;tutto ciò che vuoi&lt;br /&gt;e mi rimetterò in sesto&lt;br /&gt;perchè tu mi aiuti a non andare a pezzi&lt;br /&gt;Tutta la mia vita&lt;br /&gt;(la mia vita)&lt;br /&gt;sarò con te per sempre&lt;br /&gt;per farti andare avanti fino alla fine della giornata&lt;br /&gt;e rendere tutto okay&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sarò&lt;br /&gt;tutto ciò che vuoi&lt;br /&gt;e mi rimetterò in sesto&lt;br /&gt;perchè tu mi aiuti a non andare a pezzi&lt;br /&gt;Tutta la mia vita&lt;br /&gt;sai che sarò con te per sempre&lt;br /&gt;per farti andare avanti fino alla fine della giornata&lt;br /&gt;e rendere tutto okay&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-5186943469565129361?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/5186943469565129361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=5186943469565129361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5186943469565129361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5186943469565129361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/10/i-will-be-leona-lewis.html' title='&quot;I will be&quot; - Leona Lewis'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-2325593672784833723</id><published>2009-10-12T12:51:00.000-07:00</published><updated>2009-10-12T13:04:12.505-07:00</updated><title type='text'>"What if" - Ashley Tisdale</title><content type='html'>Non parlare, non ci posso credere.&lt;br /&gt;Sta succedendo, la nostra situazione non va bene.&lt;br /&gt;Svegliati, chi credi di prendere in giro?&lt;br /&gt;Non avrei mai pensato che tu fossi così. Tu dovevi essere lì, accanto a me.&lt;br /&gt;Quando dici che mi vuoi, non ci credo. &lt;br /&gt;Sei sempre pronto ad arrenderti.&lt;br /&gt;E se dovessi avere bisogno di te, baby? Almeno proveresti a salvarmi?&lt;br /&gt;O troveresti un'altra stupida scusa per non dire mai la verità?&lt;br /&gt;E se ti dovessi dire che ti amo, pensi di essere tu la persona giusta? &lt;br /&gt;O mi guarderesti andare via senza neanche lottare per me?&lt;br /&gt;Sono così stanca di aver paura che tu ti arrenda, io potrei inciampare e tu mi lasceresti andare così.&lt;br /&gt;E tutto quello che siamo stati sembra cancellarsi, ma non il dolore, perchè tu non sai distinguere il buono dal male.&lt;br /&gt;Quando ti dico che ti voglio, sai che è vero, e anche nei miei momenti di debolezza c'è sempre tempo per provare.&lt;br /&gt;E se dovessi avere bisogno di te, baby? Almeno proveresti a salvarmi?&lt;br /&gt;O troveresti un'altra stupida scusa per non dire mai la verità?&lt;br /&gt;E se ti dovessi dire che ti amo, pensi di essere tu la persona giusta?&lt;br /&gt;O mi guarderesti andare via senza neanche lottare per me?&lt;br /&gt;Ogni volta che parlo provi a fermarmi, perchè ogni piccola cosa che dico è sbagliata. &lt;br /&gt;Dici che te ne stai accorgendo, ma non lo vedi mai, questo è cosa sono veramente, e voglio sapere se vivrai senza di me, o cambierai idea.&lt;br /&gt;E se dovessi avere bisogno di te, baby? Almeno proveresti a salvarmi?&lt;br /&gt;O troveresti un'altra stupida scusa per non dire mai la verità?&lt;br /&gt;E se ti dovessi dire che ti amo, pensi di essere tu la persona giusta? &lt;br /&gt;O mi guarderesti andare via senza neanche lottare per me?&lt;br /&gt;E se dovessi avere bisogno di te, baby?&lt;br /&gt;Se dovessi avere bisogno di te, yeah...?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-2325593672784833723?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/2325593672784833723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=2325593672784833723' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2325593672784833723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2325593672784833723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/10/what-if-ashley-tisdale.html' title='&quot;What if&quot; - Ashley Tisdale'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-2855994703392094301</id><published>2009-10-11T14:55:00.000-07:00</published><updated>2009-10-11T15:20:53.814-07:00</updated><title type='text'>"It's alright, It's OK" - Ashley Tisdale o "Cried me a river" - Kristinia Debarge</title><content type='html'>Mi hai detto che non c'era bisogno&lt;br /&gt;Di parlarne in giro perchè è troppo tardi&lt;br /&gt;Per procedere e rallentando&lt;br /&gt;Ho preso le tue paole e me ne sono andata via&lt;br /&gt;Senza guardare indietro&lt;br /&gt;Non voglio rimpiangere, no&lt;br /&gt;Troverò la mia strada&lt;br /&gt;Sono a pezzi ma continuo a dire&lt;br /&gt; Tutto a posto,ok&lt;br /&gt;Sto molto meglio senza di te&lt;br /&gt;Non sono dispiaciuta&lt;br /&gt;Tutto a posto,ok&lt;br /&gt;Quindi non preoccuparti di quello che faccio&lt;br /&gt;Non importa quello che dici&lt;br /&gt;Non ritornerò&lt;br /&gt;Il nostro ponte è bruciato&lt;br /&gt;Ora sono più forte&lt;br /&gt;Tutto a posto, ok&lt;br /&gt;Sto molto meglio senza di te&lt;br /&gt;Non sono dispiaciuta&lt;br /&gt;Ti sei preso gioco di me&lt;br /&gt;Mi hai tradito&lt;br /&gt;Il tuo amore non era niente tranne che un gioco&lt;br /&gt;Sostenevi un ruolo&lt;br /&gt;Hai preso il controllo&lt;br /&gt;Io non ho potuto aiutare&lt;br /&gt;Sono solo potuta cadere così profondamente&lt;br /&gt;Ma ora vedo le cose chiare&lt;br /&gt;Non sprecare la tua scena di lacrime su di me&lt;br /&gt;Solo salvale per qualcuno per cui ne avrai bisogno&lt;br /&gt;E'la fine della strada, ho chiuso la porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora ricordo il giorno in cui ci siamo incontrati&lt;br /&gt;Ho resistito ad ogni parola che mi hai detto&lt;br /&gt;Mi hai chiesto di arrendermi&lt;br /&gt;Ed è quel che ho fatto&lt;br /&gt;E tu hai rotto il mio cuore ancora ed ancora&lt;br /&gt;Così ora tu sei dispiaciuto come sei tutto innamorato&lt;br /&gt; ma dov’era il tuo dispiacere quando l’hai rotto tutto?&lt;br /&gt;Non ho mai detto a me stessa ancora che non c’è modo che ti sto facendo entrare&lt;br /&gt;Perché resisto ricordando quando hai preso in giro&lt;br /&gt;Ho pianto me [come] un fiume, ho pianto me [come] un mare, ho pianto me [come] un oceano, sono fresca [a causa] delle lacrime che mi hai fatto salire&lt;br /&gt;E le emozioni non mi hanno fatto aver nulla&lt;br /&gt;E non avrei voluto fare nulla per te in questo mondo&lt;br /&gt;Avrei anche voluto fare tutto quello che mi dicesti&lt;br /&gt;Non puoi avere il mio numero, non vogliamo essere amici,&lt;br /&gt;Non mi preoccupo di vederti ora e poi non è [per] questo che io sono dura&lt;br /&gt;E' solo quello che mi sono fatta, il mio cuore ha finalmente detto che abbastanza è abbastanza&lt;br /&gt;Giusto nel caso in cui non sei chiaro&lt;br /&gt;E tu pensi che c’è una chance&lt;br /&gt;Non c’è modo di avvicinarti a questo o avermi ancora finchè l’inferno si sarà ghiacciato su di te&lt;br /&gt;Necessiti di capire che non tornerai mai con me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-2855994703392094301?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/2855994703392094301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=2855994703392094301' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2855994703392094301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2855994703392094301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/10/its-alright-its-ok-ashley-tisdale-o.html' title='&quot;It&apos;s alright, It&apos;s OK&quot; - Ashley Tisdale o &quot;Cried me a river&quot; - Kristinia Debarge'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-1724304265055573004</id><published>2009-10-06T13:28:00.001-07:00</published><updated>2009-10-06T16:29:45.264-07:00</updated><title type='text'>La hit parade degli insulti più brillanti ricevuti in tutta la mia vita</title><content type='html'>Che io stia sul culo a mezzo mondo lo sanno anche i cani.&lt;br /&gt;E' piuttosto palese: spesso elemosino attenzioni, faccio squilletti isterici al telefonino come per dire "Uei, esisto!", quando esco di casa ci metto tre ore a prepararmi manco dovessi uscire con Paris Hilton (con lei, almeno una settimana di preparazione), quando faccio qualcosa di sbagliato biascico salamelecchi, chiedo scusa, rompo i coglioni in una maniera allucinante, canto sempre le stesse canzoni, soprattutto ascolto sempre le stesse canzoni, la mattina in pullman non parlo con nessuno perchè &lt;em&gt;devo&lt;/em&gt; ascoltare la musica e perchè quando dico no motivo la risposta con "perchè no".&lt;br /&gt;Nell'arco della mia breve esistenza sono stato sottoposto a tutti gli esperimenti possibili ed immaginabili per verificare quanto, in scala da 1 a 10, me ne fottessero le palle del giudizio degli altri. Ovviamente la risposta è 0 e 10.&lt;br /&gt;Perchè un po' me ne fotte (un po' tanto), e un po' no (ma proprio niente niente).&lt;br /&gt;Dunque, ecco qui sotto riportata la classifica, in ordine decrescente, degli insulti più disparati e disperati che io abbia mai ricevuto.&lt;br /&gt;Perchè lo faccio?&lt;br /&gt;Boh.&lt;br /&gt;Non ho sonno.&lt;br /&gt;Potrei incominciare un bel viaggio introspettivo (e poi quello in un altro posto).&lt;br /&gt;Potrei sponsorizzare quei giovani volpastri che mi hanno insultato.&lt;br /&gt;O, più semplicemente, alimentare il mio ego che ultimamente, siccome senza un motivo mi sento un emerito sfigato (e qui, il mio caro amico Eric Fromm avrebbe qualcosa da dire in merito: sentirsi o esserlo?), ha bisogno di essere coccolato e stimolato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla posizione numero 10 troviamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sei strano"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora. Ho deciso di metterlo in ultima posizione perchè, sinceramente, non lo capisco. Sono strano.&lt;br /&gt;Ma che vuol dire strano?&lt;br /&gt;Un po' come dire:"Ti è piaciuto questo libro?"&lt;br /&gt;"Sì, bello! Molto particolare!"&lt;br /&gt;E che vuol dire? Tutto è particolare!&lt;br /&gt;Sai com'è, in questa Terra ci sono 5 o 6 miliardi di cristiani che respirano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla posizione numero 9 troviamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Minchia, ma 'sti cazzo di brufoli come ti sono venuti fuori?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guarda, non saprei. Penso sia l'età, lo sfogo, gli ormoni, cazzo ne so.&lt;br /&gt;Sta di fatto che del mio visino me ne sbatte altamente il cazzo.&lt;br /&gt;E se comunque mi giudichi sull'aspetto fisico, beh, evidentemente di me non hai colto l'essenziale.&lt;br /&gt;Dunque sei un idiota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla posizione numero 8 troviamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sei acido"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarò anche acido, che ti devo dire. Se mi piaci, mi piaci. Se mi fai schifo, mi fai schifo. Più che altro è correttezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla posizione numero 7 troviamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sei uno sfigato"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui non commento. Lo sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla posizione numero 6 troviamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quello che mi piace di te è che sei fondamentalmente un cretino e dai pure l'impressione che a te vada bene così"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, in effetti un po' è vero. Diciamo che ci marcio un po' su. Mi piace far finta di non capire quello che purtroppo capisco, e viceversa.&lt;br /&gt;Diciamo che sono fondamentalmente ipocrita. E va bene così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla posizione numero 5 troviamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sei ipocrita/bugiardo/falso/contapalle"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le uniche balle che ho raccontato sono state quelle in cui ho inventato più volte che avevo il nonno in ospedale o che avevano sparato in un braccio a mio papà durante un inseguimento per non uscire con un'ameba (che poi era una persona semplicemente noiosa e logorroica). Un po' me ne pento, in effetti non è stato un gesto molto carino. Ma ora il nonno è morto e mio papà si è tolto la fascia: il braccio è ritornato come quello di prima.&lt;br /&gt;E l'ameba, ovvio, se n'è scappata ben lontano da qua, a zampe levate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla posizione numero 4 troviamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Spero che tu puoi morire in questo istante"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La minaccia di morte, in sè, mi fa scompisciare. Non mi dice niente, e poi sono ancora vivo e vegeto, contando che mi avranno ripetuto questa tiritera chissà quanto tempo fa.&lt;br /&gt;In realtà non è nulla di originale o di nuovo.&lt;br /&gt;E' solo che manca il congiuntivo, e l'erroraccio vale doppio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla posizione numero 3 troviamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Spesso mi soffermo a leggere quello che scrivi. Perchè sei sempre così nervoso?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Disponibile anche nella versione aggiornata)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quando non ho un cazzo da fare leggo quello che scrivi. Possibile che tu sia in continuazione nervoso come una puttana che ha le sue cose?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, credimi, non sono nervoso. Di solito scrivo quando o sono triste o mi sento apatico e quindi sento la necessità di realizzarmi facendo l'unica cosa che più mi aiuta e mi riesce: scrivere.&lt;br /&gt;Non scrivo interventi allegrucci in cui parlo della bellezza della vita e in cui ringrazio Dio per la botta di culo che ho avuto nel fare questo o quello perchè, in quei rari momenti, sono impegnato a saltellare, danzare o canterellare per i cavoli miei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla posizione numero 2 troviamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Pompinaro del cazzo"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tralasciando gusti sessuali. Che c'è di strano, in questo?&lt;br /&gt;Che io sappia, i pompini si fanno solo al cazzo.&lt;br /&gt;Poi, che io mi sia perso qualcosa, è tutta un'altra storia.&lt;br /&gt;Anche questo insulto non è nulla di entusiasmante, però quando l'ho letto dapprima mi sono fatto serio serio, poi mi son piegato a 90 (tanto per fare una citazione!) dal ridere.&lt;br /&gt;E poi, io sono vergine. (Rimando i più dubbiosi alla posizione numero 5, senza passare dal via. Qualora ritornassero...ok, mi arrendo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla posizione numero 1 troviamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Io nn ti o dettoche nn ci sareemmo potyuti più vedere, o solaemnte detto che nn 6 il mio tipo e sikkome non volgio farti sofrfire te lo detto subito. Se poi te 6 un filglio di puttana basrtardo e tua mamma 1 lekkakulo della minkia nn ci poxo far niente, capito?????????????????!!!!!!!!!!!!!! Ma a va a murì ammazato picio!!!!!!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è l'apposito spazio per i commenti alla fine dell'intervento.&lt;br /&gt;Io, sinceramente, sto morendo dal sonno.&lt;br /&gt;E, sempre sinceramente, tutta la voglia di commentare un geroglifico del genere non ce l'ho.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ficco a letto, ciao ciao!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-1724304265055573004?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/1724304265055573004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=1724304265055573004' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1724304265055573004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/1724304265055573004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/10/la-hit-parade-degli-insulti-piu.html' title='La hit parade degli insulti più brillanti ricevuti in tutta la mia vita'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-253705802110055240</id><published>2009-10-02T13:37:00.000-07:00</published><updated>2009-10-07T15:18:47.067-07:00</updated><title type='text'>"Così speciali", Bella Bathurst</title><content type='html'>Un bel giorno, avendo poco da fare, decisi di recarmi con Betta nella cartoleria vicino alla mia scuola. Avrò avuto, boh, sui 13, 14 anni. Bazzicando per il negozietto mi imbattei in un libro dalla copertina che a me piacque subito: quattro ragazze in copertina. Sai che roba.&lt;br /&gt;Lessi la trama e decisi che, sì, è mio. Grazie e arrivederci.&lt;br /&gt;Me ne innamorai: lo divorai come fosse stato un Big Mac. Infatti la copertina subito si rovinò (cosa che odio), si formarono delle specie di orecchiette (idem) e le pagine si ingiallirono (idem).&lt;br /&gt;Ovviamente non me ne stetti mica zitto: dissi a mezzo mondo che avevo letto un libro troppo figo, con dei personaggi troppo particolari, una trama troppo interessante, un finale troppo bello. Era tutto un troppo.&lt;br /&gt;Perciò, tempo qualche giorno e...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciao Ste"&lt;br /&gt;"Uei"&lt;br /&gt;"Che fai, leggi?"&lt;br /&gt;"No, gioco a carte!"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;"Certo che leggo."&lt;br /&gt;"Ah, e che è?"&lt;br /&gt;"Si chiama &lt;em&gt;Così speciali&lt;/em&gt;. E' bello, sai?"&lt;br /&gt;"Sì? Di che parla?"&lt;br /&gt;"Di questo e questo" [viene letta la trama]&lt;br /&gt;"Fiiigo! Quando lo finisci me lo presti?"&lt;br /&gt;"Ok"&lt;br /&gt;Lo finisco. Glielo presto.&lt;br /&gt;"Ti è piaciuto?"&lt;br /&gt;"Sì, moltissimo! Avevi ragione!"&lt;br /&gt;"Bene...E dov'è?"&lt;br /&gt;"Ah! A casa. Te lo riporto, eh?"&lt;br /&gt;"Sì sì."&lt;br /&gt;Come no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disperato, me ne andai alla Feltrinelli, alla ricerca del libro da acquistare per la seconda volta. Una volta pagato, promisi a me stesso che non l'avrei più prestato a nessuno.&lt;br /&gt;A-ha. Certo.&lt;br /&gt;Lo rileggo e molto astutamente decido di portarmelo a scuola.&lt;br /&gt;Si avvicina una compagna di scuola:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciao Ste"&lt;br /&gt;"Uei"&lt;br /&gt;"Che fai, leggi?"&lt;br /&gt;"No, gioco a carte!"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;"Certo che leggo."&lt;br /&gt;"Ah, e che è?"&lt;br /&gt;"Si chiama Così speciali. E' bello, sai?"&lt;br /&gt;"Sì? Di che parla?"&lt;br /&gt;"Di questo e questo" [viene letta la trama]&lt;br /&gt;"Fiiigo! Quando lo finisci me lo presti?"&lt;br /&gt;"Ok"&lt;br /&gt;Lo finisco. Glielo presto.&lt;br /&gt;"Ti è piaciuto?"&lt;br /&gt;"Sì, moltissimo! Avevi ragione!"&lt;br /&gt;"Bene...E dov'è?"&lt;br /&gt;"Ah! A casa. Te lo riporto, eh?"&lt;br /&gt;"Sì sì."&lt;br /&gt;Come no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stesso copione. Incarognito, per la terza volta, lo riacquistai. Grazie e arrivederci, venga ancora a trovarci! Indovinate?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciao Ste"&lt;br /&gt;"Uei"&lt;br /&gt;"Che fai, leggi?"&lt;br /&gt;"No, gioco a carte!"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;"Certo che leggo."&lt;br /&gt;"Ah, e che è?"&lt;br /&gt;"Si chiama Così speciali. E' bello, sai?"&lt;br /&gt;"Sì? Di che parla?"&lt;br /&gt;"Di questo e questo" [viene letta la trama]&lt;br /&gt;"Fiiigo! Quando lo finisci me lo presti?"&lt;br /&gt;"Ok"&lt;br /&gt;Lo finisco. Glielo presto.&lt;br /&gt;"Ti è piaciuto?"&lt;br /&gt;"Sì, moltissimo! Avevi ragione!"&lt;br /&gt;"Bene...E dov'è?"&lt;br /&gt;"Ah! A casa. Te lo riporto, eh?"&lt;br /&gt;"Sì sì."&lt;br /&gt;Come no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi giorni fa, sapete che cosa mi ha portato mia nonna dal mare?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Così speciali&lt;/em&gt;, di Bella Bathurst! Come una stronza è andata in una libreria che si trova vicino all'hotel nel quale si è fermata ed è andata ad ordinarlo. Un casino assurdo: la tizia dietro il bancone nell'arco di cinque minuti non ha trovato il libro, poi sì, poi ha scoperto che non l'aveva, poi l'ha ordinato.&lt;br /&gt;Tempo una settimana e il libro è arrivato.&lt;br /&gt;E' qui, vicino a me. Alla mia sinistra.&lt;br /&gt;Sono felice come un coglione, potessi saltellerei e ballerei il valzer col libro in mano. Ci farei di tutto, lo leggerei persino al cesso.&lt;br /&gt;Anzi, quasi quasi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso mi sono fatto furbo. Oggi una compagna di scuola mi fa:&lt;br /&gt;"Uè, quando lo finisci me lo presti?"&lt;br /&gt;"Contaci"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualora a qualcuno interessasse (siccome non ho intenzione di prestarlo nè ora nè mai), concedo questo piccolo spazio promozionale alla signora Bathurst, indicando i dati necessari per ordinare questo cazzo di libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Così speciali", Bella Bathurst&lt;br /&gt;Einaudi, stile libero.&lt;br /&gt;Codice 9788806168100&lt;br /&gt;14,00 €&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E buonanotte ai suonatori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-253705802110055240?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/253705802110055240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=253705802110055240' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/253705802110055240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/253705802110055240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/10/cosi-speciali-bella-bathurst.html' title='&quot;Così speciali&quot;, Bella Bathurst'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-8417242649628495644</id><published>2009-09-29T14:37:00.000-07:00</published><updated>2009-09-29T14:48:53.498-07:00</updated><title type='text'>La Lista</title><content type='html'>Tempo fa me ne uscii con una delle mie frasone: "Adesso scrivo il mio secondo libro: la Lista Nera".&lt;br /&gt;Poi è uscito "Death Note" e ho accantonato il progetto.&lt;br /&gt;Tuttora sto cercando ispirazione, frugando tra la mia mente alla ricerca di qualcosa di originale ma soprattutto di "scrivibile".&lt;br /&gt;Uno dei miei pregi è quello di avere molto spirito d'iniziativa. Voglio fare di tutto, leggere praticamente tutto, anche le etichette dei detersivi. Se solo avessi 3000 anni, farei di tutto.&lt;br /&gt;Uno dei miei difetti è quello di non fare praticamente niente.&lt;br /&gt;Ho un progetto? Non portiamolo avanti!&lt;br /&gt;Ho un appuntamento? Prepariamoci all'ultimo minuto!&lt;br /&gt;Devo fare una telefonata? Massì, facciamoli aspettare!&lt;br /&gt;Devo fare qualcosa? Pazienza, non facciamo niente, dai!&lt;br /&gt;Morale della favola: non concludo mai niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamattina ho aperto gli occhi e mi son detto: "Oh, oggi sarà proprio una giornata pienissima" e ho iniziato a fare un elenco di tutte le cose che avrei voluto fare oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Studiare matematica.&lt;br /&gt;Finire di leggere un Cristo di libro che sono tre giorni che sono sempre a pagina 82.&lt;br /&gt;Guardarmi Gossip Girl che sto scaricando senza nemmeno controllare che non mi siano usciti dei porno.&lt;br /&gt;Telefonare a Stefano.&lt;br /&gt;Ripassare scuola guida.&lt;br /&gt;Varie ed eventuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora sono le 23:38 e mi accorgo di non aver, come al solito, concluso praticamente un cazzo.&lt;br /&gt;Però penso positivo, come tutti consigliano sempre di fare: da pagina 82 mi sono portato avanti fino al primo capoverso di pagina 96.&lt;br /&gt;Bella merda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-8417242649628495644?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/8417242649628495644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=8417242649628495644' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8417242649628495644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8417242649628495644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/09/la-lista.html' title='La Lista'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-7306357702867522492</id><published>2009-09-29T08:29:00.000-07:00</published><updated>2009-09-29T08:36:37.074-07:00</updated><title type='text'>"Oceano mare", Alessandro Baricco, Capitolo 3</title><content type='html'>[...]&lt;br /&gt;Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la &lt;em&gt;sua&lt;/em&gt; donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con tanta sincerità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle:&lt;br /&gt;- Ti aspettavo.&lt;br /&gt;Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni - i giorni, gli istanti - che, quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo&lt;br /&gt;- Tu sei matto.&lt;br /&gt;E per sempre lo amerà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-7306357702867522492?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/7306357702867522492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=7306357702867522492' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7306357702867522492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7306357702867522492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/09/oceano-mare-alessandro-baricco-capitolo.html' title='&quot;Oceano mare&quot;, Alessandro Baricco, Capitolo 3'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-6233936741201611693</id><published>2009-09-21T07:30:00.000-07:00</published><updated>2009-09-21T07:50:56.860-07:00</updated><title type='text'>Tecniche di seduzione</title><content type='html'>Alle volte mi dico: sono un coglione.&lt;br /&gt;Altre: che lo stia diventando?&lt;br /&gt;Altre ancora: sono coglione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre avuto un debole per i manuali di auto-aiuto. Quelle istruzioni nate dalla sciocca del villaggio, che senza aver studiato psicologia si permette di dare consigli vari su ciò che cattura o non cattura l'attenzione delle persone. Fai così, fai colà, manco fossero tecniche di seduzione dall'esito sempre, e dico sempre, positivo. Manco fossero scientificamente provate.&lt;br /&gt;La menano per pagine e pagine con il trucco, la bellezza esteriore, bevi acqua che la pelle si fa più bella, caga e ti sentirai più energico, mangia questo, evita quello, accetta tutto tranne questo, rifiuta tutto tranne quello.&lt;br /&gt;Poi, dubbio fulmineo: ma come sarà questa qua che scrive? Insomma: com'è fisicamente?&lt;br /&gt;Scrivi nome e cognome su Google e questo motore di ricerca simpaticissimo ti mostra tutte le immagini: il 90% delle volte le autrici di questi manuali "che devono diventare i vostri mantra" sono orribili. Sempre bionde, chiatte, con un sorriso stampato in faccia e gli occhi gioiosi. Insomma: son bruttissime.&lt;br /&gt;Ora mi chiedo: chi minchia sei, te, per dirmi come devo conciarmi, cosa dire, cosa non dire, che mangiare, che ordinare e che altro?&lt;br /&gt;Che poi, dico io, fossi figa! Esprimessi qualcosa! Sei banalissima, una tipa qualunque, le classiche biondone che incontri in pullman, che sembrano sfigate e che poi, una volta tornate a casa, fanno le fighe davanti al pc, credendo che tutto ciò che dicono o pensano sia sacrosanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente parlando, mi piacerebbe tantissimo imparare a sedurre. Fare il fighetto, lanciare gli sguardi sexy, imparare a inumidirmi le labbra con la lingua, fingere sicurezza quando invece me la sto facendo sotto.&lt;br /&gt;Eppure non ci riesco, è più forte di me.&lt;br /&gt;Non so fare il misterioso.&lt;br /&gt;Non so fingere per attirare l'attenzione degli altri.&lt;br /&gt;Non so lanciare sguardi maliziosi.&lt;br /&gt;Non so sedere composto.&lt;br /&gt;Non riesco a camminare diritto, è come se portassi sempre lo zaino pesante di scuola sulle spalle.&lt;br /&gt;Non riesco a fare gli sguardi falsamente timidi.&lt;br /&gt;Non ho i capelli lunghi per poter arricciarli con un dito.&lt;br /&gt;Non porto collane, quindi non posso toccare la parte che sta tra la gola e il petto (che molti considerano sensuale).&lt;br /&gt;Non ho delle mani bellissime, tantomeno il viso.&lt;br /&gt;Non so sorseggiare l'acqua e non bevo il vino. Quando ho sete, ho sete. Se devo bere, bevo a grandi sorsi, senza fare lo chic o l'orientale (gli orientiali preferiscono sorseggiare l'acqua anzichè ingollare bicchieri dietro bicchieri).&lt;br /&gt;Non ho una voce calda, sensuale, rassicurante: tendo a fare acuti.&lt;br /&gt;Non ho un bel sorriso e tendo a non sorridere mai. Al massimo rido, e rido sguaiatamente o rumorosamente.&lt;br /&gt;Non ho movenze particolari: cammino come mi viene.&lt;br /&gt;Quando ricevo un bell'sms non riesco a contenere le mie emozioni. E se ricevo una telefonata non sono capace di fare il prezioso, non rispondendo o per lo meno a rispondere dopo il secondo squillo.&lt;br /&gt;Prima di uscire provo chissà quanti abiti, ma mai una volta che riesca ad abbinare il tutto con gusto e colori: vesto come mi piace e come mi rende più a mio agio.&lt;br /&gt;Se ti devo dire che vorrei che questa giornata non finisse mai, non esito. Non mi pongo il problema è troppo presto per dirlo? Sono esagerato? Ne sono certo? Se sento di dirlo, lo dico.&lt;br /&gt;Solo quando non conosco qualcuno che mi piace riesco a non essere me stesso. E per questo vorrei tanto una vita da dandy. Per questo vorrei che nessuno venisse da me e presentandosi mi invitasse ad uscire. Perchè poi tutto finirebbe, non ci sarebbe più gusto, scoperta, conoscenza, voglia di continuare a relazionarsi.&lt;br /&gt;Tutto questo perchè, in fondo, nessuno mi conosce per quello che sono.&lt;br /&gt;E perchè sotto sotto mi trovo banale.&lt;br /&gt;E mi detesto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-6233936741201611693?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/6233936741201611693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=6233936741201611693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6233936741201611693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6233936741201611693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/09/tecniche-di-seduzione.html' title='Tecniche di seduzione'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-375010249371111480</id><published>2009-09-11T11:27:00.000-07:00</published><updated>2009-09-11T12:23:56.711-07:00</updated><title type='text'>Una giornata all'Ikea</title><content type='html'>Oggi sono andato all'Ikea alla disperata ricerca di una nuova libreria. Con tutti i libri che ho, ha ceduto e, puff!, libri a terra, mamma urlante, di nuovo libri a terra, io con le mani nei capelli. Guai se i miei libri cadono a terra. Guai se qualcuno mi fa le orecchiette. Guai se li presto e non mi ritornano indietro.&lt;br /&gt;Vabbè.&lt;br /&gt;Comunque sono andato da 'sto Ikea.&lt;br /&gt;Prendo ed entro. Quattro o cinque librerie proprio nell'entrata che ci stavano come i cavoli a merenda. Per curiosità mi sono avvicinato con sguardo furbesco ad esse e ho notato che erano riempite da libri non solo tutti uguali, ma pure svedesi. Ok che Ikea è svedese, però...&lt;br /&gt;Vabbè.&lt;br /&gt;Comunque sono andato da 'sto Ikea.&lt;br /&gt;Camminavo con passo sullo scazzato andante, avevo un mal di testa e un mal di pancia allucinante. Perchè, questo non si sa.&lt;br /&gt;Una cosa che ho notato subito: i cartelloni.&lt;br /&gt;In pratica dove mi muovevo mi muovevo, vedevo dei cartelloni (o insegne pubblicitarie o i cosi dove c'è la pubblicità) tutti colorati, con dei volti in perfetto stile Mulino Bianco, sempre sorridenti, con la piega (per lei) e il gel nei capelli (per lui), tristi nemmeno ad ammazzarli. Insomma, c'erano 'sti volti tutti gioiosi, manco da Ikea ti regalassero un mazzetto di banconote da 500 euro e dopo averti detto "Grazie e arrivederci" ti dessero una pacca sulla spalla: "Uei, uagliò!"&lt;br /&gt;Vabbè.&lt;br /&gt;Comunque in questi "cosi" c'erano delle scritte. Sissignore, delle scritte. Messe tra virgolette, frasine tipo: lo stile e l'eleganza fanno del tuo mobiletto un mobiletto di classe, solo qua trovi questo armadio dall'originale struttura, qui da Ikea trovi la felicità e boiate simili. Della serie gli aforismi di Jim Morrison (perchè stavo scrivendo James Morrison?) ti fanno una pippa.&lt;br /&gt;E un'altra cosa: da Ikea hanno la fissa del divertimento. C'han proprio il pallino: pazzesco!&lt;br /&gt;Addirittura se avessi acquistato quell'armadio tutto colorato mi &lt;em&gt;sarei divertito &lt;/em&gt;a rimettere tutto in ordine perchè, si sa, se ci sono di mezzo i colori tutto diventa più semplice. Vorrei vedere loro, quelli di Ikea, a riordinare tutto il giorno per tutti i giorni questo armadio pieno di gingilli, pupazzetti, paperini, mostricciattoli e vhs (dire vhs è più carino, ricorda l'infanzia, i bambini, le urla, il cioccolato per terra, puzza di pannolini). Pagherei oro per vederli snobbare e, con fare prepotente, guardarli dall'alto, le braccia conserte e dire: "Ti diverti? Eh? Dài, è tutto colorato! Sgobba, lavora, verme!"&lt;br /&gt;Vabbè.&lt;br /&gt;Altro esempio: se avessi acquistato questo mobile scomponibile in tot pezzi mi &lt;em&gt;sarei divertito&lt;/em&gt; a montarlo perchè, si sa, sviluppa la creatività. Ora immaginiamo la scena. Montare un mobile è già di per sè stressante e noioso. Monti qua, cade quello, lo raccogli, cade il martello, raccogli, tieni in equilibrio la scatolina coi chiodi... Insomma: un macello. Poi non solo quando sei pieno di sudore, la camicia più bagnata di una piscina, ti accorgi che hai messo in soqquadro mezza casa ma in più...ehi, devi montare gli altri pezzi! Perchè il tuo mobiletto è scomponibile ed è divertente poterlo montare come vuoi!&lt;br /&gt;Vabbè.&lt;br /&gt;Un'altra chicca? Eccovela.&lt;br /&gt;Non hanno voglia di venire a casa vostra a montarvi tutto. Insomma, non hanno voglia di divertirsi. E quindi, toh, un altro slogan (che è più o meno così):&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Perchè noi non veniamo a casa vostra a montarvi tutto?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Spazio. E in fondo al "coso":&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Perchè così non buttate fuori i soldi per pagare quel simpaticone che si fa un culo così dall'Ikea a casa vostra. Ikea vi fa risparmiare, ecco perchè!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Vabbè.&lt;br /&gt;Comunque sono andato da 'sto Ikea.&lt;br /&gt;E' stato molto divertente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-375010249371111480?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/375010249371111480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=375010249371111480' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/375010249371111480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/375010249371111480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/09/una-giornata-allikea.html' title='Una giornata all&apos;Ikea'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-6326997874294550289</id><published>2009-08-31T06:16:00.000-07:00</published><updated>2009-08-31T06:17:49.304-07:00</updated><title type='text'>Ok, ciao</title><content type='html'>"Ti cancello dall'elenco amici di Facebook perchè, a quanto pare, quando mi incontri o fai finta di non vedermi o non mi saluti volutamente"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ok. Io ti terrei, se potessi, perchè tanto sei uno fra i tanti 2100"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-6326997874294550289?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/6326997874294550289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=6326997874294550289' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6326997874294550289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6326997874294550289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/08/ok-ciao.html' title='Ok, ciao'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-3647190270679476310</id><published>2009-08-29T03:22:00.000-07:00</published><updated>2009-08-29T03:27:34.131-07:00</updated><title type='text'>Clap clap clap!</title><content type='html'>Questo intervento è interamente dedicato al ragazzo evidentemente ubriaco che stanotte, vicino ai Murazzi, ha buttato giù tre cassettoni della spazzatura urlando come un forsennato e con gli amici che sghignazzavano o più semplicemente gridavano con lui. E sempre al ragazzo che ci ha urlato "che cazzo guardate, eh?" e che poi ha fermato la mia migliore amica chiedendole una sigaretta, dandole della bona e domandandole: "Oh, ma poi ci sposiamo?"(per la cronaca: lei ha risposto "Contaci"). Poi se n'è andato via sgommando e urlando: "Bonaaa, rimani qua!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Complimenti, sei un grande coglione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-3647190270679476310?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/3647190270679476310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=3647190270679476310' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/3647190270679476310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/3647190270679476310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/08/clap-clap-clap.html' title='Clap clap clap!'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-8653205079837011835</id><published>2009-08-27T07:09:00.000-07:00</published><updated>2009-08-27T07:22:59.719-07:00</updated><title type='text'>Con due coglioni pieni tanto così</title><content type='html'>Questo intervento è dedicato a tutti quei miei amici rompimaroni che puntualmente mi scrivono chiedendomi questo o quel consiglio. Per quelli che scambiano il mio indirizzo MSN o profilo su Facebook per la posta del cuore di "Cioè".&lt;br /&gt;Permettetemi anzitutto di dire che mi avete rotto il cazzo. Punto uno.&lt;br /&gt;Punto due: fatevene una ragione. O vi vuole o non vi vuole.&lt;br /&gt;Non è che se vai dal parrucchiere a tagliarti i capelli, o ti fai una maschera del viso all'Aloe Vera (proprio vera, eh?), o cambi colore delle scarpe per intonarlo con la borsetta, o ti fai suggerire le battute dall'amico perchè così fai bella figura, lo conquisti.&lt;br /&gt;Se fai schifo, fai schifo anche coi capelli tagliati, perchè sarebbe come cambiare la tavoletta del water o le piastrelle del bagno: il cesso rimane.&lt;br /&gt;Non ci sono tecniche di seduzione, consigli per diventare un'accalappiauomini, una strafiga, una di quelle con la sigaretta in bocca e i taccazzi alti così che dice sempre "mi spiace baby, non sei alla mia altezza".&lt;br /&gt;Ci sono solo tante altre persone sparse per il pianeta che aspettano solo voi. E qui, uno psicologo qualunque, tanto per aumentare la vostra autostima vi direbbe: sì, aspettano solo voi perchè siete le persone più belle del mondo e siete speciali!&lt;br /&gt;Io non lo dico, perchè ci sono tantissime coppie cesso con cesso, figa con cesso, figo con cessa, figo con figo, cessa con cessa...&lt;br /&gt;Le cose sono due: o vi crogiolate nel vostro dolore, perdendo tanto di quel tempo in una maniera impressionante sperando in un suo ritorno o, per i più sfigati, in una sua attenzione per poi accorgervi che siete stati davvero degli idioti, oppure, dopo avervi detto allo specchio che siete stati degli idioti (perchè sì, lo siete stati), vi dirigete verso altri orizzonti o semplicemente ve ne fottete.&lt;br /&gt;Quindi basta domandine, consigli, trucchetti, giochetti, fare i preziosi, fare così perchè poi lui fa colà e, tadàn, l'ho conquistato.&lt;br /&gt;No, basta.&lt;br /&gt;O gli piacete o gli fate schifo.&lt;br /&gt;E' la triste, dura realtà. Non c'è niente da fare, se non farvene una ragione.&lt;br /&gt;Cià.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-8653205079837011835?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/8653205079837011835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=8653205079837011835' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8653205079837011835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/8653205079837011835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/08/con-due-coglioni-pieni-tanto-cosi.html' title='Con due coglioni pieni tanto così'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-4887726814023217619</id><published>2009-08-15T17:46:00.000-07:00</published><updated>2009-08-15T17:47:26.214-07:00</updated><title type='text'>...Grazie...</title><content type='html'>C'è solo una cosa che vorrei tanto non abbandonare.&lt;br /&gt;Ora. Questo momento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-4887726814023217619?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/4887726814023217619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=4887726814023217619' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4887726814023217619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4887726814023217619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/08/grazie.html' title='...Grazie...'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-2133793198375445045</id><published>2009-08-14T12:06:00.000-07:00</published><updated>2009-08-14T12:07:06.931-07:00</updated><title type='text'>Il mio motto</title><content type='html'>"Ciao!"&lt;br /&gt;"Ciao!"&lt;br /&gt;"Novità?"&lt;br /&gt;"No!&lt;br /&gt;"Ok, ciao!"&lt;br /&gt;"Ciao!"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-2133793198375445045?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/2133793198375445045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=2133793198375445045' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2133793198375445045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/2133793198375445045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/08/il-mio-motto.html' title='Il mio motto'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-7057638514088392033</id><published>2009-08-14T07:27:00.000-07:00</published><updated>2009-08-14T08:14:41.628-07:00</updated><title type='text'>359</title><content type='html'>359, i chilometri che ci separano.&lt;br /&gt;Ti sento qua, vicinissimo. Nella mia stanza, che ormai non ne può più della tua assenza. Ti vuole.&lt;br /&gt;E se proprio non può averti lascia a queste quattro mura di percepirti tra le parole di "Everything" dei Lifehouse. L'hai pubblicata tu qualche giorno fa, sicuramente dedicandola a qualcuno. Io l'ho ascoltata e l'ho scaricata. Ho riciclato il pensiero, la canzone. Pazienza.&lt;br /&gt;Ieri il mio amico Andrea mi ha detto che lo hai aggiunto tra gli amici. Sono rimasto paralizzato: ho domandato almeno una decina di volte se fosse sicuro, se non si fosse sbagliato ma no, aveva ragione. Eri proprio tu. Chissà come mai...&lt;br /&gt;Sai perchè mi sono sentito improvvisamente felice? Perchè hai aggiunto un mio amico. Devi per forza averlo visto da qualche parte, su Facebook. E dove, se non dal mio profilo?&lt;br /&gt;Quindi per te esisto. So già che mi hai aggiunto tu (di questa "parte", chissà, magari un giorno ne parlerò con più ampio respiro), che il giorno del tuo compleanno leggesti il mio messaggio in bacheca, dove tra l'altro avevo persino detto di essere il primo ad averteli fatti (pensa che la sera del 12 luglio stetti tutto il tempo con il telefonino in mano, aspettando la mezzanotte, per farti gli auguri. Per essere il primo.) ma non sapevo...avessi visto il mio profilo. Insomma, Andrea è non solo tra i miei amici ma tra i miei "fratelli"!&lt;br /&gt;Non ci potevo credere: sembravo in iperventilazione. Ero davvero felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi stamattina. Trovo un invito ad un evento. Di solito non do mai un'occhiata. Ho un casino di amici e perdipiù non tutti di Torino, e quindi capita che mi mandino sempre inviti che non c'entrano un bel niente con la mia città. Ma stamattina ho trovato un invito...da parte tua!&lt;br /&gt;Proprio per là, la discoteca Le Indie. Ho tenuto l'invito, prima di rispondere. Me lo sono guardato, ho visto chi sarebbe andato, chi no...E di nuovo il mittente.&lt;br /&gt;Te!&lt;br /&gt;Ci saresti stato. Domani sera. Io, ovviamente no. Lo vorrei, credimi. Anche se di fatto non ti conosco, non so chi sei, non so niente. Verrei.&lt;br /&gt;Ho confermato la mia presenza.&lt;br /&gt;Con tutto il mio cuore, sarò là.&lt;br /&gt;Ti guarderò, ti ammirerò. Forse domani sera, a tua insaputa, sarò tuo e tu mio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-7057638514088392033?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/7057638514088392033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=7057638514088392033' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7057638514088392033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7057638514088392033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/08/359.html' title='359'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-5182304702827491645</id><published>2009-08-10T06:54:00.000-07:00</published><updated>2009-08-10T06:57:39.297-07:00</updated><title type='text'>"Everything" - Lifehouse</title><content type='html'>Il bello è che hai bisogno di qualcuno che non sono io. Il bello è che vaghiamo su strade diverse, solo apparentemente uguali. Entrambi, forse con la stessa intensità, desideriamo. Non importa cosa, perchè se importasse davvero ci accorgeremmo - mi accorgerei - che vogliamo cose diverse, persone diverse.&lt;br /&gt;Se vuoi, posso riempire il vuoto che tu hai dentro te con il mio. Rimarrei ancora più vuoto, ma forse sarei disposto anche a questo. Chissà, magari ti riempiresti, magari non desidereresti più. E solo allora, vuoto, mi troverò qualcosa da riempire.&lt;br /&gt;Forse te.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-5182304702827491645?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/5182304702827491645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=5182304702827491645' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5182304702827491645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5182304702827491645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/08/everything-lifehouse.html' title='&quot;Everything&quot; - Lifehouse'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-7146209842415739300</id><published>2009-08-09T07:21:00.000-07:00</published><updated>2009-08-09T07:34:45.972-07:00</updated><title type='text'>Accadde una notte</title><content type='html'>&lt;div align="right"&gt;Venerdì 7 agosto 2009 09:00&lt;/div&gt;&lt;p&gt;In questo strano stato di eccitazione della mente voglio tentare ora di fermare le brevi, momentanee intuizioni estatiche. Come istantanee della realtà: fotografo la realtà circostante... Per un attimo è mia.La sto vedendo con questi occhi lucidi e impauriti, ma anche traboccanti di passione, amore, speranza e di sogni. Le credo.Vorrei fermare il tempo, impedire alle lancette dell'orologio di muoversi, ai fatti stessi di proseguire per il loro tragitto. Voglio immortalare ciò che ho nella mia mente, che fa parte di me. Che farà sempre parte di me, anche quando mi renderò conto che è tutta una storia adolescenziale, infantile e ormai passata. Anche quando me la dimenticherò. Da qualche parte, dentro di me, ci sarà sempre il ricordo di ciò che è stato, di ciò che ho provato e di ciò che sento tuttora.Da dove partire, se non dall'inizio?Buio. Davanti ai miei occhi volteggia una data. L'inizio del mese, l'inizio di tutto. O di nulla?1 agosto 2009Avevo programmato tutto: mi sarei fatto trovare proprio là, dove saresti andando anche te. Come al solito, tra l'altro. Avrei trasformato il tutto in una coincidenza, in un incidente, in un incontro casuale. E, per certi versi, lo fu. Usai la scusa dei provini del Grande Fratello per recarmi in quel posto. Nonostante la forte speranza di vederti e la certezza che saresti andato là, dentro di me sentivo la paura di non vederti, di poterti solo immaginare. Di poter pensare, un domani, che eravamo nello stesso posto senza saperlo, senza vederci. Quella sera mi trovavo in una discoteca a me sconosciuta: non c'ero mai stato. Ero lontano chilometri e chilometri da casa mia, solo e senza sapere il luogo nel quale mi trovavo. L'unica certezza che avevo era che ero là per te, per vederti e che tu, là dentro, c'eri. Solo, hai capito bene. Con me non c'era nessuno. Stavo fermo, ad ascoltare la musica, guardandomi attorno, osservando la gente ballare, cantare e bere cocktails. A volte seguivo il ritmo della musica con le gambe o battendo le punte dei piedi per terra. Dovevo trovarti, eri là dentro. Sembra strano, ma nell'aria avvertivo la tua presenza, sentivo il tuo profumo anche se non avevo nemmeno la minima idea di come e quale fosse. Ti sentivo, ti percepivo, ti respiravo. Eri nell'aria, tra quelle pareti, in mezzo a tutta quella gente, dentro i bicchieri di plastica, vicino alla consolle, all'entrata, all'uscita, nel giardino... Ne ero sicuro, sicurissimo.Mi misi a pensare al pomeriggio di quello stesso giorno. Ricordo ancora ora la discussione che ci fu tra me e mia zia. Un po' per caso, un po' per curiosità, citai il tuo cognome, dicendo che eri mio amico, che ci saremmo visti, che ci conoscevamo da un pezzo. Insomma...ci sentivamo. Lei mi corresse subito: avevo sbagliato il tuo cognome. "E' con la 'a', non con la 'e'", disse. "Lo conosci?", "Beh, è una famiglia importante, la sua. Questa zona che stiamo attraversando in macchina, proprio questa, è piena di gente che ha il suo stesso cognome. Molto probabilmente vive qua..."Osservai la rotonda, la strada leggermente in discesa, il cielo, le altre macchine sfrecciare. E mi sentii vicino a te. Stavo percorrendo la stessa strada che chissà quante volte avrai percorso: a piedi, in bicicletta, in moto, in macchina, in autobus. Da solo, con amici, con i tuoi, con qualcuno... Sorrisi dentro. Il mio volto rimase impassibile ma sentii all'interno di me qualcosa muoversi, come se il cuore, i polmoni, il fegato, tutto si fosse trasformato in un dolce sorriso. Girai tutto il locale: la pista da ballo, i divanetti, il giardino, l'entrata. Niente, di te solo la presenza, nemmeno un indizio. E poi...Eccoti. Eri tu? Erano tuoi quei capelli? Ma sì, l'inconfondibile ciuffo biondo. Stavolta li avevi giù, i capelli. Ma lo sguardo, quello sguardo...Era il tuo, doveva essere il tuo. Giuro, non riuscii a muovermi. Ero impietrito, incominciai a tremare e a sentire freddo. Ero a maniche corte, ovviamente. Avrei voluto scomparire ma anche raggiungerti. Muovere la mia mano verso la tua direzione, chiamarti, dirti ehi sono io sono qui vieni ti ho cercato da un bel po' sono da solo sono venuto qui solo per te per vederti senza che nemmeno tu lo sapessi perchè non lo sapevi vero che venivi, non lo sapevi eh?I nostri occhi si incontrarono per un piccolissimo istante. Ti eri accorto di me, cambiasti per un attimo espressione. Ti stavi domandando chi fossi, da dove venissi. Ti ero familiare, vero? Scarpe bianche. Pantaloncini. Maglia bianca, credo. Ma il viso, i capelli, lo sguardo...Sì, eri tu.Tu.Lui!Feci per avvicinarmi ma la calca mi immobilizzò e non mi sforzai più di tanto. Avevo paura. Non sapevo che dirti, che approccio usare con te. Ripensai a tutti i chilometri fatti, alle quattro ore di treno...Mi provocò un effetto strano, vederti. Dissi così anche ai miei amici, quando parlai di te.Vedere un amico su Facebook che non è della tua città, che ti piace, che non hai mai visto, con il quale non hai mai parlato...Un turbine di emozioni invase il mio corpo, che tremava, un po' pulsava. Uno tra tanti, davanti a me. Te davanti a me. Così bello, così interessante, così te...Così sbagliato.Mi avevi riconosciuto? Io sì, subito. "Lui non sa che esisto. Sono solo un suo amico su Facebook. Che effetto non conoscerlo, saperlo lontano e vederlo non tanto lontano da me..." Era tutto così irreale, così magnifico, così emozionante.Rimasi lì, fermo, a guardarti, fantasticando un po'. Poi...non ti vidi più.Mi girai di scatto e ti vidi davanti a me, con i tuoi amici, che mi passavi davanti e mi guardavi. La stessa occhiata di prima, o forse più intensa, un po' più profonda. Sì, ti stavi chiedendo: chi è? Che vuole? Che ha da guardare? Dove l'ho già visto?Se ricordi ti lasciai un messaggio in bacheca, qualche giorno prima, per dirti che anche io, come te, sarei andato là. Ma non tu non mi rispondesti...Non ti seguii, decisi di non farlo. Volevo concedere a me stesso la difficoltà di cercarti di nuovo, là in mezzo, perchè una volta ritrovato sarebbe stato ancora più bello guardarti. Dopo una decina di minuti decisi di uscire. Basta, ti avevo già visto ma non so perchè limitarmi a guardarti mi faceva tanto, troppo male. Mi diressi verso la cassa ma...vidi un tuo amico ordinare un cocktail. Sapevo il suo nome, l'avevo letto su Facebook e in più l'avevo visto in alcuni tuoi video. Dovevi essere da quelle parti. Ti cercai ma non ti trovai più...Eri dentro di me, ormai. Nella mia memoria, nell'aria che respiravo, ti eri appigliato ai miei polmoni, alle mie budella. Non ti avrei più fatto uscire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non avevo bevuto, non mi ero sentito male. Solo, non ricordavo niente. Come se avessi dormito per chissà quanti minuti e mi fossi risvegliato a casa tua. Eravamo solo io e te. Lontani dal caos, dalla musica assordate, dalle luci fastidiose della discoteca. Con me c'era la paura, era attaccata ad ogni mio vestito, ad ogni mia parola, ad ogni mio respiro. Eravamo in camera tua, un po' illuminata, un po' no. In piedi, abbracciati. Non ci eravamo ancora detti nulla, avevamo tutto il tempo di questo mondo per farlo. Te, più alto di me, mi tenevi la testa contro il tuo petto. Mi accarezzavi un po' i capelli e io sentivo che di lì a poco avrei pianto. L'emozione, l'imprevedibilità del caso, la paura, la certezza che finalmente ti avevo conosciuto...Tu eri in posizione eretta, io un po' meno. I piedi allineati ai tuoi, il busto buttato sul tuo. Non ero per niente scomodo, mi andava bene così. Ti guardai in viso e notai ciò che dalle foto non avevo visto: un po' di barbetta, il viso leggermente gonfio, le sopracciglia non proprio perfette. Ma, cavoli, eri tu. E, credimi, eri più bello. Sapevi di buono, di fresco anche se si sentiva un po' di sudore...Il colletto era leggermente bagnato e anche le tue braccia - non muscolosissime, ma in grado di farmi sentire protetto - erano lucide, scivolose. Come il tuo collo, come la tua fronte...Non avevo visto bene la tua casa, nemmeno la tua camera, veramente. Avevo gli occhi chiusi e cercavo di contare le carezze che mi facevi e se lo facevi a tempi regolari oppure no. Alternavi lentezza con velocità, forse eri scosso anche te, un po'. Il tuo tocco delicato passò sul mio viso. Accarezzasti la scia delle mie lacrime, che bruciava, che pesava. Sembrava la scia viscosa di una lumaca. Il tuo pollice, il più delicato e bello che avessi mai sentito e visto. E poi quel sorriso, i tuoi denti bianchissimi.In che sogno ero? Dove mi trovavo? Ero al sicuro con te?Mi prendesti per mano e a passi lunghi e distesi mi portasti in salone. Poi cambiasti idea e tornammo di nuovo in camera tua. Sul letto. Non facemmo l'amore, no. Nemmeno sesso. Rimanemmo semplicemente distesi a parlare. Confrontarci. Riflettere. E riflettere era proprio il tuo verbo preferito. Il mio no, era scrivere. Vidi alcune tue foto, mi tuffai nella tua vita privata con discrezione e tanta voglia di scoprirti, di diventare parte di te."Ti sento...Ti respiro, sai?"Io ero girato verso di te, le mani intrecciate sotto la mia testa. Te, più in alto, la testa poggiata sul tuo gomito. Guardavi me, in basso, come fa un angelo, come fa il creatore di una creatura così fragile, debole e spaventata come me. Non incontrai il tuo sguardo, mi rifiutai di farlo. Tremavo, tremavo, tremavo. Volevo piangere. Ma che dico? Lo stavo già facendo, in silenzio, un po' a occhi chiusi e un po' guardando il basso. Con la mano, sfiorasti il mio mento e lo alzasti. I tuoi occhi...Se solo ci penso mi sento morire. Anzi, preferirei morire anzichè accorgermi che non li rivedrò sempre. Mi specchiai, vidi tantissime cose, così tante che non ricordo più niente. Inciampai dentro al tuo sguardo, caddi, mi feci male, tanto male. Vedevo sofferenze, silenzi, pianti e poi l'amore. Un lago verde, giallo, azzurro. Un mix di tutti i colori. [...Mi viene da vomitare...Sto male, mi sento male, ricordare queste cose mi fa male. Ma mi fa anche bene. Perdonami...]Ritornai in me, distolsi lo sguardo dai tuoi occhi e cadde di nuovo sulla tua barba, le orecchie, i denti e il tuo naso. Eri bellissimo. Lo dissero anche i miei amici, quando poi, dopo qualche giorno, gli avrei fatto vedere la tua foto. Non sapendo che fare, per eliminare quel forte, grande, enorme e notevole imbarazzo mi misi ad accarezzare il tuo braccio e il tuo collo. Mi rannicchiai contro il tuo petto, posizione fetale. Mi sentii bambino, indifeso. Continuavo ad avere paura ma stavolta non per le poche ma per le troppe certezze che inconsapevolmente mi stavi dando. E' contorto, lo so..."Abbracciami, ti prego. Forte..."E tu mi abbracciasti. Forte. Ero a casa, nel posto che sentivo mio. Se il mondo fosse esploso, qualcuno fosse morto, un terremoto avesse colpito quella stanza, beh, penso che me ne sarebbe fregato pochissimo. Anche la morte avrebbe potuto raggiungermi. Pazienza. Sarei morto là, con lui, in quell'istante.[...Piango...]Non ricordo che altro facemmo. Ricordo solo che trovai bellissimo il fatto che ti fossi coricato a letto con le scarpe, senza togliertele. Il copriletto sotto le tue suole, le tue gambe piegate, le mie raccolte, le nostre mani unirsi, poi allontanarsi. E le labbra, Dio, quelle labbra...Incontrarsi. Non ci siamo baciati, ci siamo sfiorati. Non ci siamo ancora baciati. Buffo, ci siamo solo toccati, avvertiti. Sentiti. Vissuti. Il mio respiro era pesante, il cuore batteva fortissimo.Mi promettesti che mi avresti presentato tutti i tuoi amici, che non mi avresti mai più abbandonato.Già...Ma io l'avrei fatto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le serrande sono abbassate, filtra pochissima luce nella stanza. Nella mia camera, nella mia stanza. Vedo alcune particelle di polvere volteggiare nell'aria, danzare qua e là. Ognuna per la sua strada, seguendo il suo tragitto senza pensare alle altre. Un po' piango, lo ammetto. Continuo a voltarti e a guardarti dormire. Il letto è disfatto, stanotte ti sei scoperto. Dormi in boxer bianchi, senza calze, il viso nascosto in mezzo a quei tuoi bellissimi capelli addormentati e alle braccia unite. Cosa nascondi? Una faccia stupenda, una persona che, ahimè, non fa per me.Com'è possibile provare tutte queste cose e sapere che non fai per me?Vuoi sapere cosa c'è, che non va?Sei troppo. Sei già tutto. Tempo una settimana. Sei troppo bello, mi dai troppe sicurezze, mi fai sentire grande. E questo un po' mi spaventa. Ho paura di sbagliare, di vederti ancora, di dire cose che sento, che penso ma che non dovrei dire. Anche se il tempo trascorso insieme non vuol dire niente. Penso di aver vissuto. Di aver vissuto veramente, degnamente. Se solo ti guardo ancora dormire e penso a tutto ciò che ho appena scritto mi sento morire. Pagherei oro per non dover dire o fare quel che sento dentro di me. Le lenzuola che sanno di noi, casa mia che per una notte è stata vissuta, le mura che hanno visto ma che mai parleranno, l'aria che c'è, che sa di noi, ma anche di chiuso e di lattice. Voglio ancora viverti, ma ho paura di smettere facendolo.Sei tu. Sei tu. Tu. Come dice la canzone che ci ha fatto incontrare, che ha fatto da colonna sonora a tutti i miei battiti del cuore in gola. Le mani tremanti, le ginocchia incapaci di reggermi, la calma inesistente, la discoteca, quella serata, tutto. Mi ricordo ancora - quand'è stato, ieri? - le risate che ci siamo fatti dormendo. O meglio, facendo finta. Ormai hai capito che mi piace darti le spalle, le mani sotto la mia testa, gli occhi chiusi e avvertire la tua presenza e il tuo sguardo dietro di me. Mi piace sapere che mentre dormo mi guardi, mi sorridi. La testa sorretta dalla tua mano, il tuo gomito che segue la stessa traiettoria delle mie spalle, il tuo sorriso spensierato e sincero, dolce e bellissimo. Come te. Ho aperto gli occhi piano piano, volevo solo vedere se mi stavi osservando, senza che te ne accorgessi. "Guarda che ti vedo, eh?"Scoppiai a ridere e la stanza si colorò di quel suono. La luce sembrava ancora più forte, talmente forte da sembrare fastidiosa. E poi giù con gli abbracci, le lotte con i cuscini e qualche pizzicotto. Senza baci, senza sfioramenti. Non ne abbiamo bisogno, noi due. Viviamo così bene, senza. Viviamo solo guardandoci, solo sentendoci, solo avvertendoci, solo sapendo che da qualche parte ci siamo.Ora non mi giro più, voglio aspettare il momento in cui mi coglierai di sprovvista circondandomi da dietro con le tue braccia. Tanto so già che poi sorridi e fai finta di volermi strozzare. Se solo ciò accadesse mi domanderesti: "Che scrivi?""Niente" + tasto Canc.Cancellerei tutto, renderei la nostra storia solo nostra. Non so, ho voglia di scriverla, di viverla ad ogni parola che scrivo, ad ogni pausa che faccio, ad ogni respiro...Respiro ora, visto che con te non l'ho mai fatto. Mi sono buttato tra le tue braccia subito, senza nemmeno pensare, respirare. In apnea. Così ti voglio, ti desidero. In apnea. In. Apnea. Non voglio nemmeno respirare, voglio viverti e basta. Non ho il coraggio di lasciarti, anche se sento che lasciare questa pagina, questi miei ricordi, tutti i miei sogni, le mie speranze, i miei pensieri, le mie gioie è quel che devo fare.Mi sono appena alzato, ti ho di nuovo guardato dormire e abbozzare un sorriso. Mi sono chinato sul tuo orecchio e ti ho sussurrato una frase. Una volta un mio amico mi domandò: quale frase vorresti dire solo una volta in vita tua?Beh, te l'ho sussurrata: "La mia vita farebbe schifo senza di te"L'hai sentita? Non hai annuito, hai continuato a dormire. Chissà, forse facevi finta...Ora che ci penso, non so se pubblicherò tutto quanto.&lt;br /&gt;Fai solo una cosa: quando ti svegli ricordami di chiederti di abbracciarmi.&lt;br /&gt;E ti prego, fallo.&lt;br /&gt;Forte. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-7146209842415739300?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/7146209842415739300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=7146209842415739300' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7146209842415739300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7146209842415739300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/08/accadde-una-notte.html' title='Accadde una notte'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-5183879804292528014</id><published>2009-01-14T13:32:00.000-08:00</published><updated>2009-01-14T15:59:22.488-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Lunedì sera una mia compagna di teatro, Federica, che ha letto il mio libro e ha trovato il mio secondo racconto abbastanza triste mi ha consegnato su un foglio il suo finale alternativo. Insomma, riprende solamente il finale, che viene modificato.&lt;br /&gt;Lo riporto qui sotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Avevo la sensazione di stare sott'acqua.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il fruscio dei fogli, il chiacchiericcio dei miei compagni, lo sbatterei dei quaderni sui banchi, la voce del professore che per l'ennesima volta spiegava la lezione ad una classe mai attenta...Tutto mi giungeva attutito, soffocato, lontano. Sentivo solo il mio cuore pulsare e l'unica cosa che riuscivo a vedere era quella scritta. Non riuscivo a pensare a nient'altro, non mi domandavo nemmeno com'era successo, nulla. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ad un tratto, mi venne in mente il suo sorriso, il suo tono calmo e affettuoso, il tocco delicato delle sue mani.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mai più. Era stato tutto ingoiato, perso per sempre in un baratro profondissimo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mi alzai di scatto, sotto gli occhi sorpresi dei miei compagni e quelli infastiditi del professore. Mi diressi meccanicamente verso la porta, ignorando le domande isteriche del professore circa le mie intenzioni. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Che intenzioni vuoi che abbia, idiota?" pensai e uscii semplicemente dall'aula, seguita da una patetica quanto inopportuna considerazione sul mio livello di educazione.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Andai in bagno e mi appoggiai al lavandino.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Era tutto scheggiato e c'erano dei rimasuglio di phard, sfuggiti ai ritocchi dell'ultimo minuto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Stamattina l'ho visto bucarsi...Sul collo..."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Erano le parole di Manuela.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sentii la rabbia radunarsi nello stomaco e risalire velocemente su per il petto. L'urlo che esplose si trasformò in un pianto dirompente e inarrestabile. Cercai il contatto con la terra e, appoggiando la schiena al muro, mi lasciai scivolare sul pavimento.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In quel momento, Manuela irruppe in bagno e si arrestò sulla soglia: non mi aveva mai vista in quello stato. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non mi accorsi di lei finchè non sentii il suo abbraccio, dentro al quale mi abbandonai, spossata. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quella sera, casa mia era deserta: mio padre era, come al solito, in trasferta per lavoro e mia mamma si era dovuta trattenere in ufficio per smaltire del lavoro in arretrato. Manu si era offerta di farmi compagnia, ma io, sebbene fossi grata delle sue premure, rifiutai: non mi andava di parlare, di niente e di nessuno. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ero sdraiata sul letto, lo sguardo appoggiato sulle immagini del calendario, che guardavo senza vedere.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non avevo cenato e avevo freddo, ma non feci nulla per soddisfare le mie necessità. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rimasi a lungo in quella posizione, apatica, quando squillò il cellulare. Quel suono ruppe la mia bolla di silenzio e, irritata da quell'invadenza, afferrai quella fonte di inquinamento acustico e lessi sul display la causa di tanto rumore: numero sconosciuto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Pronto?"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Francesca? Sono Eugenio Girardi, spero di non disturbare..."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Era il prof. di inglese. E questo cosa diamine vuole??&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Prof?! Ma cosa...come fa ad avere il mio  numero? E perchè chiama a quest'ora?"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Sono all'ospedale. Resta un attimo in linea..."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"All'ospedale?? Ma cosa succede?! Pronto!"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Ciao" Tum. Il cuore diede un colpo secco.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Sono Thomas"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;A me è piaciuto tantissimo. Appena mi ha consegnato il foglietto ho messo da parte il copione per leggerlo. Beh, la mia Federica neo scrittrice, a me la tua scrittura piace parecchio: parlo sia dello stile che adotti sia della tua calligrafia. E' stupenda!&lt;br /&gt;Grazie mille...&lt;br /&gt;Un bel finale, devo dire.&lt;br /&gt;Ovviamente occorre un pizzico di fantasia e di libera interpretazione da parte del lettore.&lt;br /&gt;Ottimista o pessimista. Thomas muore o no?&lt;br /&gt;Indovinate la mia interpretazione?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-5183879804292528014?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/5183879804292528014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=5183879804292528014' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5183879804292528014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5183879804292528014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/01/luned-sera-una-mia-compagna-di-teatro.html' title=''/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-6572878705023240664</id><published>2009-01-11T13:30:00.000-08:00</published><updated>2009-01-11T14:26:54.160-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Ieri sera ho visto delle foto che mi hanno colpito, ho letto delle frasi che mi hanno catturato sebbene parlassero di argomenti che io non sopporto. Non c'è che dire: sono cotto!&lt;br /&gt;Mi è venuta voglia di postare una favola che mi è venuta in mente stanotte, mentre non riuscivo a prendere sonno e mi giravo e rigiravo nel letto. Non so come mai mi sia venuta in testa: forse perchè in questi giorni ho la giusta ispirazione, forse perchè scrivere favole in fondo mi è sempre piaciuto e mi piace tuttora...Chissà! Eccola:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'era una volta un'anima che come tutte le altre abitava all'interno di un corpo. Era alla disperata ricerca di un rifugio vero e proprio. Il corpo nel quale abitava era comodo, certo. La teneva al sicuro, la faceva stare bene e per di più era un bel corpo. Sempre vigile e attenta si guardava attorno, faceva attenzione alle parole e ai gesti che il corpo diceva e faceva. Aveva un bel rapporto con esso. Insomma, esisteva quello che prende il nome di equilibrio tra mente e corpo. Erano sempre in comunicazione e anche quando non c'era dialogo o introspezione l'uno sapeva che l'altra era in ascolto e soprattutto c'era nel momento del bisogno. Non sempre questo equilibrio esisteva e diverse volte capitava che il corpo ignorasse o non sentisse ciò che la mente gli diceva e proseguiva per la sua strada, alla ricerca di nemmeno lui sapeva cosa.&lt;br /&gt;Un giorno, anzi, una sera, l'anima si rese conto che gli occhi del corpo nel quale abitava si erano soffermati un po' troppo su un altro corpo. Un bel corpo, dai capelli scuri e gli occhi espressivi, attraenti e familiari. Ne rimase abbagliata.&lt;br /&gt;Lentamente i due corpi iniziarono a parlare ma a causa del tempo insufficiente, della scarsa conoscenza che c'era tra loro e dal periodo turbolento nel quale si sentirono (erano le vacanze e tutti dovevano andare da qualche parte o viaggiare e raggiungere i parenti o terminare le ultime commissioni) si persero di vista.&lt;br /&gt;Il corpo ne era dispiaciuto e si sorprese molto a constatare che sentiva la mancanza di quella persona che tanto l'aveva colpito. Inoltre si sentiva ancora più triste se solo pensava che non sapeva nemmeno se anche lei sentisse la stessa cosa di lui. E poi, pensò, bella com'è conoscerà tante persone migliori di me. In fondo non mi sento chissà quale bellezza e quindi ho tanta paura di non riuscire mai a incontrarla.&lt;br /&gt;L'anima, che aveva sentito tutto gli disse: "Non devi dire queste cose. Sei bello, tu. E poi hai potuto constatare che non è una persona bella ma &lt;em&gt;bella&lt;/em&gt;, in tutti i sensi, sia fuori sia dentro. Anche tu sei così."&lt;br /&gt;Il corpo apprezzò molto queste parole, che lo fecero sorridere e lo tirarono un po' su di morale. Nonostante questo aveva in testa sempre la stessa paura: quella di non essere all'altezza del corpo che aveva da poco conosciuto.&lt;br /&gt;Così decise di coltivare al meglio l'anima che abitava in lui. Lesse tanti libri, cercò di essere sempre allegro, uscì con gli amici, imparò a ridere più del solito, si preoccupò di conoscere le cose che più gli interessavano e soprattutto le cose che avrebbero fatto bene al suo animo. A scuola diede il meglio di sè, ascoltò buona musica e fece il possibile per prendere tutto in positivo. Quando sentiva che il suo cuore pulsava pensando alla persona che sentiva sempre più vicina a lui, o quando si accorgeva che la paura di non essere all'altezza di essa si faceva più grande si buttava di nuovo nel grande lago del Sapere. Per lo meno, si giustificò, mi tengo occupato e non ascolto la mia paura.&lt;br /&gt;Dentro di sè, intanto, mentre sorrideva ed era felice dell'impegno e dei grandi progressi che stava facendo il corpo, l'anima ascoltava in silenzio ciò che la sua testa le diceva. Anche lei era stata colpita dal fascino, dall'eleganza e dalla grandezza d'animo che aveva questa persona appena incontrata dal suo corpo. E persino lei sentiva un po' di paura: e se lei non fosse riuscita ad entrare in sintonia con l'altra? E se i due corpi si fossero attratti mentre le anime no?&lt;br /&gt;Per sfuggire ai dubbi e alle paure decise di integrarsi del tutto con le altre anime: quando il corpo usciva con i suoi amici essa cercava di dare il meglio di sè, facendo ridere le altre e rendendole a loro agio. Non poteva negare, però, che fosse attratta da quello sguardo profondo e penetrante, dal fisico mozzafiato dell'altro corpo e anche, perchè no?, dal fatto che molte persone provassero attrazione per egli.&lt;br /&gt;Nessuno dei due, nè il corpo nè l'anima, sapevano dare un nome al loro turbine di emozioni, agli stati d'animo provocati al solo pensiero di avere i loro (magari) destinati: il corpo con il corpo e l'anima con l'anima.&lt;br /&gt;Il tempo con il quale avevano scarsamente interagito era così minimo...&lt;br /&gt;Non era la prima volta che avevano conosciuto qualcuno, si dissero tutti e due nello stesso momento, sbalorditi del loro perfetto tempismo.&lt;br /&gt;Per diversi giorni questa persona non si fece sentire e nulla, se non le parole che aveva detto, le frasi che aveva scritto, i pensieri che aveva trascritto e le fotografie che il corpo protagonista aveva dell'altro, fece sentire essi lontani da lei. Fu una buona occasione per scoprire più cose di lei, i suoi gusti, i suoi pensieri e le sue ambizioni e anche per guardarla ancora, grazie alle foto che scorrevano sotto gli occhi emozionato del corpo e dell'anima.&lt;br /&gt;Quest'ultima, senza un motivo, sapeva che aveva trovato il rifugio perfetto, il posto nel quale si sarebbe sentita sempre perfetta, completa, mai sola e sempre al sicuro. Quelle parole, quelle fotografie, quelle frasi, quei pensieri, quei sogni, quelle emozioni ma anche quegli occhi, quello sguardo, quel corpo, quell'impercettibile e mai estita ma al tempo stesso vivente e sicura presenza. Non solo si sentiva completa con l'altra anima ma anche con il corpo! Che cosa era successo? Non doveva essere così, quel secondo tipo di attrazione era destinata al corpo che l'ospitava!&lt;br /&gt;Non badò tanto a quest'osservazione ma si lasciò cullare dal dolce pensiero che finalmente sapeva qual era il suo vero posto. Il corpo, dal canto suo, fece conoscenze e si lasciò catturare dalla bellezza di alcuni ma dentro sè era ancora vivo il desiderio di incontrare quella persona che l'aveva colpito e inesauribile era la speranza di poterla ancora rivedere.&lt;br /&gt;Passarono pochi giorni ma per i due protagonisti sembravano un'eternità.&lt;br /&gt;Colsero l'occasione di ascoltarsi a vicenda, visto che per diverso tempo i due avevano pensato solamente a se stessi: il corpo a leggere, divertirsi, sorridere, pensare in positivo e impegnarsi ad essere felice e l'anima a pensare, sperare, riflettere, coltivare e comprendere le proprie emozioni e stati d'animo. Parlarono per molto tempo raccontando i loro punti di vista e i loro desideri.&lt;br /&gt;Niente coincideva: quando uno voleva finalmente lasciarsi andare alle passioni puntualmente l'altra lo rimproverava dicendo che non era bene farlo e che era meglio concentrarsi sul proprio futuro e impegnarsi a fondo nelle cose finalizzate non alla soddisfazione di sè ma al bene comune.&lt;br /&gt;L'unica cosa che i due avevano in comune erano il desiderio e la speranza di trovare, finalmente, ciascuno il loro posto.&lt;br /&gt;"Sento anche il bisogno di conoscere a fondo questa persona, di scoprire che cosa ha nel suo cuore, i suoi sogni, le sue passioni, le sue ambizioni, il suo trascorso e tutte le cose belle che ha fatto per crescere così affascinante non solo nel fisico ma anche nello spirito", disse il corpo tutto d'un fiato, convinto più che mai in ciò che stava mormorando.&lt;br /&gt;L'anima rimase stupefatta da quelle parole che aveva appena sentito e così si sfogò, rivelando che anche lei era stata colpita dal fisico di quel corpo, dalle fotografie, dalle linee perfette che facevano contorno, della pelle perfetta, del sorriso splendente e dalla luce che c'era in quei occhi. A rimanere stupito, stavolta, fu il corpo.&lt;br /&gt;"Sono proprio sicura di aver trovato il posto giusto, il mio rifugio, ciò che da tanto tempo cercavo" disse l'anima.&lt;br /&gt;"Sono proprio sicuro di aver trovato la persona con la quale voglio passare tutta la mia vita. Invecchiare con lei e trovare nei suoi occhi sempre quella bellissima luce. Ho solo voglia di amarla con tutto me stesso, ma soprattutto con tutta la mia &lt;em&gt;anima.", &lt;/em&gt;mormorò il corpo.&lt;br /&gt;Dentro di loro crebbe un'altra paura e un dubbio i quali resero i due protagonisti spiazzati.&lt;br /&gt;E se dall'altra parte nulla di ciò che sentiamo noi non esistesse?&lt;br /&gt;Se non dovessimo fare da rifugio a questo corpo e a quest'anima come continueremo a vivere sapendo che il nostro posto è lì e che abbiamo già conosciuto ciò per cui finora abbiamo vissuto?&lt;br /&gt;Non trovarono risposte a queste domande, quindi rimasero in silenzio. Venne loro in mente un mare, un vento tiepido che fischiava nella loro direzione rendendoli vivi, un sole che brillava alto nel cielo blu e limpido. La risposta non tardò ad arrivare e lo fece in silenzio, senza bisogno di riflettere ancora su quelle domande e senza doverla cercare in altri volti o in altri cuori.&lt;br /&gt;All'unisono l'anima e il corpo risposero a quei quesiti che fino a quel momento li avevano tormentati:&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Se ciò in cui speriamo e nel quale confidiamo non dovesse accadere non ci daremo per vinti. Continueremo a renderci felici, coltivando le nostre emozioni e curando il nostro fisico. Non cercheremo sostegno in altri corpi ma non vieteremo loro di entrare nei nostri cuori, di fare loro del bene e di renderli felici come inconsapevolmente questa persona ha fatto con noi. Se qualcuno dovesse chiederci qual è il nostro posto noi gli rispondemo che non vi siamo ma l'abbiamo trovato. Ripetere queste parole sarà tristissimo e ci renderà infelici ma ci faremo forza l'un l'altra. Ci alzeremo la mattina mantenendo viva la speranza di abitare nel nostro rifugio, mantenendo sereno il nostro umore e nobile il nostro animo. Trascorreremo le giornate pensando a quel corpo e a quell'anima senza trascurare le nostre attività. Non cercheremo di modificare il nostro destino ma continueremo a sperare in quello che noi vorremmo che fosse. E se ancora tutto ciò ci sembrerà insufficiente ci lasceremo lentamente trasportare nel dolce pensiero che anche se non avremo portato a termine ciò in cui speravamo potremo sempre dire che nella nostra esistenza non abbiamo conosciuto il significato della completezza abbiamo incontrato ciò che ci ha lasciato in vita e ci ha aiutato ad affrontare tutte le insicurezze, paure, tristezze e insidie: l'amore..."&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-6572878705023240664?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/6572878705023240664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=6572878705023240664' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6572878705023240664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/6572878705023240664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/01/ieri-sera-ho-visto-delle-foto-che-mi.html' title=''/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-5078006474241084723</id><published>2009-01-09T08:24:00.001-08:00</published><updated>2009-01-09T09:05:57.199-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Ieri sera non riuscivo a prendere sonno e così ho pensato un po' alla mia vita. Beh, 17 anni...Però è comunque vita.&lt;br /&gt;Devo dire che sono molto soddisfatto. Ho pochi rimpianti, anche se non so quali. Ne sono comunque sicuro: se potessi avere la macchina del tempo per ritornare un po' indietro cambierei poche cose. Con ciò non voglio certo dire che sono sempre stato in una giostrina o a cavallo, vita comoda e sempre e solo sorrisi. Sebbene sia un bimbo un po' (troppo) viziato - figlio unico, primo nipote, diversi problemi di salute da piccolo eccetera - ho fatto anche io errori, ho avuto anche io giornate no, ho fatto anche io le mie bravate e anche io mi sono preso le prime batoste e ho pensato alla morte. Sia chiaro: non tanto al suicidio o a cose simili - anche se, sì, ci ho pensato - ma alla morte in sè, intesa come la fine di questo viaggio avventuroso (non sono parole mie ma l'ho letto da qualche parte. Io sono più pessimista) che è la vita.&lt;br /&gt;Come già detto sono nato con diversi problemi di salute. Polmoni delicati, choc anafilattici, tantissime allergie e ovviamente appena nato ho rischiato già di morire. Che sfiga, eh? Grazie alla determinazione della mamma e alla professionalità del dottore che tuttora mi segue sono ancora qui.&lt;br /&gt;Non ho un "primo ricordo", non ricordo la prima volta che sono stato cosciente di esistere. A volte ricordo solo di vedere la pioggia cadere dal cielo attraverso un vetro (forse di ospedale) ma non ne sono sicuro.&lt;br /&gt;Non sono andato all'asilo per diversi motivi: facevo storie, avevo bisogno di stare con mia mamma appunto per le mie allergie e credo di aver sofferto di ansia "scolastica". Tuttora me la porto avanti e al solo pensiero di andare a scuola mi viene un nodo alla gola. Pazienza, dai.&lt;br /&gt;Stando a casa e crescendo soprattutto con mia mamma (mio papà addirittura per non prendersi cura di me andava a lavorare ben due ore prima del turno che aveva da fare dicendo che "aveva del lavoro da fare) ho passato i pomeriggi a fare bricolage, a fare i lavoretti dell' "Albero azzurro", a guardare Sailor Moon che tuttora è il mio cartone animato preferito in assoluto, a scrivere, a imparare a leggere, a disegnare e a colorare. Ho imparato a leggere e a scrivere più o meno all'età di 4 anni e che sia stato un bene o no (alcuni psicologi ritengono che sia diseducativo o comunque sbagliato imparare a leggere prima del dovuto...).&lt;br /&gt;Andavo a messa con mamma la domenica mattina portandomi qualche agenda sulla quale disegnare o qualche libriccino da leggere.&lt;br /&gt;Ho conosciuto la mia migliore amica più o meno all'ultimo o al penultimo anno di asilo (crescendo mamma mi portò all'asilo) e da allora, anche se legavamo poco che niente, è nato qualcosa di indescrivibile. Dare il nome di amicizia importante mi pare un eufemismo.&lt;br /&gt;I cinque anni di elementari sono stati spettacolari: ho avuto la prima fidanzatina (Jessica), ho stretto legami importanti, ho imparato tante cose e grazie alla maestra di italiano e soprattutto al suo amore per i libri ho conosciuto la mia unica mania: quella dei libri. Ne ho divorati uno dopo l'altro, a volte rileggendoli. Gliene sarò sempre grato.&lt;br /&gt;L'esame delle elementari è andato benissimo e ricordo che durante la prova di matematica io e la ragazza che mi era capitata vicino - che però era della classe a fianco alla mia - abbiamo fatto i problemi insieme.&lt;br /&gt;Le medie...Mi ritrovo con la mia migliore amica nella stessa classe e solo allora mi rendo davvero conto di quanto abbia sempre avuto bisogno di quell'amicizia. Tutto è nato da una caramella: la professoressa di educazione tecnica l'aveva rimproverata per un nonnulla e io mi sono avvicinato a lei, Betta, e le ho offerto una caramella che la mamma mi metteva sempre in tasca ogni mattina dicendo che non doveva prendersela, che "quella è solo una scema e non capisce niente".&lt;br /&gt;Con lei ho inoltre conosciuto il mio film preferito: "Thirteen-13 anni". Ci incontravamo di pomeriggio per guardarlo anche due volte al giorno. Ero talmente fissato con quel film che avevo comprato sia la videocassetta sia il dvd e quando vedevo entrambi al supermercato andavo a nasconderli dietro gli altri film, in modo che nessuno potesse acquistarlo. Che patito!&lt;br /&gt;Siamo arrivati al punto di recitare tutto e dico tutto il film a memoria: un giorno invitammo a casa sua una nostra amica, Jennifer, e decidemmo di farglielo vedere. Non ci capì nulla siccome noi parlavamo sopra gli attori (o meglio, le attrici), con lo stesso ritmo e tempismo. Poverina, Jennifer!&lt;br /&gt;Con lei presi le mie uniche note sul diario: una perchè cantavamo durante la lezione, un'altra perchè semplicemente chiacchieravamo (e disturbavamo!) e la terza, la migliore, perchè avevo portato una fialetta puzzolente e una polverina urticante distribuendola ai compagni. La professoressa di italiano si ritrovò in pochissimi secondi a grattarsi come un animale nel bel mezzo della lezione. E la fialetta puzzolente dentro il cestino dava il suo piccolo contributo a rendere la lezione impossibile...&lt;br /&gt;Mia mamma mi fece un cazziatone!&lt;br /&gt;Per un anno e mezzo o quasi io e la mia migliore amica non rimanemmo più in contatto. Si era fidanzato con un ragazzo geloso della nostra amicizia e, sebbene andassimo nella stessa scuola, io prendevo un pullman diverso dal suo e arrivati a scuola anche se eravamo vicini di banco a malapena ci salutavamo. Un giorno mi scrisse un bigliettino dicendo che tra noi l'amicizia era meglio se terminava. Le scrissi ok, non me ne frega niente (mentendo spudoratamente!) e tutti e due scoppiammo a piangere nello stesso momento, abbracciandoci sotto gli sguardi curiosi dei compagni e interrompendo la lezione.&lt;br /&gt;Nel secondo anno delle superiori mi sono armato di forza, coraggio, determinazione e voglia di mettere alla prova me stesso e in ben tre giorni ho composto quello che nove mesi dopo è diventato il mio primo libro. Sono sceso giù a Roma per la presentazione del libro, fatto qualche intervista via radio e per un quotidiano e quei tre giorni di soggiorno li porterò sempre nel mio cuore. Sono eternamente grato ai miei genitori, Betta ed Elisa (la mia ex fidanzata nonchè attuale angelo custode). La questione dell'angelo custode è intima ma anche semplice. Semplicemente per me rimane sempre l'angelo custode, essendomi stata vicina e conoscendo molti segreti di me.&lt;br /&gt;Ho scritto altri manoscritti ma alcuni sono ancora da riguardare, altri da spedire. Se poi mi scoraggio è la fine, non invio proprio un bel niente...&lt;br /&gt;Insomma, dipende come mi alzo la mattina...&lt;br /&gt;Adesso sono in quarta superiore. Sono circondato da compagne di banco fantastiche, professori abbastanza simpatici e professionali e tanta voglia di imparare, scoprire cose, conoscere ciò che mi circonda.&lt;br /&gt;Ho imparato e dedotto che la bellezza delle persone sta nella mentalità, nell'intelletto, nella conoscenza, nell'autostima, a volte anche nell'ironia e soprattutto nell'autoironia.&lt;br /&gt;Che altro dire?&lt;br /&gt;Sono veramente soddisfatto della mia vita!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-5078006474241084723?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/5078006474241084723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=5078006474241084723' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5078006474241084723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5078006474241084723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/01/ieri-sera-non-riuscivo-prendere-sonno-e.html' title=''/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-7735653634896750732</id><published>2009-01-04T06:00:00.000-08:00</published><updated>2009-01-09T09:11:20.840-08:00</updated><title type='text'>Anche io voglio essere Moccioso!</title><content type='html'>Tutti noi siamo un po' Mocciosi. Ovviamente intendo dire i seguaci di Federico Moccia. Insomma, ha scritto "Tre metri sopra il cielo", "Ho voglia di te", "Scusa ma ti chiamo amore", "Cercasi Niki disperatamente", "La passeggiata" e adesso "Amore 14"&lt;br /&gt;Ma che belli, ma come sono irresistibili, ma mo' me li compro...ma che palle!!!&lt;br /&gt;Da quando questo furbacchiotto di Federico Moccia ha incominciato a vendere copie su copie di "Tre metri sopra il cielo" tanti, tantissimi giovani e non solo hanno incominciato a imitarlo. E imitarlo significa trasformare una frase di senso compiuto in ben quattro o cinque frasi.&lt;br /&gt;Esempio: "E' mattina: decido di alzarmi presto, avrò parecchio da fare"&lt;br /&gt;Moccia come scriverebbe? Così! "E' mattina. Decido di alzarmi. Presto. Avrò da fare. Parecchio.&lt;br /&gt;Che questo stile sia fresco, bello, scorrevole e chiamatelocomevolete è una cosa. Ma che sia "artistico" è un'altra.&lt;br /&gt;Insomma, dai, Federichino, sei grande e grosso, avrai quasi 1000 anni, non puoi scrivere come i miei coetanei. Dovresti leggere alcuni temi fatti dai ragazzi della mia età. Stendiamo non un velo ma una trapunta pietosa sugli errori ortografici. Si sa, non si può essere perfetti. Ma cavoli...ma cosa hai loro insegnato?&lt;br /&gt;Anche negli SMS mi scrivono come te!&lt;br /&gt;"Ciao Ste. Oggi non so se riuscirò a venire. A casa tua. Ovviamente. Ci sentiamo, ok? Baci"&lt;br /&gt;A casa tua. Ovviamente. Maccheffastidio!!!&lt;br /&gt;Mi sono dilungato, ops.&lt;br /&gt;Adesso anche i giornalisti, se così possono chiamarsi "coloro i quali scrivono su 'Leggo' e 'City'" hanno incominciato a scrivere così. Un giorno stavo leggendo una notizia (e una notizia su quel quotidiano equivale a sì e no 10 righe) che parlava di un gruppo di adolescenti che in preda all'attanagliante noia hanno deciso di scassare una stazione di Avigliana. Era tutto un punto su punto. "Soldi. Tanti soldi. Un gruppo di ragazzi. E ragazze. Hanno deciso di prendere a bastonate il vetro della porta d'entrata. Ma non solo... e blablabla"&lt;br /&gt;Ebbasta!&lt;br /&gt;Impariamo a scrivere come si deve. Un soggetto, un predicato, complemento oggetto e/o vari complementi.&lt;br /&gt;Notare solo il successo che sta facendo quella cretina di Valentina F...&lt;br /&gt;Tutto merito del nostro Chicco Moccia, che ha reso possibile a tante persone di scrivere e pubblicare.&lt;br /&gt;Tanti, tantissimi puntini a te e al tuo successo editoriale.&lt;br /&gt;Della serie Oriana Fallaci e Paulo Coelho ti fa un baffo, eh?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-7735653634896750732?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/7735653634896750732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=7735653634896750732' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7735653634896750732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/7735653634896750732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2009/01/anche-io-voglio-essere-moccioso.html' title='Anche io voglio essere Moccioso!'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-240721065142638791</id><published>2008-07-27T10:07:00.001-07:00</published><updated>2008-07-27T10:49:51.612-07:00</updated><title type='text'>La Lista Nera</title><content type='html'>Due mesi fa ho terminato pure il mio secondo libro. "La Lista Nera". A differenza del primo è (non del tutto) autobiografico. Insomma, qualche personaggio esiste davvero nella realtà e l'idea della lista sulla quale annotare i nomi delle persone che ti hanno fatto star male e cercare lentamente di vendicarti mi passa spesso per la testa, anche se ancora non l'ho iniziata. Chissà, magari posso iniziare a farla fra qualche giorno. Scegliere il finale è stata un po' un'impresa. E' stato molto difficile. Vabbè, nell'attesa che venga pubblicato (ci vorrà un po') termino qui questo brevissimo post.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-240721065142638791?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/240721065142638791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=240721065142638791' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/240721065142638791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/240721065142638791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2008/07/la-lista-nera.html' title='La Lista Nera'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-4982721462064480315</id><published>2007-11-29T13:09:00.000-08:00</published><updated>2007-11-29T13:11:48.550-08:00</updated><title type='text'>Two-2 storie</title><content type='html'>E' uscito. il 27 novembre 2007. Finalmente da ora sono scrittore. Famoso o no lo sono. Ho un codice ISBN. Sono un codice. Un codice come tanti ma unico, sempre quello. Che dire:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Aiello&lt;br /&gt;"Two-2 storie"&lt;br /&gt;Casa Editrice "Il filo" collana "Nuove voci" ("Strade")&lt;br /&gt;Codice ISBN: 978-88-6185-456-7&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-4982721462064480315?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/4982721462064480315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=4982721462064480315' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4982721462064480315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/4982721462064480315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2007/11/two-2-storie.html' title='Two-2 storie'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3794318313781377620.post-5123544681492344168</id><published>2007-11-09T13:14:00.000-08:00</published><updated>2010-01-09T08:50:58.547-08:00</updated><title type='text'>Primo post</title><content type='html'>Questo è il mio post. Ho diversi blog ma possiamo dire che questo è quello "ufficiale". Non solo parla di me ma anche della mia...massì chiamiamola carriera, di scrittore. A fine mese circa dovrebbe uscire il mio primo libro. "Two-2 storie". Ci ho impiegato pochissimo per scriverlo, qualche giorno. Forse una settimana. Ho preso spunto da due storielle che gironzolano da diario in diario. Erano davvero belle, nonostante la lunghezza (qualche riga). Mi dispiaceva lasciare che girovagassero solo nei diari e che fossero così corte. Così, un giorno, tanto per, mi son messo a scrivere, ad allungare le storie. Il risultato, per le poche persone che hanno letto l'anteprima, ovvero un racconto su due, è stato abbastanza buono. Quando ricevetti la lettera da parte della casa editrice rimasi a bocca aperta. Mangiavo e stringevo nella mano sinistra la lettera. L'avrò letta chissà quante volte. Subito comunicai la notizia agli amici più stretti. Ero così fiero di me! Insomma, un libro a sedici anni!&lt;br /&gt;Così, passo dopo passo, grazie alla "mia" editor sono riuscito ad aggiustarlo: l'ho corretto e ho scelto la copertina che il grafico ha realizzato.&lt;br /&gt;Risultato a parer mio fin troppo soddisfacente.&lt;br /&gt;Ovviamente ci sono delle "critiche": troppo corto, troppo fantastico, troppo quello e troppo questo e troppo quell'altro...&lt;br /&gt;Ma se qualcuno ha intenzione di trasformare qualche riga in ottanta pagine...si faccia avanti! :D&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3794318313781377620-5123544681492344168?l=stefanoaiellowriter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/feeds/5123544681492344168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3794318313781377620&amp;postID=5123544681492344168' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5123544681492344168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3794318313781377620/posts/default/5123544681492344168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanoaiellowriter.blogspot.com/2007/11/primo-post.html' title='Primo post'/><author><name>Stefano Aiello</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15054277005112970303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_0ROr74-KIuA/SoAodP7fDMI/AAAAAAAAACI/MHrIJGPLd2U/S220/92ade16633e9.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
